24 novembre 2006

LE ESIGENZE POSTURALI NEL GIOCO DEL CALCIO

  • L'appoggio unilaterale: la quasi toalità dei gesti tecnici nel gioco del calcioesigono la libertà di uno degli arti inferiori che deve essere disponibile per l'utilizzazione del pallone. L'appoggio necessario per la realizzazione del gesto deve essere quindi dato dal'arto inferiore opposto, cioe in appoggio unilaterale.
  • La solidarizzazione bacino tronco deve essere assicurata in condizioni particolarmente difficili.
  • La gamba libera deve avere un tono perfettamente controllato, in modo da poter realizzare efficacemente il gesto tecnico. Nella fase iniziale di lavoro non è bene portare l'attenzione del giocatore su questo dato. La scoperta di questa difficoltà si fa durante l'evoluzione dell'allenamento.
  • Disponibilità dell'articolazione coxo-femorale. L'insieme del corpo deve ruotare attorno all'articolazione coxxo-femorale della gamba d'appoggio. La difficoltà di questo aggiustamento posturale consiste nel mantenere la solidarizzazione bacino tronco qualsiasi sia l'inclinazione dell'asse corporeo. Il rispetto di questa condizione è effettivamente fondamentale per permettere al giocatore di avere il controllo costante del tono della gamba libera, indispensabile alla precisione del gesto tecnico. Ogni rottura della solidarizzazione bacino tronco provoca reazioni riflesse incontrollabili dei mscoli poliarticolari delle cosce.

COSA FARE?

  1. Salvo casi eccezionali, la pratica globale del calcio, non permette di risolvere efficacemente questo delicato problema posturale, condizione fondamentale ed imprescindibile dei progressi del giocatore.
  2. se l'allenatore vuole avere una reale azione formativa e non lasciare tutto alla selezione naturele, bisogna che consideri questo problema psicomotorio fondamentale.
  3. questo problema posturale deve essere affrontato con un lavoro specifico sull'orizzontale in appoggio unilaterale

21 novembre 2006

GLI AMICI GIAPPONESI


GRAZIE AMICI!!

SPORT=DEPORTO=USCIRE DAL PORTO

E' DESTINO DELL'UOMO APRIRE LE VELE E ANDARE VERSO IL VENTO
CHE LO PORTERA' VERSO METE MAI RAGGIUNTE.
QUANTE VERITA' CONOSCIUTE
QUANTE VERITA' DISCONOSCIUTE
QUANTE LOTTE
QUANTE VITTORIE
MA SOPRATTUTTO QUANTE SCONFITTE DURANTE IL VIAGGIO.
EMOZIONI PROFONDE IN BALIA DELLE ONDE
PURA PASSIONE SPINGE L'AZIONE
L'UOMO PARTE SOLITARIO PER AFFERMARE SE STESSO
SI CONGIUNGE AL FRATELLO PER APPARTENERE ALL'IMPRESA DELLA VITA.
LA STORIA DELL'UOMO E' LA SOMMA DEI FRAMMENTI DEI VIAGGI FUORI DAL PORTO.

