12 febbraio 2007

UN NUOVO CALCIO

UN NUOVO CALCIO
Siamo tutti concordi nel ribadire che il gioco del calcio a livello giovanile ha come scopo, se giustamente dosato, quello di aiutare la crescita armoniosa del corpo e favorire il contatto con l’ambiente naturale; educare al rispetto delle regole e alla lealtà verso gli avversari; dare la misura dei propri limiti aiutando a migliorare attraverso l’esercizio e la volontà; consentire la realizzazione e aumentare la gioia di vivere ed infine svolgere una parte non indifferente nell’educazione alla socializzazione, poiché rappresenta una realtà nella quale i giovani oltre ad incontrare altri giovani incontrano anche gli adulti con i quali dovrebbero discutere e dialogare a proprio agio.
Tutti d’accordo ? SI? Bene !
Allora qualcuno mi deve spiegare cosa sta succedendo! Cosa non sta funzionando? In che cosa abbiamo sbagliato? Perché questo ambiente sta esplodendo? Genitori che urlano come pazzi! Allenatori che si mettono le mani addosso! Bambini che piangono in un campo da calcio! Basta signori!! Basta!!
Azzeriamo tutto!
Ricominciamo da capo!
Bene, per farlo dobbiamo prima riconoscere gli errori più evidenti che tutti quanti noi abbiamo fatto fin ora:
1. Errore : è stato quello di insinuare nei nostri giovani una mentalità fortemente agonistica, quasi che l’attività calcistica fosse solo finalizzata al risultato e non al gioco per il piacere di giocare o di imparare a giocare a calcio;
2. Errore : l’organizzazione di tutta l’attività giovanile è stata realizzata ad immagine e a somiglianza al calcio degli adulti. Questo ha fatto si che tutte le componenti dell’ambiente (genitori, tecnici, giocatori, dirigenti) pensassero ad una stretta relazione tra il calcio buisness-spettacolo e il calcio giovanile;
3. Errore : la mancanza di un progetto di formazione a livello nazionale che non fosse legato solo all’aspetto tecnico ma prendesse in considerazione la personalità in toto dei nostri giovani;
4. Noi allenatori di settore giovanile siamo stati poco rappresentati nella stanza dei bottoni, cioè abbiamo avuto sempre poco peso nelle decisioni importanti riguardanti il movimento calcistico.

Per ricominciare ed impostare un NUOVO CALCIO dobbiamo ritrovarci, dobbiamo vederci, dobbiamo parlare tra di noi ed esprimere le nostre opinioni su come ricondurre il gioco del calcio al gioco bellissimo che ognuno di noi praticava negli oratori o nei campetti di periferia. Dobbiamo ridarci il gioco del calcio che serve a formare e che serve a farci star bene insieme, che ci insegni a cooperare e non a litigare dove la dicitura FAIR PLAY non sia solo la denominazione di un torneo ma sia un vissuto condiviso da tutti i protagonisti .
Dobbiamo infine restituirci un gioco che trasmetta conoscenze, aspirazioni, norme, convinzioni, valori e comportamenti creando un clima che induca i praticanti ad usare tutto questo secondo le proprie attitudini. Chi scrive crede che lo sport mantenga tutto il suo intrinseco valore quando è una scuola per la vita, quando è orientato e paragonato alla vita, quando è in funzione di essa.
Partendo dall’analisi degli errori commessi, tutti insieme possiamo lavorare per evitare che questi si ripetano e si possa così giocare con un nuovo mezzo educativo.
Personalmente sono disposto a lavorare per un NUOVO CALCIO e voi?

07 febbraio 2007

IL CALCIO MOMENTO DI LIBERTA'

IL CALCIO : UTOPIA DI LIBERTA’

