18 febbraio 2007

STORIE DA BAR SPORT 6

IL PIERINO'S BAR ISOLA DI LIBERTA'
Sono seduto ad un tavolino del Pierino's Bar e sono al quinto minuto di lettura della "Gazza" (per i non addetti la Gazza è La Gazzetta dello Sport), nessuno al Pierino's Bar può appropriarsi della Gazza per più di dieci minuti, quando entra nel Bar l'Alberto. Il Pierino, vedendolo più euforico del solito, lo accoglie con una delle sue frasi di benvenuto: "uè Berto (così lo chiama lui) in cò rumpum minga i bal che le no giurnada! (più chiaro di così!). "Tranquillo Pierino devo solo comunicare una novità al mio pubblico". Il Pierino è irritato e risponde:"muccala, muccala paiasc!". L'Alberto è particolarmente antipatico al Pierino anzi non lo sopporta proprio. L'Alberto è un tipo strano (e chi non lo è al Pierino's Bar), è sempre vestico nello stesso modo: scarpe da ginnastica bianche (almeno una volta lo erano); Jeans scoloriti quasi lisi con macchie disposte in ordine sparso; camicia a quadrettoni tipo tovaglia della nonna, sulla quale le macchie dei pantalono hanno la loro naturale evoluzione; sopra alla stessa indossa un cardigan di color bleu scuro di pura viscosa sul quale non si rilevano macchie (miracoli del sintetico scuro). Ma il pezzo forte è il soprabito corto di color beige tendente al grigio sporco che sia in inverno sia in estate lui non toglie mai! L'Alberto dice che fa molto tenente Colombo, il Pierino dice che fa molto "Pirla". L'Alberto, pur avendo quasi quarant'anni, è ancora uno studente universitario. Il Pierino anche su questo ha la sua da dire:"il Berto el fà el mestè de4l michelas el magna el bev el vaà a spass". Ma vediamo di approfondire la conoscenza dell'Alberto e di andare "sotto la corazza" dei suoi abiti (credo proprio che ormai i suoi abiti si siano fusi con il suo corpo e formino oramai una corazza inamovibile). L'Alberto è la disperazione dei suopi poveri vecchi. E' iscritto all'ennesimo anno fuori corso alla facoltà di architettura, vive di espedienti e i suoi genitori gli passano un mensile per i suoi innumerevoli vizzi. Un vero incosciente! "Un BARBA" come direbbe il Pierino con una sola parola. Ma torniamo alla notizia bomba:"Uè bagai(che in briazolo vuol dire: ei ragazzi) la notizia che vi stò per dare è una primizia l'ho appena sentita alla sala scommesse (Ecco uno degli espedienti dell' Alberto: fare e ricevere scommesse) e sono venuto al bar a comunicarvela" . Tutto il bar ammutolisce, si sente solo la radio del Pierino che in quel momento da le previsioni del tempo. L'Alberto ripete: "Oh è una bomba", il Pierino comincia a muovere il seggiolino ne parte con una dellle sue frasi: "Se te la finisset no te ciapi a scarpà in del cù!". "Calmo calmo Pierino adesso parlo" pausa "Oh, pausa, aprono un SEXY SHOP in paese!". Finite le previsioni del tempo alla radio trasmettono la canzone di Giorgio Faletti: "Minchia Signor Tenente". La notizia è davvero una bomba! nel bar cala un silenzio profondo. Anche la radio si è presa una pausa e trasmette solo un brusio. Il silenzio è interrotto dalla vocina della Mariuccia che chiede: "E cusa l'è il SESSI SOP?" (BEATA INNOCENZA). Il Pierino la guarda malissimo e la Mariuccia a bassa vocs ribadisce: "Ho capì le roba da homen, mi a vo de là".
Si apre la discussione e prende la parola l'Enrico definito il sessuologo cioè l'esperto dell'argomento sesso. Questo perchè fa l'infermiere al reparto ginecologia e ostetricia dell'ospedale cittadino. Quindi in qualsiasi discussione, dove compaia la parola "sesso" lui entra in gioco e dice la sua autorevole opinione. Questa volta è lapidario: "Per me l'apertura di un SEXY SHOP in paese è espressione di civiltà!". Bè la dichiarazione era una di quelle pesanti e soprattutto era di quelle che nessuno avrebbe mai compreso fino in fondo al Pierino's Bar. Io decido di starmene fuori da qualsiasi discussione e riprendo a leggere la "gazza" ma con le orecchie bene aperte.
"Ma che cavolo stai dicendo?!" prende la parola di prepotenza il Gerry "L'apertura del SEXY SHOP sarebbe la più grossa porcata che si poteva fare in questo paese!".
"Ha parlato il bachettone", replica l'Enrico.
"E' la gente come te che fa del sesso alla propria ragione di vita che è la rovina del mondo!", rinforza il Gerry.
Il Gerry è fuori dalle grazie, alza la voce ed è diventato tutto rosso. L'Enrico invece rimane seduto al proprio posto tutto tranquillo e replica pacifico:" Caro il mio gerry è vero che io faccio del sesso la mia ragione di vita, ma è anche vero che io pratico quello reale e non quello virtuale come te...." Ecco la goccia che ha fatto traboccare l'acqua dal vaso!. Il Gerry si scatena: "Sai cosa sei tu Enrico, lo sai ? Sei un puttaniere un PUTTA-NIERE". L'Enrico non si muove di un passo e risponde seraficamente : " Be se io sono un puttaniere tu sei un SE-GA-IO-LO".
Il Gerry non ci vede più e parte in quarta cercando di avventarsi contro l'Enrico.
A questo punto lo sgabello cade!! Il pierino esce dal bancone e si mette tra i due e a muso duro dice:" A mi minteressa no del sessi-sciop, quel che mi minteressa le che al me bar ognun el poda dì la sua idea in libertà sensa metes i man a dos! A vi capì o no?".
Abbasso il giornale guardo Pierino il quale tutto soddisfatto mi fa l'occhiolino.
Il Pierino's bar Isola di Libertà. Non ci avevo mai pensato. Pierino sei come al solito un grande!.