17 novembre 2006

STORIE DA BAR SPORT

RE'TTEEE!!
"Mariuccia a vo de là se no in cò a masi quaidun"(Mariuccia vado di la se no oggi ammazzo qualcuno). Chi dice queste parole è il Pierino padrone del "PIERINO'S BAR" (la fantasia e l'egocentrismo lo hanno sempre contraddistinto). Il Pierino è un personaggio "mitttico" (si con tre t) del mio paese. Ha 65 anni e ha una stazza imponente: 180 cm per 150 kg. Segni particolari: è un milanista sfegatato!! Io tutti i giorni vado al "Pierino's bar" per bermi un espresso e lo vedo li il Pierino. E' vestito sempre nello stesso modo: polo a maniche corte di color bleu, grembiulino bianco portato sopra ai jeans tenuti su da delle bretelle alla Bud Spenser. Sta seduto sullo sgabellone dietro alla cassa per tutto il giorno e da li non si muove di un centimetro. Chi fa tutto, cioè chi lavora veramente, al bancone è quella "Santa Donna" della Mariuccia la moglie del Pierino. La Mariuccia è una donna d'altri tempi, ha 60 anni e ha una vitalità incredibile. Sempre con il sorriso sulle labbra e sempre pronta ad aiutare il prossimo. Sinceramente vado in questo bar non tanto per la bontà del caffè (per favore non ditelo alla Mariuccia potrebbe rimanerci male) ma per i commenti alle partite del campionato di calcio, commenti che definirei esilaranti. Però ultimamente al bar non si può più parlare di calcio il Pierino è in crisi e "stoppa" qualsiasi discussione. L'origine della sua crisi è da far coincidere con l'inizio della crisi della sua squadra del cuore il Milan. In questi anni il Pierino ha massacrato i tifosi di tutte le squadre ma soprattutto ha sfinito gli interisti. Il Pierino, infatti, tutte le volte che vede entrare nel suo bar un interista digrigna i denti ed ingoia malamente la presenza. Per ognuno di essi (gli interisti) ha uno sfottò personale. Sentirlo è uno spasso (il mio è:" PROF. con tutti i soldi che abbiamo speso per farla studiare ci è diventato interista! l'è minga pusibil!") è un poeta!. Ma torniamo al "Pierino's bar". In questo bar tutte le partite di calcio sono seguite, in silenzio religioso, tassativamente alla radio. Chi si trova all'interno del bar durante una partita o sta zitto o viene scaraventato fuori!! Non ci sono alternative! Durante le partite solo il Pierino può permettersi commenti ad alta voce e il suo preferito è: RE'TTEEE!! che il Pierino ripete ad ogni gol che segna il Milan e al termine della partita quando il Milan vince!(se vince!) L'altro giorno sono li, come tutti i giorni alla solita ora, al bar stò sorseggiando il mio caffè e sento confabulare il gruppetto degli interisti seduti al tavolino difronte:"non se la può cavare così, dobbiamo trovare il modo di fargli pagare tutte le prese in giro subite in questi ultimi anni e questo è il momento giusto!" Chi parlava era il MARIET(Mario). "Si ma coma possiamo fare?" chiedeva il gruppo. L'idea arrivò dal Giulio(soprannominato il filosofo per i suoi silenzi "parlanti"): "e se noi passando davanti alla cassa, uno alla volta, dicessimo ad alta voce: "RE'TTEEE". Un boato accompagnò il successo dell'idea. Il commento unanime:"il filosofo è un GENIO" Concordavo la trovata era geniale. E così fecero.Erano in tre.Uscirono dal bar rientrarono uno alla volta! Io mi pregustavo la scena. Passò il Mariet davanti alla cassa e disse: Rètteee! Passò il Giulio e disse Rètteee! Passò il Togn(l'Antonio) e disse Rètteee!! Tutti ridevano, tutti applaudivano uno spettacolo incredibile! Ma non era finita! Dal fondo della salone del bar si sentì una vocina di una bimba la NICO(Nicoletta),5 anni uno splendore di bambina, tutta capelli rossi, l'amore del nonno!! La nipote del Pierino! che urlava:"RE'TTEEEE- RE'TTEEE- NONNO RE'TTEEE!!!". Il Pierino si alzò dallo sgabello, lo sgabello cadde e il silenzio piombò nel locale e si sentì la fatidica frase:
"MARIUCCIA A VO DE LA' SE NO IN CO' A MASI QUAIDUN !!!"

