22 luglio 2008

AL PIERINO' BAR: OGGI SI PARLA DI TASSE

AL PIERINO’S BAR SI PARLA DI TASSE

È una giornata di luglio calda, caldissima anzi di più bollente, come il caffè che sto bevendo qui al Pierino’s Bar. Come tutti i giorni nel locale si sta discutendo e l’argomento oggi è scottante (come il caffè): LE TASSE! Tutti si sentono coinvolti e tutti vogliono dire la loro e ne viene fuori un dibattito-show alla Pierino’s Bar che è un misto tra il “processo di Biscardi”, “oggi al Parlamento” e “zelig”. Il conduttore dello Show è il Pierino. Nel Bar, per l’occasione, ci si è divisi come in Parlamento: al centro il Pierino seduto sul suo sgabellone rinforzato; a destra il Pericle (tesserato della lega-nord con immancabile fazzoletto verde nel taschino della camicia) e il Pier (accanito sostenitore del Cavaliere, vestito di tutto punto con un doppio petto di ordinanza che lo fa grondare di sudore, visto che nel locale ci saranno 30 gradi e non c’è l’aria condizionata); a sinistra l’Adelmo (comunista tosto e convinto, lui si dichiara una via di mezzo tra il CHE e il Bertinotti prima maniera) e il Marco (ex figlio dei fiori e oggi sostenitore del: “volemmose bene finchè ce conviene); tra i due schieramenti e di fronte al Pierino ci sto io che oggi ho deciso di fare da spettatore neutrale. Il “pallino” ce l’ha in mano il Pierino, che a suo modo, sta esponendo la difficile situazione economica che sta attraversando il paese, con un esempio del tutto personale che io riporto fedelmente: “…in co sunt andà in banca e per fa i solit rob ho pagà des euri pusè de tass –uè signori ho detto ben dieci euri (lui dice sempre euri) in più- se andem avanti inscì sem adrè andà tucc in busa!!” Sul carro della protesta ci sale subito l’Adelmo che interviene dicendo sarcasticamente: “ma non ti preoccupare Pierino, adesso ci pensa il CREATIVO! Ci penserà Il nostro nuovo Ministro delle finanze a mettere a posto i conti economici della nostra nazione con la ROBIN-NUDDa Tax, cioè con una tassa che non toglierà nulla ai ricchi e non darà nulla ai poveri una TASSA che non farà proprio “NUDDA” non so se mi spiego!?”
Ecco allora che l’ala destra si fa sentire e l’intervento è del Pericle: “ si si fai lo spiritoso, intanto la Robinhood-tax toglierà dei soldi a chi ha guadagnato di più in questo periodo, vedi i petrolieri, e ridistribuirà le risorse ai più bisognosi”. Marco, con la flemma dell’attore navigato, prende posa e parola e tra il serio e il faceto dice: “ a parte che la soluzione mi sembra un po’ troppo semplice per una situazione così complessa ed articolata come è quella dell’economia del nostro paese. Ma vorrei lanciarvi un’ulteriore provocazione consigliando al nostro Ministro delle Finanze alcune tasse da proporre nella nuova finanziaria: a) la Zorro-tax b) la SuperEroi-Tax c) la San Francesco-Tax
Non male no!?” risata generale!! Anche il Pierino accenna ad un sorriso che fa rientrare subito per rispetto delle parti, per ripartire poi più serio ed incisivo di prima: “de quand gh’è mond a gh’hin stàa de tassazion suj robb pussèe svarià de vegnin magon e quel che fa dispett al contribuent a l’è savè che gh’hin quej che paghen nient e quei che conte l fisco franca la fan in despresg di cà, terren, titoj che gh’han. De l’iniquità de la legg sora j tass a gh’emm la gran libertà de lamentass!!”(Il Pierino è veramente ispirato da questo tema, il suo intervento sembra una poesia) A questo punto interviene subito il Pier con un: “Ma mi consenta Pierino, condivido l’idea che tutti paghino le tasse, ma cribbio e ribadisco cribbio non così tante e in così alta percentuale, e no!! e no eh!! Questo proprio no!!” Il Marco non perde tempo e soprattutto non perde l’occasione di fare un’altra battuta: “Niente tasse e arrangiatevi all’insegna del liberismo più bieco…ritorniamo alla legge della giungla” il Pier risponde quasi stizzito e minaccioso: “fai lo spiritoso, fallo pure intanto noi dico NOI metteremo a posto l’Italia!” all’Adelmo non sembra vero, il Pier involontariamente gli ha servito un assist, si alza e esibendo un saluto romano clamoroso grida: “A NOI!!” Si scatena il putiferio, il volume delle voci si alza, nessuno ascolta nessuno e in compenso tutti parlano, è confusione vera!! Il Pierino a questo punto lanciando un urlaccio con la sua voce potente e profonda crea silenzio nel locale: “ MI HA GOO QUAICOSS DA DI’(urla)!! Calma , calma fieò chi la situation lè disperada e alura bisogna applicà quel chel diseva el me NONU- la famiglia quand la gà i problem la ga da sta UNIDA e ognun el ga de dà quel chel po’ dà. Duma inscì se peu vegni fora dai casin!!- CAPITO!?”
La calma è tornata al Pierino’s Bar, tutti sembrano cercare di riflettere sulle parole del Pierino, il quale mi guarda tutto soddisfatto. Io lo guardo pieno di orgoglio per le sue parole e di gratitudine per l’ennesima lezione di vita e poi rivolgendomi a tutti dico: “IL PIERINO HA SEMPRE RAGIONE!!”(o quasi sempre).

