05 gennaio 2009

IL CALCIO E' EDUCATIVO

Il calcio è un valore in sé perché insegna:
· Il rispetto per l’altro, per l’avversario e per le regole;
· La solidarietà;
· La lealtà;
· Il sentirsi parte di un gruppo ed esserne orgogliosi;
· …
Il calcio grazie alle sue principali caratteristiche e ai suoi valori dovrebbe educare. “L’educazione – dice Kant – è il più grande e difficile problema che possa essere proposto”. E’ proprio in questo senso che il calcio potrebbe dare un sostanzioso contributo ai diversi educatori che incontriamo nella nostra vita, dai genitori, agli insegnanti, agli allenatori. Soprattutto la scuola dovrebbe insegnare, o meglio, far capire ai ragazzi i valori che lo sport può trasmettere; perché questa attività ti insegna a stare con gli altri, a prefiggersi degli obiettivi e poi faticare per raggiungerli, insegna a rispettare le regole e gli avversari, insegna quei valori e quei punti saldi che aiutano nella vita di tutti giorni e permettono di vivere come membro attivo della società.

21 dicembre 2008

CONVEGNO SUL CALCIO GIOVANILE DI VERZUOLO (CN)

UN CONFRONTO IMPORTANTE TRA SCUOLE CALCIO EUROPEE
LUNEDI’ 24.11.2009 VERZUOLO-CUNEO
Il rischio per noi istruttori che operiamo nell’attività di base è quello di fossilizzarsi in metodi, in contenuti e in proposte che poi con l’andar del tempo diventano obsoleti. Come fare allora per essere sempre aggiornati e pronti a soddisfare le motivazioni dei nostri allievi? Sicuramente una delle cosa da fare è quella di auto-aggiornarci e documentarci su nuove metodiche o su proposte per mezzo di libri, riviste come “IL NUOVO CALCIO”, CD, DVD e chi più ne ha più ne metta. Ma da un po’ di tempo mi sono reso conto che uno dei modi più efficaci è quello del confronto con altre esperienze o addirittura con altre culture a volte non solo calcistiche. Ecco che quando mi invitano a partecipare ad una giornata di confronto di metodologie di allenamento corro con entusiasmo e curiosità. Così ho fatto quando l’amico Ermanno De Maria responsabile della scuola di perfezionamento calcistico ASD Excellent e allenatore dei Pulcini del Torino F.C. mi ha invitato per lunedì 24 novembre presso il centro sportivo di Verzuolo ad UNA GIORNATA DI DIVULGAZIONE DELLE METODOLOGIE DI ALLENAMENTO RIVOLTE AL SETTORE DELLA ATTIVITA’ DI BASE. Le società presenti, qui di seguito presento l’elenco delle società con i corrispettivi relatori, erano davvero prestigiose ed importanti nell’elitè del panorama calcistico europeo.
SOCIETA’ E RELATORI
AIAX DI ASTERDAM
MICHEL KREEK

ESPANYOL DI BARCELLONA
ISAAC GUERRERO HERNADEZ

F.C. INTERNAZIONALE
G. RUSCA S. BELLINZAGHI

A.S. ROMA
MARCO ROSA

F.C. TORINO
SILVANO BENEDETTI

La giornata è stata così organizzata:
· Dalle 15.00 alle 18.00 la parte pratica. Ogni relatore, contemporaneamente agli altri, ha esposto sul campo in sintetico di Verzuolo (Cn) due sessioni di allenamento di un’ora e mezzo l’una. A disposizione aveva un gruppo (12 ragazzi) gli allievi della scuola calcio A.S.D. Excellent di Verzuolo;
· Dalle 20.00 alle 23.00 presso il Salone d’Onore della Città di Cuneo si è svolto il dibattito-confronto sul tema: “NUOVE METODOLOGIE DI ALLENAMENTO APPLICATE ALL’ATTIVITA’ CALCISTICA DI BASE”. Il moderatore della serata è stato il noto giornalista Paolo Bargiggia.


