02 febbraio 2008

IL CALCIO A 7 IL CALCIO PER I BAMBINI

Il Calcio a 7 per i pulcini
Da qualche stagione alcune Federazioni Regionali hanno deciso di far disputare i campionati dei 'Pulcini' a 7 giocatori anziché a 11. Finalmente, secondo noi, è stata compiuta una scelta nell'interesse del bambino. Quali sono i vantaggi che un giovane atleta trae da una gara di calcio a 7? Innanzitutto, essendoci meno persone sul terreno di gioco, il ragazzo toccherà più volte il pallone nel corso della partita. Nel calcio a 11, invece, capita spesso che alcuni bambini meno dotati, che giocano ad esempio sulle fasce terminino, la loro prova senza aver mai toccato la sfera. Quando ad un giovane calciatore arriva il pallone tra i piedi, deve per forza assumersi la responsabilità di stabilire che cosa fare e questo è uno dei momenti di maggiore positività nel suo percorso formativo. Alcuni bambini magari preferiscono non essere coinvolti nelle varie azioni di gioco per paura di sbagliare, e questo è senza dubbio negativo. Per questo il calcio a 7 li costringe e li stimola ad essere protagonisti. Acquisendo confidenza con la palla i bambini si divertono maggiormente rispetto alle gare a 11. Il calcio a 7 inoltre consente di non dare ai ragazzi ruoli ben definiti, come spesso avviene nel calcio a 11. Tra i pulcini o anche tra gli esordienti non è possibile affermare "tu sei un terzino, tu giochi stopper o attaccante", a nostro avviso è indispensabile che il ragazzo provi varie esperienze di gioco: una volta in attacco, un'altra in difesa, e se capita anche il ruolo del portiere può essere affidato a turno a tutti i componenti della squadra. Questo è molto utile nell'ambito di una crescita psicomotoria e di conoscenza del gioco del calcio. Con il passare degli anni poi sarà naturale capire la predisposizione a ricoprire un determinato ruolo. Infine nelle gare di calcio a 7, solitamente, è più facile realizzare un gol. E' importante che i bambini affrontino, anche emotivamente, l'evento di segnare o di subire una rete. Non come momento che determina la vittoria o la sconfitta, ma come inizio del vivere l'esperienza che caratterizza il gioco del calcio

2 commenti:

Oronzo Canà ha detto...

parole sante , il problema è metterlo in testa a qualche genitore che , senza la minima cognizione di causa e ignorando completamente le considerazioni che hanno portato la federazione a fare questa scelta, si permette di sentenziare che "così non impareranno mai a giocare a calcio".

Quando ascolto qualche sproloquio del genere cito sempre uno studio che ci hanno presentato al corso istruttori scuola calcio : se facessimo le proporzioni fra la gittata del lancio di un pulcino e la sua massima velocità di corsa e le analoghe capacità di un adulto , far giocare i pulcini in un campo a 11 equivarrebbe a far giocare gli adulti su un campo lungo più di 200metri e largo più di 100.

Peccato che non riesco più a trovare i riferimenti agli autori di questo studio e al libro o alla rivista in cui fu pubblicato : Lei ne sa niente?

Comunque complimenti per il blog.

Giuliano ha detto...

purtroppo non ne ho i riferimenti...quando li trovi puoi farmeli avere? grazie. ah per favore diamoci del tu a rigrazie ciao