14 novembre 2006

RUBRICA: ALLENATORE NEL PALLONE 4

46. "Chiudilo Andrea, chiudilo e non farlo uscire." Allenatore ad un suo esordiente (11 anni, il bambino naturalmente). Allenatore tipo pastore.
47. "Trotta ragazzo trotta..." allenatore ad un esordiente. L'allenatorepensava di essere all'ippodromo.
48. "Tonio mi sembri Carla Fracci."allenatore ad un suo esordiente. Allenatore coreografo mancato;
49. "Vieni fuori testa di melangiana!" Allenatore ad un suo esordiente(12 anni). Allenatore esperto di...ortaggi..? Forse neppure di quelli!
50. "Amed insistisci, insistisci!" Allenatore ad un suo esordiente (12 anni). L'allenatore dovrebbe dare una ripassatina all'Italiano!
51. "A livello spaziale sei un disastro!" allenatore ad un suo esordiente (11 anni). Allenatore esperto di voli nello spazio;
52. "Non vi dico più niente, altrimenti mi denunciano al telefono azzurro!" Allenatore ad un suo esordiente. Ecco bravo stia zitto!!
53. "Ma finiscila, ma finiscila, ma finiscila che mi hai rotto!!" Allenatore ad un suo esordiente (12 anni). Lui ha rotto e dovrebbe finirla!
54. "Dai ragazzi tutti per tutti e uno per uno!" allenatore alla propria squadra di esordienti. Le parole sono quelle giuste ma dovrebbe riordinarle!
55. "Voi di encefalo ne avete piatto!" allenatore alla propria squadra di esordienti. Allenatore neurologo mancato per mancanza di encefalo!
56. "Non siamo venuti qui per fare mao mao micio micio!" allenatore alla propria squadra di esordienti. Ma neppure per sentire queste... dall'allenatore!
57. "Taglia il campo e vai dentro!" allenatore ad un suo esordiente (12 anni). Allenatore che taglia corto!
58. "Dobbiamo essere volenterosi, volenterosi, dai ragazzi volenterosi" allenatore alla propria squadra di esordienti. A fare che...?Ma..? Che vuoi dire?
59. "Hai piedi quadri!" allenatore ad un proprio esordiente. Allenatore esperto d'arte o semplicemente un allenatore che deve contare fino a dieci e poi stare zitto...?
60. "Sul primo palo, Anto spara sul primo palo!!" risponde il bambino (undicenne): "a mister non c'ho mica il mirino!!" Ogni commento è superfluo!

09 novembre 2006

Dall'archivio del CORRIERE DELLA SERA. 3 agosto2006 "BAGDAD: 12 BAMBINI DILANIATI DA BOMBE ANTIUOMO MENTRE SI DIVERTIVANO GIOCANDO A PALLONE"

Ho immaginato l'orrore e il terrore di un genitore di un bambino di Bagdad trucidato in un campetto di calcio. Ho scritto questo breve racconto forse per ricordare a me e a chi lo leggerà che i bambini sono le vittime delle pazzie degli adulti.
"Padre vado a giocare con i miei amici a calcio nel campo qui vicino, posso?" La domanda era una di quelle che non ammetteva un rifiuto. Mio figlio AZIZ aveva sempre voglia di giocare con quella palla che gli avevo regalato per il suo compleanno. I suoi amici lo aspettavano e lui non poteva farli aspettare, avevano voglia di GIOCARE. Come si fa a spiegare ad un bambino di 12 anni le paure di un genitore per i pericoli che questo momento storico del nostro paese sta riservando proprio a loro: i bambini, il nostro futuro. LUI aveva voglia di GIOCARE ed io non potevo parlargli di bombe, di proiettili vaganti e di schegge impazzite. NON puoi parlare di morte ad un bambino che ha voglia di giocare.Di giocare soprattutto a calcio lo sport che lui amava e che tu amavi. AZIZ era li davanti a me, mi guardava e aspettava il mio consenso. Sorridemmo entrambi e LUI capì che per me poteva andare, AZIZ mi strinse a sè e senza darmi il tempo di tenerlo stretto un attimo tra le mie braccia scappò via. AZIZ aveva voglia di giocare!
Continuai le mie faccende tranquillamente, quando tuo figlio sta giocando tu sei sempre tranquillo. Pensavo a LUI e quanto amore tra noi, pensavo al suo futuro a quanto avrebbe dato a questo PAESE LIBERO. Pensavo a cosa avrei provato a vederlo laureato in medicina, IL MIO sogno, IL SUO sogno. Stavo appunto sognando ad occhi aperti quando un boato mi svegliò di colpo. Una bomba! un'altra bomba! Questa era vicina però, troppo vicina! AZIZ dove sarà...? di corsa uscii di casa, la gente correva in tutte le direzioni gridando e piangendo...mi batteva forte il cuore e respiravo con fatica...stavo correndo verso il campo di calcio...piangevo, urlavo e pregavo:"AZIZ AZIZ ...AZIZ..." Arrivai al campo, ma al posto del campo c'era una buca e ai bordi della stessa molte persone che non avevano il coraggio di entrare in quell'inferno. Entrai lentamente, cercavo il mio AZIZ... dov'era il mio AZIZ...? Vedevo corpi di bambini trucidati ma nessuna traccia di AZIZ. Guardavo quei piccoli corpi straziati e l'angoscia aumentava...AZIZ non c'era!!
Erano 12, li raccogliemmo, li pulimmo e li caricammo sui mezzi di soccorso...piangevo e mentre abbracciavo il padre di uno delle piccole vittime sentii una voce: "PADRE, PADRE, PADRE...!" "AZIZ!!!" urlai con tutto me stesso, "AZIZ!!!" correndo verso di lui...era VIVO, era VIVO!!! LO abbracciai, lo baciai e prendendolo in braccio lo riportai a CASA!!!
Sono passati alcuni giorni da quel triste momento e tutte le notti quell'incubo mi fa visita!
La cosa che mi terrorizza di più, comunque, è il ricordo delle parole di quel padre che abbracciai:
"LAVEREMO CON IL SANGUE QUESTO DOLORE!!!"