A volte l’insegnamento viene dai più deboli

Giulio… Giulio… ti-ti-tiro io…
No Antonio non puoi tirare sempre tu… questa volta facciamo tirare qualcun altro…
DAI DAI GIULIO fammi calciare la punizione…
Ma… ma … ma si Antonio tira tu dai…forza vai…
Disarmante quello sguardo, come fare a dire no ad Antonio… un disabile di trentacinque anni ospite dell’istituto SACRA FAMIGLIA di Cesano Boscone e facente parte della squadra di calcio disabili della Fondazione.
Antonio ha un fisico possente è alto 190 cm e pesa 100 kg di ruolo attaccante di sfondamento e in possesso di una “LEGNATA” che il più delle volte fa finire la palla aldilà della porta superando la rete di recinzione e finendo, passando sopra il muro di cinta, nel caseggiato adiacente al campo da calcio. Tutte le volte che c’è una punizione dal limite dell’area il vocione di Antonio sovrasta tutti proponendosi come esecutore dell’azione. Tutti gli altri “ragazzi” (uomini dai 25 ai 40 anni ospiti dell’istituto) non ci provano nemmeno a rivendicare diritti sul voler calciare la punizione, sanno che Antonio ci tiene e nessuno fiata. Tutti sanno anche che la palla si perderà nel caseggiato e il gioco si interromperà per alcuni minuti ma nessuno fa capricci, per Antonio è importante ed è giusto che tiri lui!
Dovreste vedere Antonio… senza dire una parola si impossessa della palla, la posiziona sul punto di battuta, prende la rincorsa e…gli altri tutti li a guardare in religioso silenzio e a fare coraggio ad Antonio, tutti con Antonio e per Antonio,tutti sperano per lui… solidarizzano con lui… Io mi guardo attorno… è un momento magico tutto si ferma, il tempo e lo spazio si stringono attorno a noi… in quel momento ci sentiamo una squadra, ci sentiamo un gruppo coeso e unito nell’utopia della normalità. In quel momento sento crescere dentro di me una forza nuova, la speranza che il calcio possa aiutare Antonio e i suoi compagni a vivere emozioni e sentimenti di uomini liberi… dai Antonio questa volta la palla verrà colpita in modo e nel punto esatto, con la parte giusta del piede e si insaccherà nella rete gonfiandola… Antonio si muove… tutti a trattenere il fiato… occhi sbarrati… mascelle serrate… le mani si cercano quasi a congiungersi… LA CORSA DI ANTONIO E SCOORDINATA QUASI LATERALE… il pensiero che mi frulla nel cervello è: se fa gol questa volta gli corro incontro lo abbraccio e lo bacio sulla fronte… ULTIMI TRE PASSI ANTONIO APPOGGIA IL PIEDE PORTANTE CHIARAMENTE IN ANTICIPO DI ALMENO MEZZO METRO, L’ARTO CALCIANTE OSCILLA, IL PIEDE COLPISCE LA PALLA E… i ragazzi che erano stati in silenzio sino ad allora si uniscono in un coro che esibisce un suono del tipo : boom… Antonio con il viso sfigurato segue con lo sguardo la palla che vola e vaga in cerca di una destinazione… tutti a guardare, tutti di nuovo a sperare, tutti di nuovo assieme e nell’utopia…
Sii-noo-maaaa la palla ancora aldilà della porta, sopra la rete scavalca il muro di cinta eee finisce nel caseggiato… ci si guarda… MI GUARDA… mi osservano tutti… tocca a me… che dire? che fare?... corro verso Antonio lo abbraccio lo stringo forte, sento che lui ricambia mi stringe mi solleva ed esulta come se avesse segnato… e comincia ad urlare GIULIO GIULIO POSSO CALCIARE LA PROSSIMA PUNIZIONE?? Prima di rispondere vorrei che mi lasciasse, vorrei riacquistare quella sicurezza che solo i piedi per terra ti possono dare; ma Antonio questo lo sa o meglio lo sente e non molla la presa e la mia risposta scontata è: VA BENE ANTONIO LA PROSSIMA LA CALCI TU… ma ora lasciami… tutto contento mi lascia e…
--- penso che il calcio può essere anche questo un momento di ordinaria normalità o meglio l’utopia di una fugace normalità…---
E tutti assieme andiamo a cercare il pallone perso nel caseggiato…

“l’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi e si allontana di due. Cammino di dieci passi e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile e allora a cosa serve l’utopia? A questo: SERVE PER CONTINUARE A CAMMINARE”
O. GALEANO

g.rusca

IL TIRO IN PORTA

Il tiro in porta

Tutti i giocatori in campo devono poter concludere i loro attacchi con successo. Ciò presuppone che essi dispongano di una buona tecnica e un’alta precisione di tiro. Dobbiamo comunque essere consapevoli che per segnare le reti il giocatore necessita di ben altre qualità, tra cui troviamo per esempio il rapido intuito della possibilità di tiro, il piacere di poter decidere, come pure il coraggio e la fiducia nelle proprie capacità.
Durante la loro formazione i giocatori apprendono, oltre ai diversi modi di tirare in porta, anche la rispettiva applicazione nelle corrispondenti situazioni di gioco.
I principi metodologici:
· Dal facile al difficile
· Dal conosciuto all’ignoto
· Dal semplice al complesso
· Ripetizione e variabilità

…sono validi anche nell’apprendimento della giusta successione dei movimenti per il tiro in porta, senza comunque dimenticare la relazione con le situazioni di gioco. Con l’inserimento di un difensore, appena il livello di formazione lo permette, otteniamo facilmente delle situazioni simili al gioco reale, ma che devono comunque essere adattate al grado di formazione.
· L’allenamento del tiro in porta deve essere effettuato solo dopo un rigoroso riscaldamento. I tiri in porta richiedono uno sforzo massimo della forza veloce
· In generale l’allenamento del tiro in porta viene effettuato all’inizio della fase principale. I giocatori apprendono meglio la tecnica in uno stato di avvenuto recupero.
· L’obiettivo viene raggiunto solo tramite una perfetta pianificazione e organizzazione. Nessun tempo morto in attesa all’esercizio successivo.