12 febbraio 2007

UN NUOVO CALCIO

UN NUOVO CALCIO
Siamo tutti concordi nel ribadire che il gioco del calcio a livello giovanile ha come scopo, se giustamente dosato, quello di aiutare la crescita armoniosa del corpo e favorire il contatto con l’ambiente naturale; educare al rispetto delle regole e alla lealtà verso gli avversari; dare la misura dei propri limiti aiutando a migliorare attraverso l’esercizio e la volontà; consentire la realizzazione e aumentare la gioia di vivere ed infine svolgere una parte non indifferente nell’educazione alla socializzazione, poiché rappresenta una realtà nella quale i giovani oltre ad incontrare altri giovani incontrano anche gli adulti con i quali dovrebbero discutere e dialogare a proprio agio.
Tutti d’accordo ? SI? Bene !
Allora qualcuno mi deve spiegare cosa sta succedendo! Cosa non sta funzionando? In che cosa abbiamo sbagliato? Perché questo ambiente sta esplodendo? Genitori che urlano come pazzi! Allenatori che si mettono le mani addosso! Bambini che piangono in un campo da calcio! Basta signori!! Basta!!
Azzeriamo tutto!
Ricominciamo da capo!
Bene, per farlo dobbiamo prima riconoscere gli errori più evidenti che tutti quanti noi abbiamo fatto fin ora:
1. Errore : è stato quello di insinuare nei nostri giovani una mentalità fortemente agonistica, quasi che l’attività calcistica fosse solo finalizzata al risultato e non al gioco per il piacere di giocare o di imparare a giocare a calcio;
2. Errore : l’organizzazione di tutta l’attività giovanile è stata realizzata ad immagine e a somiglianza al calcio degli adulti. Questo ha fatto si che tutte le componenti dell’ambiente (genitori, tecnici, giocatori, dirigenti) pensassero ad una stretta relazione tra il calcio buisness-spettacolo e il calcio giovanile;
3. Errore : la mancanza di un progetto di formazione a livello nazionale che non fosse legato solo all’aspetto tecnico ma prendesse in considerazione la personalità in toto dei nostri giovani;
4. Noi allenatori di settore giovanile siamo stati poco rappresentati nella stanza dei bottoni, cioè abbiamo avuto sempre poco peso nelle decisioni importanti riguardanti il movimento calcistico.

Per ricominciare ed impostare un NUOVO CALCIO dobbiamo ritrovarci, dobbiamo vederci, dobbiamo parlare tra di noi ed esprimere le nostre opinioni su come ricondurre il gioco del calcio al gioco bellissimo che ognuno di noi praticava negli oratori o nei campetti di periferia. Dobbiamo ridarci il gioco del calcio che serve a formare e che serve a farci star bene insieme, che ci insegni a cooperare e non a litigare dove la dicitura FAIR PLAY non sia solo la denominazione di un torneo ma sia un vissuto condiviso da tutti i protagonisti .
Dobbiamo infine restituirci un gioco che trasmetta conoscenze, aspirazioni, norme, convinzioni, valori e comportamenti creando un clima che induca i praticanti ad usare tutto questo secondo le proprie attitudini. Chi scrive crede che lo sport mantenga tutto il suo intrinseco valore quando è una scuola per la vita, quando è orientato e paragonato alla vita, quando è in funzione di essa.
Partendo dall’analisi degli errori commessi, tutti insieme possiamo lavorare per evitare che questi si ripetano e si possa così giocare con un nuovo mezzo educativo.
Personalmente sono disposto a lavorare per un NUOVO CALCIO e voi?

07 febbraio 2007

IL CALCIO MOMENTO DI LIBERTA'

IL CALCIO : UTOPIA DI LIBERTA’

A volte l’insegnamento viene dai più deboli

Giulio… Giulio… ti-ti-tiro io…
No Antonio non puoi tirare sempre tu… questa volta facciamo tirare qualcun altro…
DAI DAI GIULIO fammi calciare la punizione…
Ma… ma … ma si Antonio tira tu dai…forza vai…
Disarmante quello sguardo, come fare a dire no ad Antonio… un disabile di trentacinque anni ospite dell’istituto SACRA FAMIGLIA di Cesano Boscone e facente parte della squadra di calcio disabili della Fondazione.
Antonio ha un fisico possente è alto 190 cm e pesa 100 kg di ruolo attaccante di sfondamento e in possesso di una “LEGNATA” che il più delle volte fa finire la palla aldilà della porta superando la rete di recinzione e finendo, passando sopra il muro di cinta, nel caseggiato adiacente al campo da calcio. Tutte le volte che c’è una punizione dal limite dell’area il vocione di Antonio sovrasta tutti proponendosi come esecutore dell’azione. Tutti gli altri “ragazzi” (uomini dai 25 ai 40 anni ospiti dell’istituto) non ci provano nemmeno a rivendicare diritti sul voler calciare la punizione, sanno che Antonio ci tiene e nessuno fiata. Tutti sanno anche che la palla si perderà nel caseggiato e il gioco si interromperà per alcuni minuti ma nessuno fa capricci, per Antonio è importante ed è giusto che tiri lui!
Dovreste vedere Antonio… senza dire una parola si impossessa della palla, la posiziona sul punto di battuta, prende la rincorsa e…gli altri tutti li a guardare in religioso silenzio e a fare coraggio ad Antonio, tutti con Antonio e per Antonio,tutti sperano per lui… solidarizzano con lui… Io mi guardo attorno… è un momento magico tutto si ferma, il tempo e lo spazio si stringono attorno a noi… in quel momento ci sentiamo una squadra, ci sentiamo un gruppo coeso e unito nell’utopia della normalità. In quel momento sento crescere dentro di me una forza nuova, la speranza che il calcio possa aiutare Antonio e i suoi compagni a vivere emozioni e sentimenti di uomini liberi… dai Antonio questa volta la palla verrà colpita in modo e nel punto esatto, con la parte giusta del piede e si insaccherà nella rete gonfiandola… Antonio si muove… tutti a trattenere il fiato… occhi sbarrati… mascelle serrate… le mani si cercano quasi a congiungersi… LA CORSA DI ANTONIO E SCOORDINATA QUASI LATERALE… il pensiero che mi frulla nel cervello è: se fa gol questa volta gli corro incontro lo abbraccio e lo bacio sulla fronte… ULTIMI TRE PASSI ANTONIO APPOGGIA IL PIEDE PORTANTE CHIARAMENTE IN ANTICIPO DI ALMENO MEZZO METRO, L’ARTO CALCIANTE OSCILLA, IL PIEDE COLPISCE LA PALLA E… i ragazzi che erano stati in silenzio sino ad allora si uniscono in un coro che esibisce un suono del tipo : boom… Antonio con il viso sfigurato segue con lo sguardo la palla che vola e vaga in cerca di una destinazione… tutti a guardare, tutti di nuovo a sperare, tutti di nuovo assieme e nell’utopia…
Sii-noo-maaaa la palla ancora aldilà della porta, sopra la rete scavalca il muro di cinta eee finisce nel caseggiato… ci si guarda… MI GUARDA… mi osservano tutti… tocca a me… che dire? che fare?... corro verso Antonio lo abbraccio lo stringo forte, sento che lui ricambia mi stringe mi solleva ed esulta come se avesse segnato… e comincia ad urlare GIULIO GIULIO POSSO CALCIARE LA PROSSIMA PUNIZIONE?? Prima di rispondere vorrei che mi lasciasse, vorrei riacquistare quella sicurezza che solo i piedi per terra ti possono dare; ma Antonio questo lo sa o meglio lo sente e non molla la presa e la mia risposta scontata è: VA BENE ANTONIO LA PROSSIMA LA CALCI TU… ma ora lasciami… tutto contento mi lascia e…
--- penso che il calcio può essere anche questo un momento di ordinaria normalità o meglio l’utopia di una fugace normalità…---
E tutti assieme andiamo a cercare il pallone perso nel caseggiato…