30 giugno 2008

"EL NINO"

IO QUELLO LO CONOSCO…”
L’allenatore di settore giovanile trova le motivazioni per vivere la sua “missione” in piccole e fugaci soddisfazioni. Queste vanno dalla semplice vittoria di una partita, al saluto deferente dei suoi ragazzi accompagnato dal sostantivo “MISTER”. Vedersi al centro dell’attenzione dei suoi giovani è quello che più lo soddisfa e lo realizza. Ci sono nella carriera di ogni “MISTER” però dei momenti particolari. Infatti a turno ad uno di loro è concesso, come premio una tantum, di usare o meglio di fregiarsi della frase fatidica:
“IO QUELLO LO CONOSCO…”
È una frase che l’allenatore di settore giovanile rivolge quasi a se stesso per individuare un giocatore che è diventato famoso e che Lui ha conosciuto o come proprio allievo o come rispettabile e temibile avversario.
Ieri sera, e lo dico con orgoglio, è toccato a me! La frase l’ho pronunciata Io e l’ho detta dopo che Fernando Torres (si proprio lui il NINO) ha fatto gol nella finale del campionato europeo per nazioni contro la Germania facendo diventare la Spagna CAMPIONE D’EUROPA.
Sento già i vostri “SI SI …” che esprimono diffidenza ed incredulità. Mio figlio di sedici anni, l’ho vista con lui la partita, si è spinto sino alla presa in giro: “BOMBA PAPA’, questa volta l’hai sparata grossa!” Si, Si continuate con i vostri: “SI-SI” questa volta di assenso per la battuta di mio figlio, ma “IO QUELLO LO CONOSCO” e ve lo dimostro:
Allora allenavo sull’altra sponda del naviglio cioè ero al Milan (per la cronaca ora alleno all’F.C.INTERNAZIONALE) e mi trovavo in Spagna, precisamente nella cittadina di Brunete, che dista una trentina di chilometri da Madrid, per partecipare al Torneo internazionale di futbol a 7 per Alevin (under 12). Al torneo partecipavano società prestigiose come: il REAL MADRID, il BARCELLONA, la STELLA ROSSA DI BELGRADO, il MANCHESTER, l’ATLETICO DI MADRID, l’ATLETICO DI BILBAO e il SIVIGLIA. Il torneo era diviso in due gironi e le vincenti dei gironi facevano le finali per il primo e il secondo posto, mentre le seconde dei gironi facevano la finale per il terzo e il quarto posto. Ma torniamo ai fatti! Alla prima partita ci tocca l’Atletico di Madrid e questa ci viene presentata come una delle squadre più forti del torneo. Non basta, dieci minuti prima di iniziare la partita l’accompagnatore, che l’organizzazione mette a disposizione alle squadre per i problemi logistici, si avvicina e mi sussurra all’orecchio,in un misto italian-ispanico, le seguenti parole: “ Senor Entrenador el nino con la camiseta numero siete è mas fuerte!fare attencion” In quel momento la mia risposta assomigliò al vostro diffidente: “SI-SI…” La partita fu tutto un gridare: “attenti al sette, non far girare il sette, prendi il sette…accidenti al sette…” in poche parole il NINO con la camiseta numero siete ci ASFALTO’ con due gol e perdemmo quattro a tre che per ironia DELLA SORTE FA SETTE! Dopo anni ricordo ancora così bene quella partita soprattutto le azione del caschetto biondo con la camiseta numero sette. Anche perché finito il torneo mi feci mandare da CANAL-PLUS, che riprendeva e trasmetteva in diretta tutte le gare, una video-cassetta dove sono impresse le immagini del “mio” 4-3.
Il NINO già a dodici anni era il più forte, già a dodici anni aveva uno scatto da “RE”, gia a dodici anni aveva un fiuto del gol eccezionale e già a dodici anni mi faceva dire:
“Io un giorno per questo numero sette pronuncerò la fatidica frase-
IO QUESTO LO CONOSCO…