Esercizi per il tiro in porta:
1. tiro in porta dopo la guida della palla: descrizione – i giocatori conducono la palla attorno ai cinesini. In un’area di tiro delimitata effettuano dei tiri nei punti prestabiliti e con le parti dei piedi prestabilite. La porta è protetta dal portiere.
2. tiro in porta dopo un passaggio. Descrizione --- due giocatori che si trovano ai lati della porta, effettuano a turno dei tiri in una zona delimitata. L’attaccante che riceve il passaggio in diagonale conclude a rete. A) dopo un controllo B) direttamente dalla zona tiro
3. tiro in porta dopo un controllo e la guida della palla. Descrizione --- passaggio da A verso E. E riceve la palla, lo conduce e tira dalla zona prestabilita. Dopo il passaggio A corre attorno ad un cinesino, controlla il passaggio effettuato dall’allenatore conduce la palla in zona tiro e conclude a rete. In seguito A corre attorno al secondo cinesino, controlla il passaggio effettuato da B, conduce il pallone in zona tiro e conclude a rete.
4. tiro in porta dopo aver superato un avversario. Descrizione --- il difensore difende la sua porta larga 10 metri. Egli può muoversi solo lungo la linea di porta. A turno gli attaccanti superano con il pallone il difensore e tirano in porta dalla zona delimitata.

06 febbraio 2007

IL MIO PROSSIMO LAVORO IN UN CD

GUIDA PRATICAPER INSEGNAREIL GIOCO SPORTCALCIO
ESERCIZI
GIOCHI / GIOCHI A TEMA
SITUAZIONI SEMPLICI
PER INSEGNARE IL GIOCO-SPORT CALCIO NELLE FASCE D’ETA’ 6-7 8-10 ANNI
PICCOLI AMICI
-Giochi per il consolidamento degli schemi di base.
-Giochi per l’apprendimento delle tecniche di base.
-Giochi per costruire il saper giocare individuale.
PULCINI
-Esercizi per il consolidamento e per il potenziamento degli schemi motori di base.
-Esercizi per l’apprendimento e il consolidamento delle tecniche di base
-Situazioni semplici per la formazione del saper giocare individuale difensivo e offensivo.
-Giochi a tema per la formazione del saper giocare collettivo difensivo e offensivo.

PROVE VALUTATIVE
-Prove per la valutazione della coordinazione inter - segmentaria.
-Prove per valutare la tecnica di base.
-Prove per valutare il saper giocare individuale.

I TESTS MOTORI PER BAMBINI DAI 6 AI 10 ANNI

Non sono un estimatore dei test motori per questa età, cosciente del fatto che spesso i risultati possono essere condizionati da situazioni emotive del momento.
Un altro pericolo è quello di formulare giudizi rigidi nei confronti del bambino tanto da influenzare il rapporto adulto bambino adattandolo ad un giudizio che io considero alla stregua di una fotografia istantanea e quindi come tale sicuramente insufficiente ad illustrare una realtà tanto complessa e dinamica.I n alcuni casi addirittura il risultato del test viene utilizzato come alibi de3lle difficoltà di apprendimento da parte del bambinoi ed esclude la possibilità di una visione critica dell'azione educativa dell'istruttore. Avere, comunque , la possibilità di valutare oggettivamente le capacità del bambino potendone rilevare la corrispondenza, la precocità o il ritardo all'età cronologica può essere considerato un buon mezzo conoscitivo. Non ultimo vantaggio offerto dalle prove che successivamente proporrò può essere quello di offrire spunto per attività che in molti casi sono possibili direttamente al campo e con materiale facilmente reperibile.

05 febbraio 2007

ESSERE ALLENATORI DI SETTORE GIOVANILE


Lavorare con i giovani significa assumersi grandi responsabilità. Chiunque si occupi della loro formazione culturale e sportiva, non può esimersi da un costante aggiornamento che gli permetta di trasmettere efficacemente competenze e condividere valori.

RUBRICA: FRASE DEL MESE -FEBBRAIO-

BRAVO E' QUEL MAESTRO CHE INSEGNANDO FA NASCERE NELL'ALLIEVO UNA GRANDE VOGLIA DI IMPARARE.