“l’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi e si allontana di due. Cammino di dieci passi e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile e allora a cosa serve l’utopia? A questo: SERVE PER CONTINUARE A CAMMINARE”
O. GALEANO

g.rusca

IL TIRO IN PORTA

Il tiro in porta

Tutti i giocatori in campo devono poter concludere i loro attacchi con successo. Ciò presuppone che essi dispongano di una buona tecnica e un’alta precisione di tiro. Dobbiamo comunque essere consapevoli che per segnare le reti il giocatore necessita di ben altre qualità, tra cui troviamo per esempio il rapido intuito della possibilità di tiro, il piacere di poter decidere, come pure il coraggio e la fiducia nelle proprie capacità.
Durante la loro formazione i giocatori apprendono, oltre ai diversi modi di tirare in porta, anche la rispettiva applicazione nelle corrispondenti situazioni di gioco.
I principi metodologici:
· Dal facile al difficile
· Dal conosciuto all’ignoto
· Dal semplice al complesso
· Ripetizione e variabilità

…sono validi anche nell’apprendimento della giusta successione dei movimenti per il tiro in porta, senza comunque dimenticare la relazione con le situazioni di gioco. Con l’inserimento di un difensore, appena il livello di formazione lo permette, otteniamo facilmente delle situazioni simili al gioco reale, ma che devono comunque essere adattate al grado di formazione.
· L’allenamento del tiro in porta deve essere effettuato solo dopo un rigoroso riscaldamento. I tiri in porta richiedono uno sforzo massimo della forza veloce
· In generale l’allenamento del tiro in porta viene effettuato all’inizio della fase principale. I giocatori apprendono meglio la tecnica in uno stato di avvenuto recupero.
· L’obiettivo viene raggiunto solo tramite una perfetta pianificazione e organizzazione. Nessun tempo morto in attesa all’esercizio successivo.

Esercizi per il tiro in porta:
1. tiro in porta dopo la guida della palla: descrizione – i giocatori conducono la palla attorno ai cinesini. In un’area di tiro delimitata effettuano dei tiri nei punti prestabiliti e con le parti dei piedi prestabilite. La porta è protetta dal portiere.
2. tiro in porta dopo un passaggio. Descrizione --- due giocatori che si trovano ai lati della porta, effettuano a turno dei tiri in una zona delimitata. L’attaccante che riceve il passaggio in diagonale conclude a rete. A) dopo un controllo B) direttamente dalla zona tiro
3. tiro in porta dopo un controllo e la guida della palla. Descrizione --- passaggio da A verso E. E riceve la palla, lo conduce e tira dalla zona prestabilita. Dopo il passaggio A corre attorno ad un cinesino, controlla il passaggio effettuato dall’allenatore conduce la palla in zona tiro e conclude a rete. In seguito A corre attorno al secondo cinesino, controlla il passaggio effettuato da B, conduce il pallone in zona tiro e conclude a rete.
4. tiro in porta dopo aver superato un avversario. Descrizione --- il difensore difende la sua porta larga 10 metri. Egli può muoversi solo lungo la linea di porta. A turno gli attaccanti superano con il pallone il difensore e tirano in porta dalla zona delimitata.

06 febbraio 2007

IL MIO PROSSIMO LAVORO IN UN CD

GUIDA PRATICAPER INSEGNAREIL GIOCO SPORTCALCIO
ESERCIZI
GIOCHI / GIOCHI A TEMA
SITUAZIONI SEMPLICI
PER INSEGNARE IL GIOCO-SPORT CALCIO NELLE FASCE D’ETA’ 6-7 8-10 ANNI
PICCOLI AMICI
-Giochi per il consolidamento degli schemi di base.
-Giochi per l’apprendimento delle tecniche di base.
-Giochi per costruire il saper giocare individuale.
PULCINI
-Esercizi per il consolidamento e per il potenziamento degli schemi motori di base.
-Esercizi per l’apprendimento e il consolidamento delle tecniche di base
-Situazioni semplici per la formazione del saper giocare individuale difensivo e offensivo.
-Giochi a tema per la formazione del saper giocare collettivo difensivo e offensivo.

PROVE VALUTATIVE
-Prove per la valutazione della coordinazione inter - segmentaria.
-Prove per valutare la tecnica di base.
-Prove per valutare il saper giocare individuale.

I TESTS MOTORI PER BAMBINI DAI 6 AI 10 ANNI

Non sono un estimatore dei test motori per questa età, cosciente del fatto che spesso i risultati possono essere condizionati da situazioni emotive del momento.
Un altro pericolo è quello di formulare giudizi rigidi nei confronti del bambino tanto da influenzare il rapporto adulto bambino adattandolo ad un giudizio che io considero alla stregua di una fotografia istantanea e quindi come tale sicuramente insufficiente ad illustrare una realtà tanto complessa e dinamica.I n alcuni casi addirittura il risultato del test viene utilizzato come alibi de3lle difficoltà di apprendimento da parte del bambinoi ed esclude la possibilità di una visione critica dell'azione educativa dell'istruttore. Avere, comunque , la possibilità di valutare oggettivamente le capacità del bambino potendone rilevare la corrispondenza, la precocità o il ritardo all'età cronologica può essere considerato un buon mezzo conoscitivo. Non ultimo vantaggio offerto dalle prove che successivamente proporrò può essere quello di offrire spunto per attività che in molti casi sono possibili direttamente al campo e con materiale facilmente reperibile.

05 febbraio 2007

ESSERE ALLENATORI DI SETTORE GIOVANILE


Lavorare con i giovani significa assumersi grandi responsabilità. Chiunque si occupi della loro formazione culturale e sportiva, non può esimersi da un costante aggiornamento che gli permetta di trasmettere efficacemente competenze e condividere valori.

RUBRICA: FRASE DEL MESE -FEBBRAIO-

BRAVO E' QUEL MAESTRO CHE INSEGNANDO FA NASCERE NELL'ALLIEVO UNA GRANDE VOGLIA DI IMPARARE.