18 giugno 2008

AL PIERINO'S BAR: PIERINO IL MASCHILISTA

E' giovedì e come tutti i giovedì che manda nostro signore sulla terra al mio paese c'è il mercato. Si ma no un mercato normale, un mercato...mercato! Un mercato insomma dove le bancarelle non sono bancarelle normali , sono bancarelle...bancarelle! Allora ricapitoliamo: al Giovedì al mio paese c'è il Mercato con delle Bancarelle e la gente va a comprare, si ma non va a comprare così semplicemente...va a Comprare! STOP! iniziamo sul SERIO il racconto!!
E' giovedì e al mio paese è giorno di mercato. Il paese si rianima e tutti sembrano colpiti da una improvvisa malattia: IL COMPRARE! (va un pò meglio, proseguiamo).
Casalinghe, pensionati, impiegati e lavoratori escono chi dalle proprie abitazioni, chi dalle fabbriche o dagli uffici, alle ore del mattino più diverse, e si recano al mercato a celebrare IL COMPRARE. Comprano di tutto e di più soprattutto cose inutili, l'importante è comprare,
IL COMPRARE!
Il mercato al mio paese è situato...provate ad indovinare come si chiama la piazza? Dai un piccolo sforzo...dai che ce la fate...si si avete indovinato si chiama LA PIAZZA DEL MERCATO! (che fantasia eh?) Il Pierino's Bar, che si trova a cinquecento metri dalla piazza, al giovedì beneficia di questo traffico di gente popolandosi fino all'inverosimile, soprattutto del genere umano femminile. Il Pierino diventa insofferente tendente all'IDROFILO, come direbbe il Pasquale per dire IDROFOBO. Questa sua metamorfosi avviene per due motivi: primo perchè aumenta il numero di clienti e così Lui deve lavorare di più! (poverino deve battere più scontrini!); secondo motivo la presenza massiccia del genere femminile lo fa agitare e gli fa compiere dei movimenti in più cioè alza il volume della radio, apre la porta vetro del bar e spalanca le finestre rendendo il bar la sede sociale della ROSA DEI VENTI per le bufere che si creano all'interno dello stesso. Il Pierino non è certamente uno dei padri fondatori del movimento femminista, tutt'altro, nella sua filosofia l'uomo inteso come maschio è al centro di ogni attenzione. La donna, per Lui, è colei che al massimo può diventare simile all'uomo attraverso "l'ammanestramento", come direbbe il Gavino per dire l'ammaestramento. Secondo sempre il suo vangelo le donne non dovrebbero prendere alcuna decisione autonoma e dovrebbero addirittura prestare dupplice voto di obbedienza, nella famiglia di origine nei confronti del padre e nel matrimonio nei confronti del marito! BUM-BUM
Il Pierino ebbe a suo tempo la sfortuna di esporre questa teoria alla presenza della CATERINA la parrucchiera del paese, che oltre ad essere famosa per le sue pieghe cotonate anni sessanta è famosa per essere una sessantottina femminista. La Caterina è una donna onesta, spontanea e piena di energia, non sta mai ferma ne con le mani ne con il cervello. E' una donna di buon livello culturale spigliata e disinvolta non gli fa paura nulla e soprattutto nelle discussioni non si fa mai dico e sottolineo MAI mettere sotto. Potete immaginare la sua reazione alle parole del Pierino sulla sua auspicabile situazione femminile! Reagì in modo quasi violento aggredendo il Pierino con una serie di insulti dai quali ricordo un neologismo che la Caterina inventò per l'occasione: definì il Pierino uno: "SCEMASCHIO". Ma non si limitò a quello, in quel frangente la Caterina diede il meglio di se con queste parole:"caro il mio SCEMASCHIO voglio esprimerti tutto il mio dissenso per mezzo di un anatema di SAFFO -L'uomo che non riconosce la grandezza femminile lo colgano i venti e le sciagure!!"
Il Pierino incassò il colpo, stette zitto per ben 10" e poi replicò così: "ma che ANATOMIA E ANATOMIA DEL SAFFO chi ghe dumà da dì una roba chi dis dona el dis dan!" La Caterina,che aveva compreso la frase, rossa in volto guardò il Pierino come se volesse mangiarselo e disse, puntandogli contro il dito indice arrivando a mezzo metro dal suo nasone:" TU TU non sei solo uno SCEMASCHIO sei anche un INSACCATO DI MINCHIATE!!" La caterina infilo l'uscita senza voltarsi e andandosene minacciò di non ritornare più in quel bar di maschilisti.
Il Pierino mi guardò negli occhi, forse cercando solidarietà maschile ma trovò nelle mie pupille quello che già sapeva...abbassò il testone e sottovoce disse:"mi el giovedì el supporti NO!"

04 giugno 2008

CAPACITA' DI ANALISI E SINTESI

Capacità di analisi e sintesi


Per capacità di analisi e sintesi si intende l’abilità del soggetto di comprendere un problema in profondità e nelle sue varie sfaccettature, prima analizzandone i vari aspetti, poi ricomponendoli in una visione unitaria e globale.
I due processi dell’analisi e della sintesi devono essere equilibrati tra loro. La sola capacità analitica, infatti, mette in grado di sviscerare fin nei dettagli e nelle sfumature ciò che si prende in esame, col rischio però di rimanere ad una visione frammentaria e parziale delle cose.
La capacità di sintesi, viceversa, non equilibrata con quella analitica, può portare ad associare in modo rapido e brillante i concetti tra loro, giungendo velocemente ad una visione dei problemi globale ma superficiale, perché si trascurano particolari importanti.