A. Graf

02 febbraio 2007

STORIE DA BAR SPORT 5

LA SCIURA TERESA
"Professur ma lù el ga tegn all'Inter? Che pecaa in sci un brau fieu!"
Questa era la frase di benvenuto, con la quale la signora Teresa, o meglio la Sciura Teresa mi accoglieva al Pierino's Bar. Il sorriso che accompagnava questa frase era ironicamente disarmante. La mia risposta, sempre la stessa cioè:"SEMPER FIDELIS" la divertiva e le piaceva. Un concetto che lei aveva fatto suo per tutta la sua vita e che applicava anche per il tifo alla sua squadra del cuore: la Juventus. Era una tifosa accanita! Si ricordava tutte le formazioni e i risultati che la Juventus aveva realizzato nei campionati di serie A. Mi ricordo di una scommessa fatta tra Lei e il Pierino; il quale sosteneva che la Juve avesse realizzato un certo numero di vittorie consecutive in campionato, mentre la Sciura Teresa sosteneva ne avesse fatto un altro. Naturalmente la scommessa la vinse Lei ed il Pierino, quel giorno, a malincuore, dovette offrire aperitivi a tutti clienti del Pierino's Bar. La Sciura Teresa era una persona splendida. Aveva un viso aperto, luminoso e sempre sorridente. I capelli li portava sempre raccolti dietro la nuca, e formava con gli stessi un signon che ingentiliva con un nastrino vellutato di colore nero. I suoi occhi azzurri come il cielo quando è terso, infondevano fiducia e simpatia. Vestiva in modo semplice ma elegante. Quando parlava ti guardava sempre dritto negli occhi e la risposta oltre che sentirla la verificava dalle tue pupille. Quando era al Bar era sempre seduta allo stesso tavolino, quello vicino al finestrone che dava sulla strada statale. Il Pierino quel tavolino lo teneva prenotato tutti i giorni dalle 14.00 alle 16.00 solo per Lei. In quelle ore nessuno poteva sedercisi, se non espressamente invitato dalla Sciura Teresa. Lei ogni giorno arrivava al Bar verso le 14.00, salutava il Pierino (solo Lui) e si dirigeva verso il Tavolino, si sedeva e cominciava a dispensare pillole di saggezza.
Un giorno, dopo la solita battuta sull'Inter, mi fece cenno di accomodarmi al suo tavolino. Mi sentii inoroglito da questa sua scelta e velocemente mi sedetti al suo cospetto. Fece un altro cenno, questa volta verso il Pierino, il quale annuì e a sua volta disse alla Mariuccia:"El solit al Taulin della Sciura Teresa". Il solito voleva dire: Tè e biscottini! Avrei dovuto bere il Tè e gustare i biscottini della Mariuccia, era il pegno che doveva pagare chi si sedeva al Tavolino della Sciura Teresa! Mentre sorseggiavo quella BRODAGLIA e sgranocchiavo quei pezzi di CARTONE chiamati inomignosamente BISCOTTINI, mi chiedevo il motivo di quell'invito. Perchè la Sciura Teresa voleva conversare con me?!
"Professore lei insegna vero?" mi chiese a bruciapelo. "Certo" risposi. "professore ho una curiosità che forse lei può soddisfare". "Mi dica signora se posso più che volentieri" ero in ansia! Andò al dunque:"Sono curiosa di sapere come sono i giovani d'oggi, in che cosa credono, quali sono i loro sogni e quali sono soprattutto i loro valori?" Queste domande mi sorpresero, la Sciura Teresa aveva OTTANTACINQUE anni e si, e mi domandava dei giovani d'oggi. "Perchè le interessano i giovani d'oggi signora Teresa?" La mia risposta la innescò, nel senso che Lei iniziò a parlare in modo così lucido ed articolato che ricordo ancora oggi a distanza di mesi quello che mi disse:"Caro il mio professore i giovani d'oggi sono il nostro futuro, sono la nostra speranza, sono il segno della nostra IMMORTALITA' umana!" RImasi stordito e bloccato in tutte le mie funzioni vitali. Il Tè, senza più controllo, prese le vie respiratorie e si portò appresso un pezzettino di "cartone"(alias biscottino). Mi ripresi con un colpo di tosse che fece partire una pallottola composta da Tè-biscotto-saliva che colpì una piccola pianta grassa in modo così potente da fare strike nel senso che cadde la pianta con tutto il vasetto. Ci guardammo negli occhi e cominciammo a parlare delle speranze, dei sogni e dei valori dei giovani d'oggi e assieme concordammo che bisognava aver fiducia nelle nuove generazioni e sul futuro del mondo! Lasciai il Pierino's Bar con la voglia di abbracciare il mondo rimanendo allegro e positivo per tutto quanto il giorno.
OGGI sono entrato al Pierino's Bar e come tutti i giorni da quel giorno ho guardato verso il Tavolino della Sciura Teresa. C'era il vuoto o meglio c'era una pianta: una camelia! Mi hanno detto che la Sciura Teresa se ne è andata. L'hanno trovata questa mattina nel suo letto, era sorridente e vestita a festa. Si era preparata per l'appuntamento con l'amica morte (come la chiamava Lei). La SCIURA TERESA non c'è più e il Pierino ha tolto da sotto il finestrone anche il Tavolino! Al suo posto ha messo una camelia e sul vaso una targhetta d'argento con su scritto: ALL'IMMORTALITA'.
SCIURA TERESA SARAI SEMPRE CON NOI AL PIERINO'S BAR!! ADDIO

23 gennaio 2007

LA CHIAVE DELL'OTTIMISMO


Nessun pessimista ha mai scoperto i segreti del cosmo, o navigato in mari inesplorati o schiuso nuove porte al genere umano.