A. Graf

02 febbraio 2007

STORIE DA BAR SPORT 5

LA SCIURA TERESA
"Professur ma lù el ga tegn all'Inter? Che pecaa in sci un brau fieu!"
Questa era la frase di benvenuto, con la quale la signora Teresa, o meglio la Sciura Teresa mi accoglieva al Pierino's Bar. Il sorriso che accompagnava questa frase era ironicamente disarmante. La mia risposta, sempre la stessa cioè:"SEMPER FIDELIS" la divertiva e le piaceva. Un concetto che lei aveva fatto suo per tutta la sua vita e che applicava anche per il tifo alla sua squadra del cuore: la Juventus. Era una tifosa accanita! Si ricordava tutte le formazioni e i risultati che la Juventus aveva realizzato nei campionati di serie A. Mi ricordo di una scommessa fatta tra Lei e il Pierino; il quale sosteneva che la Juve avesse realizzato un certo numero di vittorie consecutive in campionato, mentre la Sciura Teresa sosteneva ne avesse fatto un altro. Naturalmente la scommessa la vinse Lei ed il Pierino, quel giorno, a malincuore, dovette offrire aperitivi a tutti clienti del Pierino's Bar. La Sciura Teresa era una persona splendida. Aveva un viso aperto, luminoso e sempre sorridente. I capelli li portava sempre raccolti dietro la nuca, e formava con gli stessi un signon che ingentiliva con un nastrino vellutato di colore nero. I suoi occhi azzurri come il cielo quando è terso, infondevano fiducia e simpatia. Vestiva in modo semplice ma elegante. Quando parlava ti guardava sempre dritto negli occhi e la risposta oltre che sentirla la verificava dalle tue pupille. Quando era al Bar era sempre seduta allo stesso tavolino, quello vicino al finestrone che dava sulla strada statale. Il Pierino quel tavolino lo teneva prenotato tutti i giorni dalle 14.00 alle 16.00 solo per Lei. In quelle ore nessuno poteva sedercisi, se non espressamente invitato dalla Sciura Teresa. Lei ogni giorno arrivava al Bar verso le 14.00, salutava il Pierino (solo Lui) e si dirigeva verso il Tavolino, si sedeva e cominciava a dispensare pillole di saggezza.
Un giorno, dopo la solita battuta sull'Inter, mi fece cenno di accomodarmi al suo tavolino. Mi sentii inoroglito da questa sua scelta e velocemente mi sedetti al suo cospetto. Fece un altro cenno, questa volta verso il Pierino, il quale annuì e a sua volta disse alla Mariuccia:"El solit al Taulin della Sciura Teresa". Il solito voleva dire: Tè e biscottini! Avrei dovuto bere il Tè e gustare i biscottini della Mariuccia, era il pegno che doveva pagare chi si sedeva al Tavolino della Sciura Teresa! Mentre sorseggiavo quella BRODAGLIA e sgranocchiavo quei pezzi di CARTONE chiamati inomignosamente BISCOTTINI, mi chiedevo il motivo di quell'invito. Perchè la Sciura Teresa voleva conversare con me?!
"Professore lei insegna vero?" mi chiese a bruciapelo. "Certo" risposi. "professore ho una curiosità che forse lei può soddisfare". "Mi dica signora se posso più che volentieri" ero in ansia! Andò al dunque:"Sono curiosa di sapere come sono i giovani d'oggi, in che cosa credono, quali sono i loro sogni e quali sono soprattutto i loro valori?" Queste domande mi sorpresero, la Sciura Teresa aveva OTTANTACINQUE anni e si, e mi domandava dei giovani d'oggi. "Perchè le interessano i giovani d'oggi signora Teresa?" La mia risposta la innescò, nel senso che Lei iniziò a parlare in modo così lucido ed articolato che ricordo ancora oggi a distanza di mesi quello che mi disse:"Caro il mio professore i giovani d'oggi sono il nostro futuro, sono la nostra speranza, sono il segno della nostra IMMORTALITA' umana!" RImasi stordito e bloccato in tutte le mie funzioni vitali. Il Tè, senza più controllo, prese le vie respiratorie e si portò appresso un pezzettino di "cartone"(alias biscottino). Mi ripresi con un colpo di tosse che fece partire una pallottola composta da Tè-biscotto-saliva che colpì una piccola pianta grassa in modo così potente da fare strike nel senso che cadde la pianta con tutto il vasetto. Ci guardammo negli occhi e cominciammo a parlare delle speranze, dei sogni e dei valori dei giovani d'oggi e assieme concordammo che bisognava aver fiducia nelle nuove generazioni e sul futuro del mondo! Lasciai il Pierino's Bar con la voglia di abbracciare il mondo rimanendo allegro e positivo per tutto quanto il giorno.
OGGI sono entrato al Pierino's Bar e come tutti i giorni da quel giorno ho guardato verso il Tavolino della Sciura Teresa. C'era il vuoto o meglio c'era una pianta: una camelia! Mi hanno detto che la Sciura Teresa se ne è andata. L'hanno trovata questa mattina nel suo letto, era sorridente e vestita a festa. Si era preparata per l'appuntamento con l'amica morte (come la chiamava Lei). La SCIURA TERESA non c'è più e il Pierino ha tolto da sotto il finestrone anche il Tavolino! Al suo posto ha messo una camelia e sul vaso una targhetta d'argento con su scritto: ALL'IMMORTALITA'.
SCIURA TERESA SARAI SEMPRE CON NOI AL PIERINO'S BAR!! ADDIO

23 gennaio 2007

LA CHIAVE DELL'OTTIMISMO


Nessun pessimista ha mai scoperto i segreti del cosmo, o navigato in mari inesplorati o schiuso nuove porte al genere umano.