Alla giornata hanno partecipato circa cento tra allenatori, responsabili tecnici e dirigenti di società. Questi si sono dimostrati particolarmente interessati sia alla parte pratica sia a quella teorica, molti infatti sono stati gli interventi sia sul campo sia in aula. Io oltre a preoccuparmi di esprimere il nostro lavoro al meglio mi sono interessato, soprattutto sul campo delle proposte dei colleghi. Ecco, prese dai miei appunti, le esercitazioni , secondo me più significative dei vari relatori.

30 ottobre 2008

MIO FIGLIO DIRA' DI NO?

MIO FIOGLIO DIRA’ DI NO?
Caro Presidente della Repubblica Italiana GIORGIO NAPOLITANO
Sono un padre di famiglia, ho cinquant’anni e vivo a Milano. Come tutti i buon padri di famiglia di questa bella ITALIA non vedo l’ora che tutte le sere venga il momento della cena per ritrovarmi di fronte tutta la mia splendida famiglia. Siamo in quattro: io, mia moglie e i miei due splendidi figli (un maschio e una femmina). La “bimba”, per me lo rimarrà sempre, ha 25 anni fa l’università e ha quasi finito si sta specializzando in informatica. La sua voglia di far bene le si legge nei suoi bellissimi occhi verdi, che per fortuna sua ha preso dalla mia splendida consorte. È tranquilla, studia, aiuta la mamma nelle faccende di casa e si vive una bella storia d’amore con un suo coetaneo. Quando penso a lei sto tranquillo, sono sereno, sono sicuro che il suo futuro farà la gioia del suo papà. Poi c’è lui il mio giovane figlio maschio. Ha 16 anni, fa la terza liceo con buoni risultati e non perché è mio figlio (questa è una frase di mia madre quando parlava di me) ha una intelligenza brillante. Ha un’energia traboccante che mette in tutto ciò che fa! Caro Presidente in lui vedo la mia voglia di cambiare il mondo, la voglia di essere protagonista della vita di questa società.
Ieri sera mentre si stava cenando se ne esce, così come fanno i giovani senza prepararti senza introdurre l’argomento, con questa frase: “domani vado in centro a manifestare contro la riforma della scuola, vado a urlare che non ci sto!” Io e mia moglie ci siamo guardati in faccia e ci siamo trasmessi a vicenda un senso di preoccupazione. Signor presidente nostro figlio ha solo sedici anni e non conosce ancora la cattiveria della faziosità, la vigliaccheria della provocazione, vive tutte le cose che fa molto spontaneamente credendoci fino in fondo e Noi abbiamo il timore che lui possa entrare in qualche dinamica che qualche “provocatore pronto a tutto” abbia vigliaccamente già premeditato. Siamo preoccupati signor Presidente. Questa paura ci ha portati a consigliargli di starsene a casa o di andare a scuola a seguire le lezioni di quei professori che non hanno scioperato. Può ben immaginare la reazione di nostro figlio. Ci ha tacciati di reazionari (a me reazionario!), che siamo vecchi senza più speranze, senza più futuro e che lui sarebbe andato alla manifestazione con o senza il nostro permesso. Cosa rispondere? Da una parte mi sentivo offeso per tutti quegli improperi, dall’altra ero orgoglioso di avere un figlio che vuol dire la sua e che soprattutto vuol dire NO quando c’è qualcosa che non gli sta bene.
Mentre Le scrivo Lui sta manifestando ed io ho il cuore in subbuglio e quasi in gola. Scrivo e mi rivedo circa trent’anni fa: ero giovane, spensierato, mia moglie dice bello (mah?)e soprattutto pieno di ideali, progetti e speranze e anch’io manifestavo. Ricordo che in una manifestazione mentre urlavo slogan contro tutto e tutti si avvicinò a me un giovane con due “sampietrini” in mano e mi disse:”dai lanciane uno anche tu, tiriamolo addosso a quei pulotti fascisti!” Mi ricordo come se fosse oggi , lo guardai intensamente e sdegnato gli risposi:”NO IO NON LO FACCIO”.
Caro PRESIDENTE la domanda che faccio a lei e che non mi ha fatto dormire questa notte è la seguente:” Mio Figlio riuscirà a dire di NO?”