Helen Keller

22 gennaio 2007

STORIE DA BAR SPORT 4

Sono, come tutti giorni verso le 14.00, al Pierino's Bar e stò sorseggiando il solito caffè. La radio, sempre accesa, sta diffondendo le note e le parole della canzone di Marco Masini: "ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei anche se fossi un gay...". Quando nel bar entra LEI la Carmen! Il bar si blocca, tutti ad osservare, scrutare e a spogliare con gli occhi la dea della femminilità. Eh si la Carmen è una donna di prorompente femminilità. Una donna che ti scatena il testosterone riportandoti a galla i pruriti adolescenziali, insomma la Carmen risveglia il maschio che è in TE!
Ma cerchiamo di descriverla questa donna speciale. Il problema è da dove iniziare. La cosa più ovvia è elencare i suoi dati anagrafici: ha trent'anni circa, è alta un metro e settanta circa, è nubile forse ed è di nazionalità Italiana di sicuro. Sono un disastro nelle descrizioni femminili, sono un disastro nelle descrizioni! Ma ricominciamo e vediamo di rendere un pò più creaticva la descrizione. Ok! Allora la Carmen prima di vederla la senti! Ha un passo deciso sembra che cammini su di una passerella di vetro e oltre a sentire i suoi tacchi picchiettare sul pavimento il suo arrivo è annunciato anche dal suo profumo! Questo ha una fragranza particolare che inebria l'olfatto e ti manda in tilt. Stò esagerando? Si stò esagerando! però così rendo un pò di più l'immagine della Carmen! Proseguiamo! Dai piedi lo sguardo cade subito sulle gambe che sono lunghissime e bellissime e messe sempre in risalto da minigonne oserei dire "inguinali". Il giro vita è da bambola Barby. Il seno, mi stanno tremando le mani, è, diciamo, esuberante, una quarta per capirci. Il viso poi è un ovale perfetto! Su di esso la natura si è divertita ad incastonare degli optional favolosi! Capelli rossi (da accarezzare), occhi azzurri (nei quali annegare), un nasino alla francese (da strofinare) e labbra rosse sulle quali MORIRE!!
E' BELLISSIMA!!
Dopo aver acquistato le sigarette la Carmen esce dal bar! A questo punto parte un coretto intonato dal Salvatore e dal Giovanni che riprende la canzone di Masini: "ti vorrei, ti vorrei dentro ai jeans. Ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei che non ne posso più. Ti vorrei, ti vorrei..." Un vocione sovrasta il coretto. è il Pierino che stronca ogni velleità canora dei due con una delle sue frasi:"Uè basta! Chi sem minga a SanRemo!!" Ma il capitolo Carmen è appena iniziato. Infatti i commenti ad alta voce si sprecano: "che dona, che dona...mi per quela lì lasaria anca la Ruseta" dice il Giacomo. Gli fa eco il Pasquale che entra in scena con un prepotente:"minchia che fimmena! tutta bona iè da lu capo a lu pidi!". Il più originale comunque è il Gennaro che dice:"chilla femmena mi mette in testa sogni porcografici..."(impagabile definizione).
E ora signori è arrivato il momento dell'intervento dell'esperto di...donne: il ROBERTO! Il Roberto è un signore sulla settantina, sempre vestito bene con giacca e cravatta. Alto circa un metro e novanta, capelli brizzolati tagliati corti e ben tenuti, mascella squadrata, labbra carnosce e sorriso accattivante, un tipo da Soapopera(tempo fa!). Lui dice di aver girato mezzo mondo e di essere stato con donne belle e affascinanti di ogni estrazione sociale! Ora passa tutto il giorno al Pierino's Bar, consumando solo un bicchierino di anice, che non paga lui ovviamente, raccontando storie mai vissute e forse lette in romanzi rosa. Famosa è quella della sua love story con una nobildonna Russa(ma questa è un'altra storia che forse un giorno vi racconterò). Torniamo alla nostra! E' il Giovanni che pone la fatidica domanda:"ma te Roberto cosa ne pensi della Carmen?"
SILENZIO ASSOLUTO PARLA L'ESPERTO DI...DONNE!
Il Roberto non si fa pregare, anzi non aspettava altro, e parte:
"La Signorina in questione è estremamente interessante! Per le sue misure oserei un 90-80-100, quindi reputo che vi sia un'abbondanza di fianchi ed una esagerazione di seno che nel contesto però non ci sta male. Il viso è gradevole tendente al bello. La gamba lunga è sinonimo di volubilità, nel senso che la signorina è un'amazzone che ama cavalcare puledri di razza! Il capello rosso e ondulato attira il maschio virile. Donna da uscita serale con cena a lume di candela. Per far colpo su di lei il cavaliere deve indossare un vestito gessato bleu con camicia tassativamente bianca chiusa al collo con una cravatta regimantal dai colori bleu-azzurra. scarpe di vernice obligatoriamente nere!" L'attenzione è al massimo livello e nel silenzio più assoluto sento la "vocina" del Pasquale che stà sussurrando al Salvatore una considerazione sul Roberto:"minchia quante ne sa sulle donne sto cristiano! Tengo un'individia (dice proprio così) incredibbile, lo starei addascultari per uri e uri!" In effetti il Roberto parla del gentil sesso come un esperto metereologo parla del tempo di fronte alle telecamere: è preciso, esauriente e puntuale!
E puntuale arriva il commento del Pierino al commento del Roberto:"Quanti parol inutil per dì che la CARMEN L'E' UNA BELLA QNOCCA!!" Il PIERINO è smpre preciso, esauriente e come al solito COMPETENTE!!