Helen Keller

22 gennaio 2007

STORIE DA BAR SPORT 4

Sono, come tutti giorni verso le 14.00, al Pierino's Bar e stò sorseggiando il solito caffè. La radio, sempre accesa, sta diffondendo le note e le parole della canzone di Marco Masini: "ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei anche se fossi un gay...". Quando nel bar entra LEI la Carmen! Il bar si blocca, tutti ad osservare, scrutare e a spogliare con gli occhi la dea della femminilità. Eh si la Carmen è una donna di prorompente femminilità. Una donna che ti scatena il testosterone riportandoti a galla i pruriti adolescenziali, insomma la Carmen risveglia il maschio che è in TE!
Ma cerchiamo di descriverla questa donna speciale. Il problema è da dove iniziare. La cosa più ovvia è elencare i suoi dati anagrafici: ha trent'anni circa, è alta un metro e settanta circa, è nubile forse ed è di nazionalità Italiana di sicuro. Sono un disastro nelle descrizioni femminili, sono un disastro nelle descrizioni! Ma ricominciamo e vediamo di rendere un pò più creaticva la descrizione. Ok! Allora la Carmen prima di vederla la senti! Ha un passo deciso sembra che cammini su di una passerella di vetro e oltre a sentire i suoi tacchi picchiettare sul pavimento il suo arrivo è annunciato anche dal suo profumo! Questo ha una fragranza particolare che inebria l'olfatto e ti manda in tilt. Stò esagerando? Si stò esagerando! però così rendo un pò di più l'immagine della Carmen! Proseguiamo! Dai piedi lo sguardo cade subito sulle gambe che sono lunghissime e bellissime e messe sempre in risalto da minigonne oserei dire "inguinali". Il giro vita è da bambola Barby. Il seno, mi stanno tremando le mani, è, diciamo, esuberante, una quarta per capirci. Il viso poi è un ovale perfetto! Su di esso la natura si è divertita ad incastonare degli optional favolosi! Capelli rossi (da accarezzare), occhi azzurri (nei quali annegare), un nasino alla francese (da strofinare) e labbra rosse sulle quali MORIRE!!
E' BELLISSIMA!!
Dopo aver acquistato le sigarette la Carmen esce dal bar! A questo punto parte un coretto intonato dal Salvatore e dal Giovanni che riprende la canzone di Masini: "ti vorrei, ti vorrei dentro ai jeans. Ti vorrei, ti vorrei, ti vorrei che non ne posso più. Ti vorrei, ti vorrei..." Un vocione sovrasta il coretto. è il Pierino che stronca ogni velleità canora dei due con una delle sue frasi:"Uè basta! Chi sem minga a SanRemo!!" Ma il capitolo Carmen è appena iniziato. Infatti i commenti ad alta voce si sprecano: "che dona, che dona...mi per quela lì lasaria anca la Ruseta" dice il Giacomo. Gli fa eco il Pasquale che entra in scena con un prepotente:"minchia che fimmena! tutta bona iè da lu capo a lu pidi!". Il più originale comunque è il Gennaro che dice:"chilla femmena mi mette in testa sogni porcografici..."(impagabile definizione).
E ora signori è arrivato il momento dell'intervento dell'esperto di...donne: il ROBERTO! Il Roberto è un signore sulla settantina, sempre vestito bene con giacca e cravatta. Alto circa un metro e novanta, capelli brizzolati tagliati corti e ben tenuti, mascella squadrata, labbra carnosce e sorriso accattivante, un tipo da Soapopera(tempo fa!). Lui dice di aver girato mezzo mondo e di essere stato con donne belle e affascinanti di ogni estrazione sociale! Ora passa tutto il giorno al Pierino's Bar, consumando solo un bicchierino di anice, che non paga lui ovviamente, raccontando storie mai vissute e forse lette in romanzi rosa. Famosa è quella della sua love story con una nobildonna Russa(ma questa è un'altra storia che forse un giorno vi racconterò). Torniamo alla nostra! E' il Giovanni che pone la fatidica domanda:"ma te Roberto cosa ne pensi della Carmen?"
SILENZIO ASSOLUTO PARLA L'ESPERTO DI...DONNE!
Il Roberto non si fa pregare, anzi non aspettava altro, e parte:
"La Signorina in questione è estremamente interessante! Per le sue misure oserei un 90-80-100, quindi reputo che vi sia un'abbondanza di fianchi ed una esagerazione di seno che nel contesto però non ci sta male. Il viso è gradevole tendente al bello. La gamba lunga è sinonimo di volubilità, nel senso che la signorina è un'amazzone che ama cavalcare puledri di razza! Il capello rosso e ondulato attira il maschio virile. Donna da uscita serale con cena a lume di candela. Per far colpo su di lei il cavaliere deve indossare un vestito gessato bleu con camicia tassativamente bianca chiusa al collo con una cravatta regimantal dai colori bleu-azzurra. scarpe di vernice obligatoriamente nere!" L'attenzione è al massimo livello e nel silenzio più assoluto sento la "vocina" del Pasquale che stà sussurrando al Salvatore una considerazione sul Roberto:"minchia quante ne sa sulle donne sto cristiano! Tengo un'individia (dice proprio così) incredibbile, lo starei addascultari per uri e uri!" In effetti il Roberto parla del gentil sesso come un esperto metereologo parla del tempo di fronte alle telecamere: è preciso, esauriente e puntuale!
E puntuale arriva il commento del Pierino al commento del Roberto:"Quanti parol inutil per dì che la CARMEN L'E' UNA BELLA QNOCCA!!" Il PIERINO è smpre preciso, esauriente e come al solito COMPETENTE!!

19 gennaio 2007

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 8

106. "Con i compagni, con i compagni, giocala con i compagni" allenatori ad un proprio allievo di 13 anni, il quale rispondeva a tono:"e con chi la devo giocare mister?" SENZA PAROLE!
107. "Stai alto Giovà, stai alto Giovà" alenatore ad un proprio allievo di 14 anni. Quanto alto un metro, due metri oppure tre? Bisognerebbe dotare l'allievo di un altimetro;
108. "Voi siete nati nella barbagia per questo non sapete soffrire" allenatore durante l'intervallo di una partita alla propria squadra di giovanissimi che stava perdendo. Se i suoi allievi fossero nati veramente in Barbagia saprebbero cosa vuol dire: sofferenza! L'allenatore comunque non sa quale differenza ci sia tra Barbagia e cotone idrofilo.
109. "Si arbitro oggi sono arrivati i Re Magi: Oro, Incenso e ...Rigori" allenatore all'arbitro dopo che questo aveva assegnato alla squadra avversaria due rigori.Spiritoso e sarcastico, ma come dargli torto?
110. "Dai, DAI, DAI, DAI..." allenatore per incitare la propria squadra di giovanissimi. Verrebbe voglia di completare la frase con un:"...dagli una spinta...dagli una spinta..."
111. "Oh ma cosa continui a tirare, cos'hai la tiroide?" allenatore ad un proprio allievo di 13 anni dopo che questo aveva tirato in porta per la terza volta per la terza volta consecutiva. Be la tiroide il bambino ce l'ha di sicuro è l'allenatore che non ha un vocabolario;
112. "Oh... oh...se la davi li non la volevi dare là..." allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Non riusciamo a capire! Ma se la dava là lui sarebbe stato zitto lì? Ma?!
113. "si si per vedere un tuo gol quest'anno andiamo tutti quanti a chi l'ha visto" allenatore ad un proprio giovanissimo di 14 anni. E "a chi l'ha visto" trovavano lui che stava cercando se stesso;
114. "Voi tre scaldatevi entrambi" allenatore ai componenti della propria panchina (14 anni). Non si è alzato nessuno, si sono buttati per terra ridendo come matti...
115. "Si si giochiamo per sperare..." allenatopre alla propria squadra di esordienti. Sperare di fare che? che l'anno prossimo la squadra cambi allenatore? Speriamo per loro...
116. "Dobbiamo giocare come i BIGGHI" allenatore alla propria squadra di giovanissimi durante l'intervallo. I ragazzi domandarono:"mister ma chi sono sti BIGGHI?". Il mister rispose:"i campioni sono i Bigghi, ignoranti che non siete altro". Loro sarebbero gli ignoranti...lasciamo perdere...
117. "In profondità, in profondità devi giocarla in profondità!" allenatore ad un proprio allievo di 13 anni. Allenatore istruttore SUB
118. "Arbitro giochiamo a calcio non a calcioni" allenatore all'arbitro dopo l'ennesimo fallo della squadra avversaria. Spiritoso ma intempestivo ed espulso
119. "Allarga tutto, allarga tutto Antò ti ho detto di allargare tutto" allenatore ad un proprio allievo di 14 anni. L'allenatore forse soffre di claustrofobia
120. "Fabio Il calcio non è per signorine" allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni. L'allenatore si è sbagliato doveva dire:"Fabio il calcio non è un gioco per sole signorine..."