28 maggio 2008

FRASI CELEBRI

Le vere domande che mi scombussolano non sono quelle dei giornalisti,
ma quelle che continuo a farmi io.
ENZO FERRARI

08 maggio 2008

FRASI CELEBRI

Il metodo migliore per insegnare il calcio a un bambino non è proibire ma guidare.
Johan Cruyff

ALLENATORI VERI COMUNICATORI

ALLENATORI VERI COMUNICATORI
Nereo Rocco allenatore Milan '60Trasferta francese per il Milan di Nereo Rocco."Bonjour Monsieur Rocco, mon ami".E lui: "Mona a mi? Mona a ti e anca testa de gran casso!"
ALTRA FRASE CELEBRE:"Ragazzi Colpite tutto quel che si muove a pelo d'erba. Se è il pallone, meglio..."
Una volta Nereo Rocco all'Appiani ( Vecchio Stadio di Padova), in allenamento, ordinò a due giocatori del Padova di saltare in groppa a Blason e poi disse: "Rebus, citta' abruzzese, sette lettere". Nessuna risposta. E il paron, lapidario: "Sulmona"

22 aprile 2008

IL CONFRONTO TRA LA PEDAGOGIA TRADIZIONALE E LA PEDAGOGIA ATTIVA

IL CONFRONTO TRA LA PEDAGOGIA TRADIZIONALE E LA PEDAGOGIA ATTIVA
L’attenzione è focalizzata sull’apprendimento del discente piuttosto che non sull’insegnamento da parte del docente e gli oggetti del contratto pedagogico non sono, come nel caso della pedagogia tradizionale, i temi di insegnamento, quanto piuttosto gli obiettivi di apprendimento (e cioè le competenze, le abilità concrete...) secondo lo schema seguente:
PEDAGOGIA TRADIZIONALE
Insegnare
Docente
Temi di insegnamento
Esami
PEDAGOGIA ATTIVA
Apprendere
Discenti
Obiettivi di apprendimento
Valutazione della performance degli obiettivi