19 gennaio 2007

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 8

106. "Con i compagni, con i compagni, giocala con i compagni" allenatori ad un proprio allievo di 13 anni, il quale rispondeva a tono:"e con chi la devo giocare mister?" SENZA PAROLE!
107. "Stai alto Giovà, stai alto Giovà" alenatore ad un proprio allievo di 14 anni. Quanto alto un metro, due metri oppure tre? Bisognerebbe dotare l'allievo di un altimetro;
108. "Voi siete nati nella barbagia per questo non sapete soffrire" allenatore durante l'intervallo di una partita alla propria squadra di giovanissimi che stava perdendo. Se i suoi allievi fossero nati veramente in Barbagia saprebbero cosa vuol dire: sofferenza! L'allenatore comunque non sa quale differenza ci sia tra Barbagia e cotone idrofilo.
109. "Si arbitro oggi sono arrivati i Re Magi: Oro, Incenso e ...Rigori" allenatore all'arbitro dopo che questo aveva assegnato alla squadra avversaria due rigori.Spiritoso e sarcastico, ma come dargli torto?
110. "Dai, DAI, DAI, DAI..." allenatore per incitare la propria squadra di giovanissimi. Verrebbe voglia di completare la frase con un:"...dagli una spinta...dagli una spinta..."
111. "Oh ma cosa continui a tirare, cos'hai la tiroide?" allenatore ad un proprio allievo di 13 anni dopo che questo aveva tirato in porta per la terza volta per la terza volta consecutiva. Be la tiroide il bambino ce l'ha di sicuro è l'allenatore che non ha un vocabolario;
112. "Oh... oh...se la davi li non la volevi dare là..." allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Non riusciamo a capire! Ma se la dava là lui sarebbe stato zitto lì? Ma?!
113. "si si per vedere un tuo gol quest'anno andiamo tutti quanti a chi l'ha visto" allenatore ad un proprio giovanissimo di 14 anni. E "a chi l'ha visto" trovavano lui che stava cercando se stesso;
114. "Voi tre scaldatevi entrambi" allenatore ai componenti della propria panchina (14 anni). Non si è alzato nessuno, si sono buttati per terra ridendo come matti...
115. "Si si giochiamo per sperare..." allenatopre alla propria squadra di esordienti. Sperare di fare che? che l'anno prossimo la squadra cambi allenatore? Speriamo per loro...
116. "Dobbiamo giocare come i BIGGHI" allenatore alla propria squadra di giovanissimi durante l'intervallo. I ragazzi domandarono:"mister ma chi sono sti BIGGHI?". Il mister rispose:"i campioni sono i Bigghi, ignoranti che non siete altro". Loro sarebbero gli ignoranti...lasciamo perdere...
117. "In profondità, in profondità devi giocarla in profondità!" allenatore ad un proprio allievo di 13 anni. Allenatore istruttore SUB
118. "Arbitro giochiamo a calcio non a calcioni" allenatore all'arbitro dopo l'ennesimo fallo della squadra avversaria. Spiritoso ma intempestivo ed espulso
119. "Allarga tutto, allarga tutto Antò ti ho detto di allargare tutto" allenatore ad un proprio allievo di 14 anni. L'allenatore forse soffre di claustrofobia
120. "Fabio Il calcio non è per signorine" allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni. L'allenatore si è sbagliato doveva dire:"Fabio il calcio non è un gioco per sole signorine..."

16 gennaio 2007

RACCOMANDAZIONI AI GENITORI

NON SEI TU L'ALLENATORE!