16 gennaio 2007

RACCOMANDAZIONI AI GENITORI

NON SEI TU L'ALLENATORE!

Il comportamento del genitore nei confronti del proprio figlio, che pratica il gioco sport calcio, è di notevole importanza per l'entusiasmo che quest'ultimo riverserà nello svolgere l'attività stessa e per i risultati tecnico-educativi che il bimbo potrà ottenere in futuro. Per questo motivo possiamo ben dire che non è consigliabile una sua intromissione di natura tecnica. Il genitore dovrà infatti rendersi conto che suo figlio ha un bisogno naturale di divertirsi e questo non deve entrare in rotta di collisione con le sue ambizioni. Non è raro che chi un tempo è stato un campione mancato tenda ad opprimere il bambino con aspettative fuori misura, creando così i presupposti di un precoce abbandono dell'attività ludico sportiva. Altrettanto deleterio può essere un atteggiamento critico e rigido in seguito a qualche risultato scadente che inevitabilmente può capitare, perchè sentirsi sempre sotto esame oppure, pegio ancora, il venire estromesso, no giova alla serenità di un piccolo "atleta". Un altro consiglio da dare ai genitori di un giovane calciatore è quello di evitare nel modo più assoluto di fare confronti con altri compagni o avversari. Ogni bambino ha le proprie fasi di maturazione, con tempi molto diversi da soggetto a soggetto, necessarie per passare da uno stadio al successivo. Sarebbe un errore giudicare il bambino per il confronto con gli altri e non in base al suo personale grado di miglioramento. Il genitore, in definitiva, deve partecipare, nel senso di dimostrare interesse per il figlio che pratica 'attività sportiva, senza comunque intervenire in modo invasivo sull'attività stessa e sulle relazioni che il bambino istaura con il proprio allenatore e con i propri compagni.

LO SPOGLIATOIO DI RUSCA ALDINA


Grazie sorellona

09 gennaio 2007

FASCIA 6/8 ANNI - SPEGNERE IL TELEVISORE ED IL COMPUTER

Tra i 6 e gli 8 anni i bambini imparano a padroneggiare abilità come: saltare,calciare, lanciare, rotolarsi, afferrare e a combinare le stesse tra di loro. Anche se a questa età i bambini non sono pronti per le competizioni vere e proprie è giusto proporre a loro attività competitive in forma giocosa. I bambini in questa fascia d'età apprezzano un'attività organizzata come il gioco del calcio. Questo gioco-sport offre, a sua volta, ai bambini molte occasioni per essere attivi, apprendere nuove abilità e ottenere risultati che li faranno sentire sicuramente soddisfatti. Il gioco-sport-calcio a questa età oltre a sviluppare quello che abbiamo elencato deve, in ogni caso, lasciare sempre ampio spazio al divertimento. Il successo non sta nel segnare il gol della vittoria, ma nel fatto che il bambino, che fino ad ora lanciava o calciava il pallone verso il proprio campo è finalmente in grado di lanciarlo o calciarlo in direzione opposta, riuscendo persino a passarla ai propri compagni. Per chiarire ancora meglio il concetto sopra esposto fisseremo alcuni punti che devono stare alla base della costituzione di un'attività alla portata di bambini di 6/8 anni:
  • TUTTI I BAMBINI IN PARTITA DEVONO GIOCARE LO STESSO TEMPO
  • L'ALLEDUCATORE DEVE TENER CONTO DELLE SINGOLE NECESSITA' E CAPACITA' DEI SUOI ALLIEVI
  • IL GIOCO-SPORT-CALCIO E' UN MEZZO E NON UN FINE
  • TUTTI, MA PROPRIO TUTTI, DEVONO RICEVERE LODI PER LA SOLA PARTECIPAZIONE

Questa età è un momento molto delicato dove un fallimento iniziale potrebbe facilmente allontanere definitivamente i bambini dall'attivita' di gioco sport spingendoli verso abitudini sedentarie.

08 gennaio 2007

L'ATTIVITA' FISICA A 6/11 ANNI

Purtroppo a questà età è possibile che i bambini trascorrano più tempo a guardare la televisione o a giocare al computer o alla play station piuttosto che svolgere un'attività giocosa di movimento. In questa fascia d'età, in realtà, sono molto gradite le attività di movimento all'aperto, come il calcio attività ideale per sviluppare le capacità motorie di base, stare con gli amici ed assecondare lo sviluppo cognitivo. Comunque a prescindere dall'ttivitàmotoria preferita, i bambini dovrebbero muoversi tutti i giorni, ciò significa almeno 60 minuti di moto, che deve essere eseguito in modo intenso per almeno 15/20 minuti.
Nei primi anni di scuola, quando i bambini sono particolarmente impegnati ad apprendere le nozioni scolastiche, dovranno scegliere l'attività di gioco sport a loro più confacente. Qui sotto riportiamo dei dati che mettono in evidenza le caratteristiche e le capacità che i vari sport di squadra sviluppano in modo specifico:
sport forza flessibilità coordinazione rapidità resistenza
CALCIO xx x xxx xxx xxx
RUGBY xxx x x xx xx
BASKET x x xx xx xx
PALLAVOLO x xx xx x x

04 gennaio 2007

I BAMBINI IN ETA' 6-11 ANNI


ANNI DI GRANDI CAMBIAMENTI
Tra i 6 e i 12 anni i bambini si staccano gradualmente dai genitori per avviarsi verso l'adolescenza, cercando di crearsi una propria identità, spesso a immagine dei compagni. La crescita fisica prosegue costante negli anni della scuola elementare. In questi anni è essenziale praticare un'attività fisica adeguata. Ora che i bambini i bambini sono più autonomi nuove sfide si impongono a loro. I bambini hanno bisogno, come abbiamo detto, di svolgere con regolarità un'attività fisica e i genitori spesso si affidano alle società calcistiche per soddisfare tale necessità. Da queste prime esperienze può nascere la passione per il nostro sport: il GIOCO DEL CALCIO. E' questo il momento più delicato, perchè un approcio frustrante potrà spingere il nostro bimbo verso una scelta di vita sedentaria. L'avviamento alla pratica sportiva calcistica è utile non soltanto a migliorare la coordinazione e la forza, ma aiuta anche i bambini a sviluppare la fiducia in se stessi e un atteggiamento positivo nei confronti degli altri, favorendo l'autostima. Questo aspetto si rivela essenziale in età scolare, quando i bambini iniziano a osservarsi e a preoccuparsi di non essere uguali agli altri. Il pensiero di essere meno coordinati o atletici rispetto ai compagni può far sentire i bambini fuori posto. Esistono differenti corporature ma indipendentemente dalle caratteristiche fisiche, questo è il momento dove tutti i bambini hanno bisogno della frequente conferma di essere amati.