07 novembre 2006

E' MORTO IERI A 90 ANNI IL MITICO PIETRO RAVA

CHI ERA:
  • NATO IL 21/01/1916 A CASSINE (ALESSANDRIA)
  • ESORDISCE IN SERIE A L'11/03/35 IN FIORENTINA-JUVE 1-1
  • ESORDIO IN NAZIONALE L'8/03/36 ITALIA STATI UNITI 1-0
  • HA VINTO LE OLIMPIADI DEL 36; CAMPIONE DEL MONDO NEL 38; UNO SCUDETTO NELLA STAGIONE 49/50 CON LA JUVE
  • HA GIOCATO SEMPRE NELLA JUVENTUS SALVO LA STAGIONE 45/46 ALL'ALESSANDRIA, E LA STAGIONE 50/51 NEL NOVARA
  • HA DISPUTATO IN SERIE A 363 PARTITE SEGNANDO 19 GOL
  • LE PRESENZE IN NAZIONALE SONO 30
  • HA ALLENATO IL MONZA, LA CARRARESE, IL PALERMO E LA SAMPDORIA

LA TATTICA 3

Il calcio che conosciamo nasce nei college inglesi a metà dell'ottocento e le regole variano da istituto ad istituto ed è privo di qualsiasi organizzazione collettiva. E' il calcio KICK AND RUN, calcia e corri, frutto spontaneo della libera iniziativa di ogni singolo giocatore. I giocatori sono undici perchè ogni camerata comprende dieci allievi e un precettore. Lo scopo del gioco è quello di mandare il pallone nella porta avversaria e lo si raggiunge attraverso una corsa solitaria col pallone, cercando di evitare tutti gli avversari che si pongono come ostacolo. Questa fase verrà definita DRIBBLING GAME. Il passo successivo è il PASSING GAME cioè si inizia a collaborare con i propri compagni di squadra, scambiandosi la palla per meglio finalizzare l'azione che diventa corale. Con il passing game fa il suo ingresso nel calcio la tattica. La prima disposizione in campo conosciuta prevede: il portiere, due dufensori schierati in verticale davanti a lui e gli altri otto giocatori disposti sulla stessa riga propriettati verso l'attacco. Quindi un 1-1-8. La prima correzione viene realizzata dagli scozzesi che rinforzano la difesa: due coppie di difensori e sei attaccanti, ossia un 2-2-6.Il primo incontro tra INGHILTERRA e SCOZIA (30/11/1872) finisce 0-0! Da uno dei più celebri college inglesi, CAMBRIGE, nasce la classica PIRAMIDE che è il primo schema tattico degno di questo nome. Al vertice c'è il portiere, davanti a lui due difensori, poi una linea di tre giocatori e cinque attaccanti disposti sull'intera larghezza del terreno di gioco. Il gioco del calcio, grazie ai marinai di SUA MAESTA' BRITANNICA si espande in tutta EUROPA; arriva in ITALIA e prende subito "piede". (continua)