21 aprile 2008

I RUOLI IN CAMPO

I RUOLI IN CAMPO
Quando si ha a che fare con le prime categorie della Scuola Calcio, risulta evidente a tutti, anche all’occhio dei principianti, quello che io definisco il modulo “sciame d’api”. Questo consiste nell’accentrarsi tutti (portieri esclusi) nella zona della palla, dove si viene a creare una mischia furibonda in cui l’unica soluzione per raggiungere la rete rimane quella di avanzare palla al piede, senza naturalmente cederla a nessuno, puntando la porta avversaria. Tutti gli altri a loro volta proveranno a conquistarsela con iniziative personali, senza un logico movimento ed ecco che si viene a creare “il mischione”. Questa caratteristica si riscontra anche nel primo anno dei Pulcini. Dobbiamo premettere che tipico dei bambini di quest’età è l’egocentrismo, quindi il tenere palla e segnare un gol è la spinta ad essere protagonisti (tant’è vero che nove allievi su dieci vorrebbero giocare in attacco…). Ovviamente, bambini alle prime sperimentazioni, non possono essere a conoscenza dei principi tattici individuali (tab.1) e collettivi (tab. 2) di seguito illustrati.
Riporto una serie di errori grossolani che si compiono abitualmente:
- il possessore di palla guida la palla verso il difensore e non verso lo spazio libero;
- i compagni del possessore di palla si avvicinano alla sfera e non verso lo spazio, agevolando così l’azione del difensore;
- di conseguenza si compie l’entrata precipitosa del difensore verso il possessore di palla invece di mantenere una certa distanza;
- mancanza di profondità degli attaccanti;
- solitamente viene tutto a discapito della mancanza di ampiezza degli eventuali passaggi.
Dobbiamo far capire anzitutto che il calcio, vive di due principi fondamentali:
1) è uno sport di squadra
2) è soggetto a delle regole e ad una determinata organizzazione di gioco.
Per quanto concerne il primo principio bisogna “combattere positivamente” l’egocentrismo di ogni bambino ed insegnare ai propri allievi che ognuno è parte integrante di una “squadra”: per questo motivo la palla va passata ai propri compagni (senza tralasciare l’allenare la fondamentale proprietà dell’uno contro uno, per carità…) anche perchè all’ennesimo dribbling comunque ci sarà tolta e la tua azione risulterà inefficiente. In merito al secondo principio bisogna trasferire nei propri allievi concetti basilari: non bisogna correre tutti dietro la palla ma è più opportuno occupare lo spazio in un certo modo individuando la propria zona di competenza, le posizioni da tenere ed i movimenti in campo. Naturalmente al fine di ottenere una buona conoscenza dei concetti procederemo con gradualità nelle esercitazioni facendo in modo che i nostri allievi possano prima costruire e poi aumentare la propria autostima. Ma come possiamo insegnare tutto questo? Intanto possiamo proporre un classico due contro uno in un’area di 15×20 metri (fig.1), facendo capire così l’importanza di avvalersi di un compagno per superare l’avversario diretto, rispetto all’uno contro uno, magari utilizzando un dai e vai, un dai e taglia o una sovrapposizione diretta. Per