02 gennaio 2007

RUBRICA: FRASE DEL MESE


GENNAIO
"The difference between genius and stupidity is that genius has its limits"
"LA DIFFERENZA TRA IL GENIO E LA STUPIDITA' E' CHE IL GENIO HA I SUOI LIMITI"
-ALBERT EINSTEIN-

31 dicembre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 7

91. "Dobbiamo difenderci a SPADA-TRACCA"urlo di un allenatore durante una partita di allievi (15 anni). ALLENATORE SPADATRACC...
92. "...ti ha infilato come un pollo..." allenatore ad un propiro allievo (15 anni) dopo che si è fatto facilmente superare in dribbling. Allenatore rosticcere
93. "Ragazzi dobbiamo fraseggiare di più stiamo singhiozzando" allenatore alla propria squadra di allievi (15/16 anni). Allenatore OTORINO-MUSICISTA
94. "Così ragazzi così, stiamo dilagando!!" allenatore alla propria squadra di allievi dopo il secondo gol segnato. Allenatore esagerato che si stà "allarg-dilagando"
95. "Silvio ADDOMESTICA quella palla del ..." allenatore ad un proprio giocatore sedicenne. Allenatore o Addomesticatore? Indubbiamente volgare!
96. "Aggancia la palla e giUocala" allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni. E se agganciandola la bUoca?
97. "Dai RAGA non si vede per niente che oggi giochiamo in casa" allenatore alla propria squadra di allievi (16 anni). Allenatore casalingo
98. " Antonio oggi sei meglio dell'uomo ragno!" allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Allenatore esperto di SuperEroei o meglio "SUPERALLENATOR"
99. "Ragazzi oggi ci troviamo ad occhi chiusi" allenatore alla propria squadra di allievi (16 anni). Allenatore di calcio o di "mosca cieca"?
100. "QELLO LO DEVI FRANCOBOLLARE" allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Non si poteva relegare miglior frase alla numero cento!! Grazie allenatori grazie di esistere!!!
101. "Mettila a cucchiaio" allenatore ad un proprio allievo che stava battendo una punizione dal limite dell'area. Allenatore amico dell'allenatore casalingo!
102. "Ricuci Giorgio, ricuci a centrocampo" allenatore ad un proprio allievo di 15 anni. Ma con tutto il posto che c'è nel centro sportivo sto povero Giorgio deve proprio cucire in mezzo al campo?
103. "Dai imbastiamo questa azione e andiamo..." allenatore alla propria squadra di allievi. Allenatore amico del casalingo ed esperto in sartoria!
104. "Ripiega Alex, Alex ripiega!" allenatore ad un proprio allievo di 16 anni. Allenatore estremamente ordinato e...amico del casalingo!
105. "Sei un CONDOR Davide" allenatore dopo un gol realizzato dal suo giocatore. tutti ci chiediamo: "Sarà un condor pasa?"

23 dicembre 2006

BUON NATALE E FELICE 2007 A TUTTI

LA PACE
Il cielo terso,
la terra rinverdita,
carica di frutti:
tutto questo è buono,
ma la PACE tra gli uomini
è il dono più prezioso.

Testo di una ballata SIOUX

18 dicembre 2006

Cos'è importante nel gioco del calcio?


"Nel gioco del calcio l'abilità
è più importante delle condizioni atletiche
e in molti casi l'abilità
consiste nell'arte di trasformare i limiti in virtù."
E. Galeano