Il comportamento del genitore nei confronti del proprio figlio, che pratica il gioco sport calcio, è di notevole importanza per l'entusiasmo che quest'ultimo riverserà nello svolgere l'attività stessa e per i risultati tecnico-educativi che il bimbo potrà ottenere in futuro. Per questo motivo possiamo ben dire che non è consigliabile una sua intromissione di natura tecnica. Il genitore dovrà infatti rendersi conto che suo figlio ha un bisogno naturale di divertirsi e questo non deve entrare in rotta di collisione con le sue ambizioni. Non è raro che chi un tempo è stato un campione mancato tenda ad opprimere il bambino con aspettative fuori misura, creando così i presupposti di un precoce abbandono dell'attività ludico sportiva. Altrettanto deleterio può essere un atteggiamento critico e rigido in seguito a qualche risultato scadente che inevitabilmente può capitare, perchè sentirsi sempre sotto esame oppure, pegio ancora, il venire estromesso, no giova alla serenità di un piccolo "atleta". Un altro consiglio da dare ai genitori di un giovane calciatore è quello di evitare nel modo più assoluto di fare confronti con altri compagni o avversari. Ogni bambino ha le proprie fasi di maturazione, con tempi molto diversi da soggetto a soggetto, necessarie per passare da uno stadio al successivo. Sarebbe un errore giudicare il bambino per il confronto con gli altri e non in base al suo personale grado di miglioramento. Il genitore, in definitiva, deve partecipare, nel senso di dimostrare interesse per il figlio che pratica 'attività sportiva, senza comunque intervenire in modo invasivo sull'attività stessa e sulle relazioni che il bambino istaura con il proprio allenatore e con i propri compagni.

LO SPOGLIATOIO DI RUSCA ALDINA


Grazie sorellona

09 gennaio 2007

FASCIA 6/8 ANNI - SPEGNERE IL TELEVISORE ED IL COMPUTER

Tra i 6 e gli 8 anni i bambini imparano a padroneggiare abilità come: saltare,calciare, lanciare, rotolarsi, afferrare e a combinare le stesse tra di loro. Anche se a questa età i bambini non sono pronti per le competizioni vere e proprie è giusto proporre a loro attività competitive in forma giocosa. I bambini in questa fascia d'età apprezzano un'attività organizzata come il gioco del calcio. Questo gioco-sport offre, a sua volta, ai bambini molte occasioni per essere attivi, apprendere nuove abilità e ottenere risultati che li faranno sentire sicuramente soddisfatti. Il gioco-sport-calcio a questa età oltre a sviluppare quello che abbiamo elencato deve, in ogni caso, lasciare sempre ampio spazio al divertimento. Il successo non sta nel segnare il gol della vittoria, ma nel fatto che il bambino, che fino ad ora lanciava o calciava il pallone verso il proprio campo è finalmente in grado di lanciarlo o calciarlo in direzione opposta, riuscendo persino a passarla ai propri compagni. Per chiarire ancora meglio il concetto sopra esposto fisseremo alcuni punti che devono stare alla base della costituzione di un'attività alla portata di bambini di 6/8 anni:
  • TUTTI I BAMBINI IN PARTITA DEVONO GIOCARE LO STESSO TEMPO
  • L'ALLEDUCATORE DEVE TENER CONTO DELLE SINGOLE NECESSITA' E CAPACITA' DEI SUOI ALLIEVI
  • IL GIOCO-SPORT-CALCIO E' UN MEZZO E NON UN FINE
  • TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, DEVONO RICEVERE LODI PER LA SOLA PARTECIPAZIONE

Questa età è un momento molto delicato dove un fallimento iniziale potrebbe facilmente allontanere definitivamente i bambini dall'attivita' di gioco sport spingendoli verso abitudini sedentarie.

08 gennaio 2007

L'ATTIVITA' FISICA A 6/11 ANNI

Purtroppo a questà età è possibile che i bambini trascorrano più tempo a guardare la televisione o a giocare al computer o alla play station piuttosto che svolgere un'attività giocosa di movimento. In questa fascia d'età, in realtà, sono molto gradite le attività di movimento all'aperto, come il calcio attività ideale per sviluppare le capacità motorie di base, stare con gli amici ed assecondare lo sviluppo cognitivo. Comunque a prescindere dall'ttivitàmotoria preferita, i bambini dovrebbero muoversi tutti i giorni, ciò significa almeno 60 minuti di moto, che deve essere eseguito in modo intenso per almeno 15/20 minuti.
Nei primi anni di scuola, quando i bambini sono particolarmente impegnati ad apprendere le nozioni scolastiche, dovranno scegliere l'attività di gioco sport a loro più confacente. Qui sotto riportiamo dei dati che mettono in evidenza le caratteristiche e le capacità che i vari sport di squadra sviluppano in modo specifico:
sport forza flessibilità coordinazione rapidità resistenza
CALCIO xx x xxx xxx xxx
RUGBY xxx x x xx xx
BASKET x x xx xx xx
PALLAVOLO x xx xx x x