04 novembre 2006

NELL'EDUCARE BISOGNA GUARDARSI SIA DALL'IMPAZIENZA SIA DALL'INERZIA

Per spiegare meglio questo concetto vorrei raccontare una storiella (non è mia è di Mencio moralista cinese):
Un contadino rientrando la sera a casa, dice ai suoi figli: "oggi ho lavorato molto, ho dovuto dissotterrare i semi germogliati dal mio campo". Dissotterrare i germogli di un campo, uno dopo l'altro, è evidebntemente una faticaccia; e quando i bambini si recano al campo, ovviamente vedono che tutto è ormai seccato. Ecco l'esempio di ciò che non bisogna mai fare, ci dice Mencio. Volete che qualcosa cresca, e vi mettete a dissotterrarei semi germogliati. Volete ottenere più direttamente l'effetto, in funzione dell'obiettivo che vi siete fissati, e, facendo ciò, andate incontro al fallimento, perchè lo avete forzato. Volendo affrettare la crescita, agire direttamente su di essa, mi muovo in senso contrario al processo avviato e così ho fermato, annientato, la possibilità che l'effetto si realizzasse "sponte sua". Ci sono dunque due scogli, ci dice Mencio. Primo: non lascio maturare l'effetto. Secondo: dall'altra parte quello di restare ai bordi del campo, limitandosi a osservare la crescita. Bisogna quindi, per far crescere in modo sano e rigoglioso la nostra "piantina", guardarsi sia dall'impaziaenza sia dall'inerzia.
Da questa storiella possiamo trarre queste deduzioni:
Dobbiamo assecondare il processo di crescita, cercando di evidenziare le propensioni dell'opera che stiamo realizzando e portarla a compimento. Dobbiamo fare quello che il maestro Lao Tzu riassumeva magistralmente in poche parole: "AIUTARE CIO' CHE PROCEDE DA SOLO".

02 novembre 2006

A GIOVANNI

L'APPUNTAMENTO DEL CENTRAVANTI CON IL VIGLIACCO

Il centravanti è un giovane sorridente
vive di slanci, di speranza e di momenti di gloria

Il vigliacco vive nel buio della paura e
ha la morte negli occhi

Il centravanti ha il coraggio di dire che la luce è la sua strada
e lui la percorre sulla sua auto rossa

Il vigliacco ha il cuore malato
e non gli basta il tempo di morire
lui vive con la sua paura
e con l'angoscia dell'arma mortale

Il centravanti si chiama Giovanni
lui vuol vivere il suo futuro su tappeti verdi
cantando inni alla gioia

Il vigliacco non ha nome
non ha futuro
e si rifugia in buchi come i topi e le bisce

Giovanni canta la vita con tutto se stesso
Il vigliacco suona solo rintocchi di morte

Giovanni e il vigliacco si sono incontrati in quel viale
Giovanni ha sorriso
Il vigliacco nascondendo il suo viso ha suonato la sua lugubre sinfonia

Giovanni è con noi
è dentro di noi
e ci da la forza di dire a te
VIGLIACCO
riaffiora dalla putrida melma
scopri il tuo capo
e sopporta almeno una volta il peso della nostra
GIUSTIZIA

I QUATTRO PILASTRI

I buoni team, quelli destinati al successo, hanno quattro cose in comune, a prescindere dalla loro natura e dagli scopi per cui sono stati formati:
  1. LO SCOPO
  2. I VALORI
  3. GLI OBIETTIVI
  4. LE COMPETENZE E LE ABILITA' DEI PROPRI COMPONENTI

La forza collettiva del gruppo è superiore alla prestazione del singolo. In altre parole: quando lo sforzo è coordinato e collaborativo, i risultati sono sempre di gran lunga superiore alla somma delle performance individuali.

Lo scopo comune per catalizzare i membri del gruppo;LE COMPETENZE E LE ABILITà TECNICHE IN MODO CHE CIACSUNO POSSA DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO AL PERSEGUIMENTO DELLO SCOPO; armonia sinergica(definita anche come capacità di team) perchè tutti devono operare in modo da far rendere al massimo il proprio compagno; l'allenatore infine dovrebbe sempre riconoscere e rinforzare le cose positive che i singoli e il gruppo fanno.