insegnare questo all’allievo ‘ innamorato del pallone’, per esempio possiamo far disputare due mini-partite alla fine della seduta di allenamento con la condizione di giocare la palla con al massimo tre tocchi oppure con il gol valido solo se tutti i componenti della squadra hanno toccato palla almeno una volta. Per sviluppare invece l’obiettivo (prevalentemente tattico) dell’ampiezza, possiamo far disputare una partitella con sponde esterne, dove il gol è valido solo se l’ultimo passaggio (assist) proviene dalle fasce laterali (fig.2). Un altro esercizio che persegue il medesimo obiettivo è quello di far giocare una partitella con quattro porte laterali con la condizione di andare a segnare nella porticina opposta a quella che si difende. In questo caso andremo a sviluppare più precisamente il cambio di gioco sul lato debole. (fig.3). Se l’obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere invece è quello di far mantenere le posizioni in campo (in questo caso curiamo l’aspetto difensivo) possiamo proporre il seguente esercizio: i tre attaccanti devono portare palla a meta evitando l’intervento dei difensori i quali possono muoversi sui quattro quadrati dell’area di gioco ma difendere sempre solo uno alla volta su ogni quadrato (sempre a “L”). Grazie all’ausilio dei cinesini, possiamo far vedere i movimenti da effettuare a seconda della posizione del pallone, semplificando così la famosa “diagonale”. Il difensore laterale capirà che quando la palla è nella sua zona dovrà uscire in marcatura, mentre gli altri lo copriranno scalando in diagonale; quando invece l’azione si sviluppa sulla fascia opposta a quella di sua competenza, sarà lui a scalare andando a chiudere al centro.

ESRCITAZIONE 6 CONTRO 7

6 v. 7 — Beginning the practice
Two sets of training vests should be on hand and the balls placed in the goal. Field size should be 75 x 80 yards. One regular goal is placed on one end line and two target goals established at either side of the 80-yard line. Six attacking players work against seven players plus a keeper coming out of the back. Play starts with one of the attacking players taking a shot on goal. The keeper collects it or a ball from the goal and distributes to a wide back. As soon as this occurs, all six defenders get behind the ball. As the ball is on the way from the keeper, the outside midfielder (No. 11) on that side of the field moves forward to defend. If the attacker is not clean in controlling the ball or looks to play the ball back to his support, then the nearest striker (No. 9) looks to double team or press. If the player in possession cannot be highly pressured, the striker will take a position to cut out the back pass (Diagram I). If high pressure is "on," the second striker (No. 10) cuts out the possibility of a pass to the keeper or, if not, moves more centrally to zone the opponent’s central midfielder. The No. 6 player will push up if pressure is on or drop back to mark space otherwise. Likewise, No. 8 pushes up to compress play on the weak side while No. 7 looks to take a position that allows interception of a long diagonal pass.