Con Rispetto un padre in apprensione

30 settembre 2008

L'ALLENATORE DI CALCIO OGGI

In questi ultimi anni, la figura dell’allenatore ha assunto un ruolo molto complesso e ciò è dovuto soprattutto ai continui progressi registrati in ambito scientifico (metodologie d’allenamento), tattico ed organizzativo, all’invasione sfrenata di calciatori stranieri, l’introduzione della libertà di svincolo (legge Bosmann) ed i continui cambiamenti gestionali all’interno dei club. L’allenatore, in tutto questo contesto, deve rappresentare il punto di riferimento, quindi essere un tramite tra i giocatori e la società e, nello stresso tempo, rispettare le regole di programmi all’uopo discussi con la dirigenza. Deve in pratica guidare il gruppo, cercando di creare ed instaurare con le varie componenti un buon rapporto, sia in campo che fuori, mostrare consapevolezza e competenza nella propria funzione di guida, possedere una capacità professionale elevata, accompagnata da una forte personalità e, infine, possedere la necessaria esperienza. Proprio perché vi è una costante evoluzione calcistica, l’allenatore deve sempre aggiornarsi pur portandosi dietro importanti esperienze maturate in passato, positive o negative che siano. Quanto tempo è passato dal vecchio “Metodo di Pozzo” che portò l’Italia alla conquista di due titoli mondiali! Si è passati da un calcio “champagne” dei vari Sivori, Rivera, Suarez e Corso, che con i loro tocchi di classe infiammavano le platee, ad un calcio senza anima, frutto di duri e rigorosi allenamenti e di continui esasperanti moduli tattici che non lasciano più spazio alla creatività, all’estro e alla fantasia. Oggigiorno, l’allenatore deve inoltre operare con una equipe di persone competenti (preparatore atletico, allenatore in seconda,medico, psicologo, massofisioterapista etc.) e con loro lavorare all’unisono. La personalità dell’allenatore è la capacità di confrontarsi e migliorarsi per tener compatto il proprio gruppo. Caratteristiche importanti sono: la valutazione, l’osservazione, la creatività ed una certa dose di autocritica. Tenere un comportamento irreprensibile, badare a formare con attenzione un ambiente pulito, allontanare le possibili critiche dopo qualche risultato negativo, trovare soluzioni ideali per fare coesistere le varie diversità che derivano da fattori quali: educazione, affetto, ambiente, cultura, civiltà ed alimentazione. Una dote importantissima è quella di non tradire mai se stesso e la propria filosofia, essere cioè convinto dei propri mezzi, mostrando fermezza circa la scelta degli undici da mandare in campo, comportandosi in modo razionale e con psicologia per riuscire a cogliere, nel modo di comportarsi dei giocatori, sintomi dei loro problemi senza tuttavia dare mai l’impressione di voler entrare all’interno della privacy di ognuno. Senza queste necessarie premesse metodologiche, si correrebbe il rischio di fallire, sia nei risultati, sia nell’immagine della propria credibilità, creando all’interno del gruppo insanabili fratture assai difficili da ricomporre. Altro concetto importante è quello riguardante l’identità personale e l’autostima che ci dà la consapevolezza di essere in grado di capire le nostre reali potenzialità in base alle esperienze positive conseguite nel corso degli anni ed essere quindi in grado di combattere e vincere le difficoltà che ci si pongono davanti. Parimenti l’allenatore deve essere in grado di mostrare competenza ed autonomia di giudizio, accompagnata però da semplicità e chiarezza comunicativa, per realizzare un rapporto di empatia basato sull’ottimismo.