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 3

31. MOLTI MODI PER DIRE UNA SOLA COSA: "CALCIA FORTE LA PALLA"
  • Tira una legnata
  • Tira una bomba
  • Tira una cannonata
  • Tira una scannazza
  • Tira una mina
  • Tira una sborda
  • Tira una lecca
  • Tira una fucilata
  • Tira una bordata
  • Tira una sifula
  • Tira una stangata
  • Tira un missile
  • Tira una sassata
  • ............................

32. "Stai lungo che arriva la palla lunga" consiglia l'allenatore al proprio pulcino. Allenatore che ama le "lungaggini"

33. "qui ragazzi non possiamo giocare alle comiche" urlava l'allenatore dopo aver subito una rete, alla propria squadra di pulcini . Allenatore capo comico

34. "vai nello spazio Willy" urlava ad un suo pulcino l'allenatore. "Con cosa?" ci chiediamo tutti...

35. "vai nel vuoto" suggeriva l'allenatore ad un proprio pulcino. Allenatore esperto di astronomia

36. "vai nel buco" suggeriva l'allenatore ad un suo pulcino. Allenatore speleologo

37. "Daniele due dormite due gol, sei un sonnifero" urlava l'allenatore ad un suo pulcino dopo aver subito un gol. Allenatore esperto della terapia del sonno

38. "Rino è gol, è gol, è gol...eh...è gol un cavolo fritto" urlava un allenatore, di pulcini, mentre seguiva un'occasione da rete propiziata da un'azione individuale da Rino e naturalmente fallita. Allenatore futuro telecronista

39. "Alberto fai la punta e non la mezzapunta" faceva rimarcare l'allenatore al proprio pulcino che giocava una partita sette contro sette. Mezzo allenatore...

40. "...è tuo, è tuo, è tuo...porca mucca era tuo..." urlava l'allenatore ad un suo pulcino dopo che questo si era fatto superare e l'avverasario aveva realizzato la rete. Allenatore veterinario linguista

41. "Siamo scoperti, andiamo a spasso, dobbiamo allargare le fasce..." frase ripetuta più volte in brevissimo tempo da l'allenatore alla propria squadra di pulcini. Sicuramente indicazione NON PERVENUTA

42. "Vai, Vai Mapi...ma se ti dico VAI...VAI" urlava con tono di voce sempre più alto l'allenatore ad un proprio pulcino. Allenatore ma VAI...e se ti dico vai VAI

43. "Luca punisci, punisci, punisci..." urlava l'allenatore ad un proprio pulcino prima di un calcio di punizione. L'allenatore discendente di Torchemada...

44. "Sei un CUCU' Anto, sei un CUCU' senza uccellino" urlava l'allenatore ad un suo pulcino dopo aver subito una rete. Allenatore GEPPETTO

45. "Stefano sei come i treni delle FF SS, sei sempre in ritardo" urlava l'allenatore ad un proprio pulcino dopo che questo si era fatto superare in dribbling. Allenatore CAPOSTAZIONE

16 ottobre 2006

primo gol di DAVIDE


Comunico al mondo che Domenica15/10/06 ho fatto il mio primo gol. L'emozione che ho provato è qualcosa che non riesco ad esprimere con le parole. Forse questa immagine raffigura in modo più preciso lo stato di pace e di estasi che era ed è presente in me! Vi voglio bene il vostro DAVIDE