16 aprile 2008

PROVA SOCIOMETRICA

PROGETTO DI VALUTAZIONE SOCIOMETRICA

1) Dobbiamo partecipare ad un importante torneo: quali sono i 5 compagni che convochi assolutamente?

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2) Quali sono i compagni di stanza che sceglieresti?

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3) Se potessi passare il tuo tempo libero con 3 tuoi compagni di squadra, chi sarebbero?

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4) Scrivi la tua formazione ideale con 9 giocatori:

01 aprile 2008

20 marzo 2008

STORIE DA BAR SPORT 18: ZII PEPPINIELLO

ZII PEPPINIELLO
È una domenica mattina di Marzo. Voglio Iniziare meglio!! È una splendida domenica mattina di Marzo, il sole è già alto, l’aria è bella fresca, sono le 6.40 ed io sto entrando al Pierino’s Bar per fare colazione. Il bar è naturalmente già aperto da una decina di minuti e all’interno di esso vi sono già tre persone: il Pierino, la Mariuccia e Zii Peppiniello. Il Pierino mi accoglie con un: “uelà professor sel fa in gir a che l’ura chi?” Anche se restio alla favella, a questa ora ho ancora gli occhi chiusi e la bocca “incollata”, rispondo in modo telegrafico:”questa mattina andiamo a giocare a Mantova e la partenza da Milano è alle otto”. “Ho capì allura il solit per il professor” e la Mariuccia si mette in moto – cappuccino e crostata o meglio come direbbe il Pasquale “nu pezzo di incrostata”- Mi giro verso l’orologio del bar per verificare l’ora e al tavolino più lontano, seduto e tutto intento a sfogliare un giornale, che data la distanza e l’ora non riesco ad identificare, c’è Zii Peppiniello.
Questo signore merita una presentazione importante:
Zii Peppiniello ha 91 anni e a differenza di altri personaggi illustri del Pierino’s Bar, Lui è un cuore solitario, cioè è sempre in disparte e non parla con nessuno. Tutto quello che so su di Lui mi è stato riportato dal Pierino che nutre per questo tenero “vecchietto” una profonda stima e un affetto particolare. Il Pierino lo ha soprannominato “el vecc” perché è serio, posato e saggio. Io non l’ho mai sentito parlare, a me da l’idea di una persona burbera, altera e molto distaccata da tutto ciò che gli accade attorno. Fisicamente è piccolo, per me non supera l’uno e sessanta, con una corporatura robusta e con un collo tozzo. Il viso particolarissimo: naso camuso, zigomi sporgenti, fronte alta e nonostante l’età la capigliatura è folta e naturalmente completamente grigia. Gli occhi non li ho mai visti perché porta sempre, sempre e ancora sempre degli occhiali da sole ben ancorati su delle orecchie un po’ em em un po’ tanto a…, due belle orecchie insomma! Quello che so sulla sua vita è questo: Zii Peppiniello si trasferisce da Foggia a Milano in tenera età, a circa 18 anni, diciamo per motivi di ordine pubblico, si diciamo così và. Dopo varie peripezie e dopo una guerra alla quale, malgrado la sua riluttanza partecipa, e dopo essere stato ancora attore per vari motivi di “disordine pubblico” Zii Peppiniello approda al mio paese e qui vi risiede sino ai giorni nostri senza recare nessun disturbo ad alcuna persona o a cose. Ha fatto il guardiano per una vita, (chi meglio di lui poteva curare l’ordine pubblico e/o privato?) alla Grundig dove proteggeva con zelo impressionante (così dice il Pierino, non proprio con le stesse parole) i preziosissimi televisori, simbolo del boom economico degli anni sessanta. Dopo la pensione e dopo la morte prematura dell’amata Sigrid, della quale nessuno conosce alcunché, Zii Peppiniello ha continuato a vivere da solo nella sua casa curandosi di tutto personalmente: le pulizie, il cucinare, la spesa…