04 gennaio 2007

I BAMBINI IN ETA' 6-11 ANNI


ANNI DI GRANDI CAMBIAMENTI
Tra i 6 e i 12 anni i bambini si staccano gradualmente dai genitori per avviarsi verso l'adolescenza, cercando di crearsi una propria identità, spesso a immagine dei compagni. La crescita fisica prosegue costante negli anni della scuola elementare. In questi anni è essenziale praticare un'attività fisica adeguata. Ora che i bambini i bambini sono più autonomi nuove sfide si impongono a loro. I bambini hanno bisogno, come abbiamo detto, di svolgere con regolarità un'attività fisica e i genitori spesso si affidano alle società calcistiche per soddisfare tale necessità. Da queste prime esperienze può nascere la passione per il nostro sport: il GIOCO DEL CALCIO. E' questo il momento più delicato, perchè un approcio frustrante potrà spingere il nostro bimbo verso una scelta di vita sedentaria. L'avviamento alla pratica sportiva calcistica è utile non soltanto a migliorare la coordinazione e la forza, ma aiuta anche i bambini a sviluppare la fiducia in se stessi e un atteggiamento positivo nei confronti degli altri, favorendo l'autostima. Questo aspetto si rivela essenziale in età scolare, quando i bambini iniziano a osservarsi e a preoccuparsi di non essere uguali agli altri. Il pensiero di essere meno coordinati o atletici rispetto ai compagni può far sentire i bambini fuori posto. Esistono differenti corporature ma indipendentemente dalle caratteristiche fisiche, questo è il momento dove tutti i bambini hanno bisogno della frequente conferma di essere amati.

02 gennaio 2007

RUBRICA: FRASE DEL MESE


GENNAIO
"The difference between genius and stupidity is that genius has its limits"
"LA DIFFERENZA TRA IL GENIO E LA STUPIDITA' E' CHE IL GENIO HA I SUOI LIMITI"
-ALBERT EINSTEIN-

31 dicembre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 7

91. "Dobbiamo difenderci a SPADA-TRACCA"urlo di un allenatore durante una partita di allievi (15 anni). ALLENATORE SPADATRACC...
92. "...ti ha infilato come un pollo..." allenatore ad un propiro allievo (15 anni) dopo che si è fatto facilmente superare in dribbling. Allenatore rosticcere
93. "Ragazzi dobbiamo fraseggiare di più stiamo singhiozzando" allenatore alla propria squadra di allievi (15/16 anni). Allenatore OTORINO-MUSICISTA
94. "Così ragazzi così, stiamo dilagando!!" allenatore alla propria squadra di allievi dopo il secondo gol segnato. Allenatore esagerato che si stà "allarg-dilagando"
95. "Silvio ADDOMESTICA quella palla del ..." allenatore ad un proprio giocatore sedicenne. Allenatore o Addomesticatore? Indubbiamente volgare!
96. "Aggancia la palla e giUocala" allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni. E se agganciandola la bUoca?
97. "Dai RAGA non si vede per niente che oggi giochiamo in casa" allenatore alla propria squadra di allievi (16 anni). Allenatore casalingo
98. " Antonio oggi sei meglio dell'uomo ragno!" allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Allenatore esperto di SuperEroei o meglio "SUPERALLENATOR"
99. "Ragazzi oggi ci troviamo ad occhi chiusi" allenatore alla propria squadra di allievi (16 anni). Allenatore di calcio o di "mosca cieca"?
100. "QELLO LO DEVI FRANCOBOLLARE" allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Non si poteva relegare miglior frase alla numero cento!! Grazie allenatori grazie di esistere!!!
101. "Mettila a cucchiaio" allenatore ad un proprio allievo che stava battendo una punizione dal limite dell'area. Allenatore amico dell'allenatore casalingo!
102. "Ricuci Giorgio, ricuci a centrocampo" allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Ma con tutto il posto che c'è nel centro sportivo sto povero Giorgio deve proprio cucire in mezzo al campo?
103. "Dai imbastiamo questa azione e andiamo..." allenatore alla propria squadra di allievi. Allenatore amico del casalingo ed esperto in sartoria!
104. "Ripiega Alex, Alex ripiega!" allenatore ad un proprio allievo di 16 anni. Allenatore estremamente ordinato e...amico del casalingo!
105. "Sei un CONDOR Davide" allenatore dopo un gol realizzato dal suo giocatore. tutti ci chiediamo: "Sarà un condor pasa?"

23 dicembre 2006

BUON NATALE E FELICE 2007 A TUTTI

LA PACE
Il cielo terso,
la terra rinverdita,
carica di frutti:
tutto questo è buono,
ma la PACE tra gli uomini
è il dono più prezioso.

Testo di una ballata SIOUX