10 ottobre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 2

16. "Ragazzi uno per uno" gridava l'allenatore dei pulcini mentre la propria squadra subiva un calcio d'angolo. Matematico mancato...
17. "Giochiamola di prima...giochiamola di prima..." allenatore alla propria squadra di pulcini. commento di un bambino: "mister si dice prima non di prima" ...beata innocenza...
18. "Su!Su!Su!...dobbiamo salire in fretta per metterli in fuorigioco" allenatore che comandava il fuorigioco alla propria squadra di pulcini che aveva il possesso della palla. Allenatore che vede troppa televisione !
19. "non balliamo!non balliamo! non balliamooo!" allenatore ai propri pulcini. Non c'era bisogno di urlarlo!
20. "non sai dribblare un paletto piantato nel centro del campo" allenatore ad un suo giocatore(pulcino). Grande motivatore
21. "taglia!taglia!taglia!taglia dentro!" allenatore ad un proprio giocatore(pulcino). Taglia cosa? e dentro dove?
22. "scala e riproponiti! ti ho detto scala e riproponiti!" allenatore ad un proprio pulcino. Non pervenuto!!
23. giocala2 "giocala, giocala, giocala,giocala..."l'allenatore grida al bambino (pulcino), il bambino non la gioca dribla tre avversari e fa gol! Meno male che a volte non ci ascoltano!
24. " Alberto fagli paura, fagli paura ho detto..." l'allenatore urla ad un suo pulcino mentre questo sta per contrastare un avversario. Allenatore o Regista?
25. "Mirko sei veloce come una lumaca svizzera..." allenatore ad un suo pulcino dopo un tentativo fallito di raggiungere la palla. Perchè svizzera?
26. "se tu sai giocare a calcio io sono un cuoco di sushi.." allenatore ad un suo pulcino. Se l'allenatore sapesse cucinare lo sushi forse non direbbe certe castronerie!
27. "se lo fai ancora ti tiro fuori..." allenatore ad un suo pulcino dopo che questo aveva tentato un dribbling(naturalmente fallito). Speriamo non l'abbia sentito...
28. "dai bambini oggi vinciamo lo sento..." allenatoe alla propria squadra di pulcini. Allenatore sensitivo...
29. "piero hai finito di tergiversare..." allenatore ad un suo pulcino mentre il bambino non decideva il da farsi. Allenatore intellettuale...
30. "siete una banda di storditi..." allenatore alla propria squadra di pulcini durante l'intervallo della partita. Allenatore motivatore

06 ottobre 2006

IL MIO QUADRO PREFERITO


DINAMISMO DI UN GIOCATORE DI CALCIO
Il quadro di U.BOCCIONI si trova al
MUSEUM OF MODERN ART DI NEW YORK

I BAMBINI CHE GIOCANO A PALLONE


Hai mai visto visto dei bambini giocare a pallone?

Sembrano delle farfalle che volano incrociando le ali in un danzare poetico, dove la loro anima esprime tutta la naturalezza del loro essere

Assorbono e colgono un prezioso nutrimento ad ogni movimento

E' il vento che li sostiene e li porta con sè entro il dolce rumore della vita

La loro creatività nel vivere quel momento è meravigliosa ed unica

Ma l'unico grande regalo che possiamo far loro è vederli per quello che sono e non per quello che vorremmo che fossero o che diventassero.

03 ottobre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 1

In questa rubrica vorrei riportare le frasi, ripetute realmente da istruttori o da allenatori di calcio, in partita o in allenamento che mi sono sembrate diciamo più significative. Queste frasi ci devono far riflettere su come a volte, senza volerlo, siamo ridicoli e a volte anche penosi nello svolgere la nostra funzione di formatori ed educatori. Le avventure in panchina non hanno limiti: c'è chi urla chi lascia la panchina durante la partita per andare negli spogliatoi lasciando la squadra al suo destino. L'effetto comico è irresistibile: il livello linguistico degli allenatori spazia dall'ironico al letterario, al grottesco, delineando così una gamma di tipologie umane all'interno delle quali tutti ci riconosceremo almeno una volta. Sebbene bizzarre ed esilaranti, tutte le frasi raccolte in questa rubrica sono rigorosamente autentiche e originali. Invito i lettori a lasciare commenti o altre frasi originali sentite su un campo da calcio. Ed ora iniziamo:
  1. "Cacchione vieni avanti" urlava l'allenatore per far andare in attacco il proprio giocatore di 6 anni (categoria piccoli amici). Sensibilone, l'allenatore naturalmente
  2. "Gioca con la testa alta, non bassa ma alta, alta, alta ho detto..." allenatore a un bambino di 6 anni (categoria piccoli amici). Distinto, allenatore di classe
  3. "Dai che non sono nessuno..." urlava l'allenatore alla propria squadra categoria piccoli amici.Il primo ad avere paura è lui
  4. "Bambini facciamo cose semplici..." allenatore alla propria squadra di piccoli amici (6/7 anni) Non si capisce cosa volesse.
  5. "Quella roba è tua..." allenatore ad un bambino di 6 anni.Si sospetta che si riferisse alla palla
  6. "Ma cosa fai dormi? Dai svegliati..." urlava l'allenatore ad un bambino di 9 anni (cat. pulcini).Allenatore "sveglia"
  7. "Abbassati...alzati...allargati...stringi..."raccomandazioni ripetute più volte in una partita di pulcini(8/10 anni) dall'allenatore in panchina. Allenatore incontentabile
  8. "Hai fatto un tiro da zero a zero" allenatore ad un suo giocatore di 9 anni(pulcino).Povero bambino tirerà ancora?
  9. "Non c'è più centro campo, non c'è più centro campo" allenatore alla propria squadra di pulcini(8/10 anni). Qualcuno deve sentirsi in colpa?
  10. "Non mettiamo le palle per metterle..." allenatore ai propri giocatori cat. pulcini. Allenatore ottimizzatore
  11. "Giocala con logica..." allenatore ad un proprio giocatore di 10 anni. Cosa volesse dire è a noi ignoto
  12. "Mettila, mettila...e dopo averla messa...ma dove la metti(la palla)..." allenatore ad un bambino di 10 anni. Poteva dirlo lui...
  13. "Giocala...giocala...giocala..." allenatore ad un bambino di 10 anni che sta dribblando, il bambino non l'ha gioca e fa gol! Stare zitto no?
  14. "Prendi l'uomo...prendi l'uomo..." allenatore ad un bambino di 10 anni che era distratto durante un calcio d'angolo. L'uomo il bambino forse non l'ho trovava in campo
  15. "...guai a te se superi il centrocampo..." allenatore ad un bambino di 10 anni.Offensivista di natura...