11 settembre 2008

ECCO IL MIO NUOVO LIBRO


Autore: Giuliano Nerio Rusca
Titolo: Pierino's bar
STARRYLINK EDITRICE
Collana BorderLine
Genere: Racconto umoristico
Il breve romanzo è dedicato all’omonimo bar che l’autore ama frequentare quotidianamente, esso si anima delle presenze che egli incastona sapientemente ed in modo esilarante nelle sue mura: la Carmen , Ambrogio, il Pierino, il Pasquale, la Luci a , l’Alberto, la Gina , avventori che affascinano e divertono per le loro strambe e abitudinarie vite. Il Pierino’s bar diventa collante tra persone che hanno in comune una genuina, divertente, semplice ma istrionica visione della vita. I litigi, le partite, gli amori, gli scherzi e i discorsi tipici di un bar sono riportati con una sorta di registrazione neorealista in presa diretta, che si impreziosisce dell’affetto sincero verso gli avventori che l’autore trasmette.Un libro che è un tributo all’amicizia ed alla vita che scorre nel bar di Pierino.


Per acquistare il libro seguire questo percorso:
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--> I nostri libri --> catalogo --> borderline

26 agosto 2008

LE 4 S DELL'ALLENATORE

Oggi, agli istruttori sportivi vengono richieste 4 S.Vediamole:
1 SAPER ESSERE: coerenza 2 SAPERE: competenza 3 SAPER FARE: abilità personale (tecnica e tattica) 4 SAPER FAR SAPERE utilizzo del giusto stile comunicativo.
Il SAPER ESSERE è un concetto che viene ricondotto alla sfera della leadership. Negli articoli precedenti, abbiamo sottolineato il vero senso del leader. Leader è chi dà l’esempio, chi sa gestire le proprie emozioni, chi sa far emergere le potenzialità di chi guida, chi resta coerente, nell’atteggiamento mentale e comportamentale) con la propria scala valori. Essere coerenti significa avere una chiara visione di se stessi e degli altri; aver stabilito la propria missione ed i propri obiettivi in relazione agli atleti che si guidano.
Il SAPERE, diventa determinante in ogni nostra attività, a maggior ragione quando per attività si intende l’insegnamento. Credo sia impossibile insegnare agli altri qualcosa che si ignora… non siete d’accordo?La formazione continua e aggiornata dovrebbe essere uno dei principali obiettivi dell’allenatore.
SAPER FARE: ammettiamo di essere un istruttore di basket e di non saper fare la “presa” della palla… va bene che c’è un detto che recita più o meno “chi non sa fare, insegna”, ma personalmente lo trovo impossibile. L’istruttore si trova spesso, e in una buona seduta di allenamento lo dovrebbe sempre fare, a far vedere ai ragazzi l’esercizio, il tiro, il singolo gesto tecnico. Se dimostra per primo di non possedere queste abilità, la relazione che cerca di instaurare con il gruppo accusa un vero scossone ed i ragazzi avranno poca fiducia nei suoi confronti.Possiamo essere coerenti, competenti e abili ma se non sappiamo comunicare, trasmettere, tutte le informazioni che possediamo agli altri, il nostro lavoro di istruttori sarà vano.Oggi, più che mai, nel mondo dello sport si parla di “comunicazione” dell’allenatore, ed in effetti il ponte di collegamento tra l’insegnamento e l’apprendimento è proprio la comunicazione.Pensate, allora, quanto immenso può essere il potere della comunicazione.SAPER FAR SAPERE implica l’utilizzo del giusto stile comunicativo. La comunicazione è una vera e propria azione, che come tale produce delle conseguenze, l’importante è che le sue conseguenze siano positive.