Sto cercando di rompermi un dente masticando la crostata quando sento una mano che afferra il mio avambraccio e contemporaneamente una voce che dice:”buon giorno” istintivamente ripeto:”buon giorno a lei” mi giro verso questo gentile ometto tutto curvo su di se e lui inizia a parlarmi:”noi non ci conosciamo,piacere io mi chiamo Giuseppe e per tutti sono Zii Peppiniello” così dicendo allunga verso di me la mano. Io gliela stringo e mi presento a mia volta:”piacere mi chiamo Giuliano” (ma che forza ha nelle mani questo uomo?). “Senta, io so dal Pierino che lei è un professore e quindi è una persona discreta, di cultura e di larghe vedute”. Lo guardo attonito e rispondo:”mi scusi non ho capito!”. “Si voglio dire Lei è una persona della quale ci si può fidare”. Mi sembra di essere in un film dove un imprecisato agente segreto di un imprecisato paese nemico cerca un contatto per vendere o per comprare delle informazioni. Sto al gioco e rispondo:”certo ci si può fidare, mi scusi ma per fare che?” Alla discussione partecipano come uditori la Mariuccia e il Pierino, sono li aldilà del bancone e seguono ogni mossa ed ogni parola mia e di Zii Peppiniello. Il film continua: “Come lei sa, io ho fatto la guerra! La seconda guerra mondiale!” Sembra che sulla parola guerra l’uomo si metta sull’attenti e diventi più alto. “Si lo so che Lei ha partecipato alla seconda guerra mondiale, ed io in cosa posso esserle utile?” cerco di abbreviare il tutto perché ho un appuntamento con l’autobus per Mantova. “senta professore io sono ricercato per diserzione, di-ser-zio-ne (mentre ripete diserzione si guarda in giro in modo circospetto e da dietro al bancone parte un coretto di OHHHH) ha capito bene?Io Non voglio che sulla mia lapide ci sia scritto:-qui giace Giuseppe Carusi il disertore!E Lei mi deve aiutare a fare domanda di rientro alla normalità…”. “Diserzione?Per la seconda guerra Mondiale? Ma sono passati più di cinquanta anni…questo reato sarà caduto in prescrizione…Lei non deve temere nulla ormai…stia tranquillo nessuno la ricerca più…stia tranquillo…” Il momento è difficile Zii Peppiniello guarda il Pierino, il Pierino guarda me, io guardo Zii Peppiniello e la Mariuccia ci guarda tutti…un “impasse” o meglio uno spasso. Riparte il film… Zii Peppiniello riprende la parola : “Pierino questo qui non è il nostro uomo…di queste cose non se ne intende…” L’agente segreto 2 alias: Pierino, scrolla la testa fa una faccia di compatimento e rivolgendosi a me dice: “professor me dispias dighel ma lu -di legge- el capiss un acca”. Guardo la Mariuccia, cerco in lei comprensione e approvazione…ma anche Lei ha stampato in fronte un senso di delusione…esco dal film o meglio esco dal Bar con la convinzione che se il Pierino’s bar non ci fosse bisognerebbe inventarlo…sorrido…è una bellissima mattinata di Marzo e…tutti a Mantova.

18 marzo 2008

L'ECCELLENZA

STORIELLA:
per i greci l'eccellenza era la virtù più importante. Ciascuno nella sua arte doveva prodigarsi per raggiungere la perfezione. Per tutti il periodo più bello è quello della ricerca della propria eccellenza, quando senti nascere qualcosa di cui tu stesso sei stupito.Oggi però la spinta all'eccellenza viene ostacolata da una pedagogia che punta sulla facilità, la mediocrità e l'improvvisazione.Col risultato che i ragazzi non hanno informazioni sistematiche, non sanno concentrarsi e non sanno argomentare. Mentre quelli che vorrebbero una scuola rigorosa vengono osteggiati...ma con la banalità e la mediocrità non si va avanti...