30 settembre 2006

LA TATTICA 2

La prestazione tattica di ogni giocatore e di conseguenza di ogni squadra dipende da questi fattori:
  1. . le conoscenze tattiche
  2. . le abilità tattiche
  3. . le capacità tattiche

Le conoscenze tattiche

Esse riguardano:

  • 1. la conoscenza delle regole di gioco e la loro utilizzazione per la risoluzione dei problemi tattici
  • 2. la conoscenza dei sistemi di gioco e delle loro varianti, la padronanza del proprio sistema di gioco e delle misure più efficaci nei confronti del sistema di gioco dell'avversario.

3. la conoscenza delle regole tattiche applicate al gioco

4. la conoscenza dei rapporti reciproci fra condizione fisica, tecnica, tattica e qualità volitive

5. le conscenze teoriche dei processi percettivi, dell'analisi della situazione di gioco e delle soluzioni mentali.


29 settembre 2006

IL MIO INSEGNANTE

Ho conosciuto un uomo
Un uomo energico, vitale, dagli occhi fulgidi e pieni di luce.
Ho conosciuto un uomo.
Era circondato da bambini.Parlava loro con voce forte,timbrica,decisa.
I bambini lo ascoltavano rapiti aspettando che il tono lasciasse trasparire un'inflessione diversa, di distensione.Sapevano che presto li avrebbe fatti ridere.Avevano capito il gioco e le sue regole.
Piaceva la tensione che lui sapeva creare, faceva vibrare il loro stomaco, come le giostre che salgono verso l'alto e poi, all'improvviso, si lasciano cadere nel vuoto.Sapevano che dopo la salita arrivava una discesa inarrestabile, ma sicura e certa.
Ho conosciuto un uomo.
Amava giocare con i bambini perchè anche lui era un bambino.Possedeva la spontaneità,l'istintività,la malizia bonaria dei cuccioli,ma aveva la determinazione del capobranco.
Ho conosciuto un uomo.
Sapeva infondere passione e su questo costruì il suo mestiere.
Un mestiere spesso bistrattato,ma a cui non avrebbe mai rinunciato.
Ho conosciuto un uomo.
Un uomo semplice.
Un uomo grande.
Il mio insegnante.

VERDERAME

28 settembre 2006

Pensiero della sera

Le migliori palestre di formazione dei nostri giovani sono da sempre il campetto, la piazzetta e l'oratorio più vicini a casa. Se questi posti non ci sono più è colpa degli adulti, che non possono discolparsi attraverso l'iscrizione alla miglior scuola calcio del paese e/o regalando la play station















io 15 chili fa