25 agosto 2008

L'ALLENATORE POSITIVO

  • 10 POSITIVE Things That Coaches Do: 10 cose positive che l'allenatore deve fare:

  • Have realistic expectations. Nutrire aspettative realistiche
  • Always including fun in the sport. Sempre, sempre mettere in risalto il divertimento nello sport
  • Obtain appropriate training for the sport. Ottenere una formazione adeguata per lo sport
  • Allowing injured players ample time to recuperate. Consentire il giusto recupero ai giocatori
  • Having the desire to win, but enjoying the improvement of players/team. Avere il desiderio di vincere, ma godere del miglioramento dei giocatori e della squadra
  • Maintaining communication with parent. Mantenere la comunicazione con i genitori
  • Knowing what is abuse and how to prevent it. Conoscere ciò che è l’abuso di farmaci e SAPERE come evitarlo
  • Accepting the performance of referees and officials, Accettare le prestazioni di arbitri e funzionari
  • Having respect for the game. Avere rispetto per il gioco e le sue regole
  • Knowing the difference between outcome goals versus performance goals. Conoscere la differenza tra i risultati e il rendimento

02 agosto 2008

L'ORGANIGRAMMA DEL SETTORE GIOVANILE 2008/09 DELL' F.C. INTERNAZIONALE

Settore Giovanile F.C. INTERNAZIONALE: ecco la nuova squadra
Venerdì, 01 Agosto 2008 18:25:17

MILANO - Una squadra vincente non si cambia, ma si rinnova. È una squadra vincente il Settore Giovanile di F.C. Internazionale diretto da Piero Ausilio (nella foto con Ernesto Paolillo, amministratore delegato e direttore generale): lo dimostrano la consecutività dei successi negli anni (nella passata stagione il Torneo di Viareggio con la Primavera e lo scudetto con gli Allievi), il prestigio nazionale e internazionale, le 'promozioni' conquistate sul campo, non solo per quanto riguarda i calciatori, visto che oramai è una felice tradizione il trasferimento in prima squadra di ragazzi che si sono formati al centro sportivo "Giacinto Facchetti" di Milano (Davide Salton, Alberto Gerbo, Luca Caldirola gli ultimi esempi). Infatti, tra i successi del Settore Giovanile nerazzurro, si devono contare anche i passaggi in prima squadra, nello staff tecnico di Josè Mourinho, di Giuseppe Baresi (vice allenatore) e Daniele Bernazzani (assistente tecnico). I cambiamenti hanno portato all'assegnazione per Vincenzo Esposito, tecnico della Primavera, di un incarico ancora più formativo e completo, ovvero quello di coordinatore dell'aria tecnica, e l'ingresso di due nuovi allenatori, Nunzio Zavettieri e GianMari Corti. Da segnalare anche la creazione di un'area riservata per le scuole calcio estere che avrà come responsabile Marco Monti, che ha lasciato il ruolo di vice-allenatore della Primavera ad Antonio Manicone.
Eccola, allora, la nuova squadra del Settore Giovanile di F.C. Internazionale:
DIRETTORE SETTORE GIOVANILE: Piero Ausilio;
COORDINATORE ARIA TECNICA: Vincenzo Esposito;
RESPONSABILE ARIA RICERCA SELEZIONE: Casiraghi Pierluigi;
COORDINATORE OSSERVATORI: Giuseppe Giavardi;
RESPONSABILÈ ATTIVITA DI BASE: Roberto Samaden;
RESPONSABILE TECNICO SCUOLE CALCIO ESTERE: Marco Monti.
Allenatori squadra per squadra:
PRIMAVERA: Vincenzo Esposito / 2° Antonio Manicone;
ALLIEVI NAZIONALI: Nunzio Zavettieri;
ALLIEVI REGIONALI: Paolo Tomasoni;
GIOVANISSIMI NAZIONALI: Salvatore Cerrone;
GIOVANISSIMI REGIONALI: GianMario Corti;
ESORDIENTI A: Stefano Bellinzaghi;
ESORDIENTI B: Michele Ravera;
PULCINI A: Giuliano Rusca;
PULCINI B: Fabio Pesatori - Gianni Vivabene;
PULCINI C: Paolo Migliavacca - Bruno Casiraghi.