16 dicembre 2006

STORIE DA BAR SPORT 3

E' successo qualcosa al Pierino's Bar che non mi quadra. I soliti noti: IL Giovanni, il Sergio e il Pasquale non parlano sono entrati, come direbbe lo stesso Pasquale in "silenzio stramba". E' strano, molto strano. Per risolvere l'enigma non mi resta che chiedere al Pierino, gestore di tutte le dinamiche dei frequentatori del bar. Chiedo: "Pierino, ma cosa è successo qui non parla più nessuno!?" Il Pierino prima mi guarda male, poi riempie i polmeni con una inspirazione profonda e in modo stranamente cortese mi risponde:"professur l'è sucess un disaster". "Cioè?" replico io. Il bar è semivuoto ma il Pierino si guarda in giro lo stesso e come se dovesse confessarmi un segreto militare mi dice:"professur, quei della schedina han fa 14!". "Cosa?chi?" chiedo ad alta voce. "SSSS" risponde il Pierino, mettendosi l'indice della mano destra sulle labbra per dirmi di abbassare la voce. Ma il Pierino insiste: "un disaster la Lucia la fa un disaster!!". Ora capisco sempre meno, cioè capisco chi ha fatto 14 alla schedina: la Lucia, il GIovanni, il SErgio e il Pasquale (quelli della schedina insomma, i silenziosi). Ma non capisco il nesso tra il disastro della Lucia e il 14 alla schedina!Riferisco al Pierino la mia inconprensione, LUI si guarda in giro e giocando alla spia, inspira ancora profondamente e poi riattacca:" la Lucia l'ha perdù la schedina, la troa pù!!". Ora mi è tutto chiaro! "COSA?" urlo senza accorgemene. "SSSS" replica il Pierino. A questo punto mi pongo e pongo una domanda al mio interlocutore: "scusa Pierino, ma quanto hanno, o meglio quanto avrebbero vinto?". Dopo un momento di silenzio assoluto il Pierino spara la cifra:"cinquantasettemila e rotti". "EURO?" chiedo. "No sciurlitt, uè professur le dre a durmì?" mi risponde ironicamente il Pierino. "E la LUCIA ha perso la schedina? ma Pierino questo è un vero disastro!!". "E mi se son dre a di da des minut profesur" (e io cosa stò dicendo da dieci minuti).
Il mio pensiero è tutto per la Lucia. Una donna sulla cinquantina, sposata e mamma di due figli maschi. Lucia è una donna dinamica, piena di interessi tra i quali vi è il ballo. Il Pasquale insiste nel dire che è una campionessa di "galli-galli" e di "mazzucca" facendola arrabbiare moltissimo perchè lei gli ha gia spiegato un centinaio di volte che non si dice galli-galli ma "alli-galli", non si dice mazzucca ma "mazzurca". Tempo perso naturalmente il Pasquale continuerà imperterrito nel suo storpiare quei vocaboli. Il sopranome che il Pierino ha dato alla Lucia è:
"L'ITALO-CALABRESE" questo perchè parla una lingua che è per metà calabrese e per metà italiano. SEGNI PARTICOLARI della Lucia: è fortunatissima a qualsiasi tipo di gioco d'azzardo! La sua specialità è azzeccare i pronostici del totocalcio. Ne sbaglia raramente qualcuno! Parlo per esperienza personale. Qualche volta ho chiesto la sua consulenza per alcuni risultati, li ha sempre azzeccati! Purtroppo questi ultimi dovevano essere miscelati ai miei eee... morale della favola non vinco mai una scommessa! Il suo commento è sempre questo:"professorino tenete fortuna in amore!" Ma!?
Ma torniamo al disastro! "Ma come ha fatto a perderla la schedina la Lucia?" chiedo al Pierino. Il Pierino espone la nuda cronaca:"La Lucia L'aveva metuda in una tola (barattolo) in garage e il Pino, el so marì, nel netà il box la butà via la tola e insema la schedina". Rimango di sasso! Mi frulla nella testa una domanda, che come mi viene la faccio al Pierino:" ma quei tre cosa dicono?". Il Pierino risponde immediatamente:" Gandà tri dì (le hanno dato tre giorni)e po a voren i danè!!". "E poi cosa fanno se la Lucia non gli i soldi?" replico io. " Ma al so no profesur, ma chi tri li en minga giust e...ma?!" Il Pierino è veramente preoccupato!! Mentre ripeto anch'io nella mia mente che la situazione è proccupante vedo dalla vetrata del bar la Lucia che sta entrando e urla a squarciagola:" A trovavi!A trovavi! Hocu mio (fuoco mio), a trovavi!". Il Pierino, senza muoversi dallo sgabello dove sta seduto tutto il giorno, invita a sedere la Lucia e a raccontare quello che è successo e a spiegarsi nel miglior modo possibile :" Calmes Lucia Calmes e cunta sù". La Lucia non capisce niente di quello che ha detto il Pierino ma è come un fiume in piena E NON LA FERMA PIU' NESSUNO! Inizia a raccontare:"L'altro iorno chidu cornutazzo del Pino, e se vi dicu eu che chiudu è nu grandissimu curnutazzu ci potete credere, pighiau tutti i barattuli e i iettau via! Dentro ad uno di quelli avia missu a schedina. Nu disastru! NU disastru! Arribedavi (ho messo sotto sopra) tutta a casa per trovare u barattulo e inta a discarica. Ma u barattulo onne sciu e fora (non usci fuori), quindi passavi e cà (passai di qua) per dirlo a chillatri scurnacchiati (Il Giovanni, il Sergio e il Pasquale) che manno dato l'autan(L'out out). Ero disperata e quando tornavi alla casa e vitti (vidi) a Pino, me lo vulia magiare. Stu minchiuni mi dice:"Amò, perchè stai così nervosa?". Se avia inti i mani na pistola, ci iettau nu culpo (se avessi avuto una pistola tra le mani, gli avrei sparato), ma dissi:" dintu nu barattolo che iettasti, ci avia missu a schedina che vinciu 57.000 euro!". Su cunnu (questo fesso), mi disse: "I barattuli i iettavi alla discarica, ma a schedina a trovavi e l'ho conservata, a vi duv'è?(vedi dov'è?). E me l'ha data!! A trovavi!A TROVAVI!
AHH!! che sospiro di sollievo, al bar siamo tutti contenti, il Pierino è arrivato addirittura ad offrire un "giro" di prosecco (evento eccezionale). Io sono più che contento, sono strafelice mi piacciono le storie a lieto fino! Ma mi è rimasta una domanda che mi FRULLA nella mente: "Ma che avrebbero fatto i tre -scurnacchiati- se la Lucia non avesse ritrovata la schedina??" MA!?
" A TROVAVI A TROVAVI !!!"Continuava la LUCIA!!

10 dicembre 2006

UNA BARZELLETTA PER TUTTI "NOI"ALLENATORI


LA BARZELLETTA è presa dalla settimana enigmistica

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE SOLO PER L'ARBITRO

  1. "Albitro, Albitro, Albitro..." allenatore che cerca di attirare l'attenzione dell'ARBITRO
  2. "AMMONILO arbitro, AMMONILO..." allenatore che invoca un'ammonizione per un avversario scorretto.
  3. "Arbitro ogni tanto fischia anche per noi..." allenatore musicista
  4. "ESPELLILO arbitro..." allenatore parente stretto di AMMONILO
  5. "Arbitro hai preso un ABBAGLIAMENTO..." allenatore esperto del codice della strada
  6. "Arbitro o sei un incapace o sei un disonesto..." allenatore che non lascia vie di scampo
  7. "Arbitro sei una CIOFECA..." allenatore...espulso...giustamente
  8. "Se non mi tenete l'ammazzo...(riferito all'arbitro)" allenatore esagerato e...espulso
  9. "Arbitro che ci hai la fischite?" l'allenatore si riferiva alla famosa infiammazione al labbro dovuta al continuo uso del fischietto...
  10. "Arbitro sei una pantegana..." allenatore offensivo ed...espulso giustamente
  11. "Arbitro devi correre di più..." l'allenatore dalla panchina sta guidando i suoi giocatori o si preoccupa della prepararzione atletica dell'arbitro?
  12. "Arbitro devi entrare maggiormente in partita..." l'allenatore ne è uscito immediatamente...espulso
  13. "Uè ciccio ogni tanto fischia anche a nostro favore..." l'arbitro interrompe la partita va verso l'allenatore e... gli dice:"lei a me ciccio non mi chiama" gira le spalle e di corsa torna a dirigere la partita
  14. "è finita arbitro è finita è finitaaaa..." per lui è finita veramente...allenatore espulso
  15. "Arbitro non c'è bisogno di aiutarli sono già forti di loro..." allenatore in estrema difficoltà e che ce l'ha con il mondo

VERIFICA DEL LAVORO SVOLTO PER MEZZO DEL RITORNO AD UNA SITUAZIONE TECNICA

Naturalmente l'assimilazione del modello posturale produce un miglioramento che si può osservare ritornando periodicamente alla situazione di gioco.
  • STOPPARE IL PALLONE CON IL PIEDE : QUESTA SITUAZIONE è PARTICOLARMENTE INDICATA PER VALUTARE L'EFFICACIA DELL'AGGIUSTAMENTO POSTURALE CON RAPPRESENTAZIONE MENTALE.
  1. Passaggio a due: i giocatori sono riuniti in gruppi di tre in modo tale che uno di loro possa assumere il ruolo di osservatore. Il lanciatore è fisso. Lancia la palla prima con una traiettoria curva in direzione del suo compagno, in modo tale che questi lo possa stoppare con un piede. Realizzato lo stop, rimanda poi la palla esattamente al suo compagno che la riprende con le mani. E' sempre lo stesso giocatore che lancia la palla con le mani, durante tutto il tempo dell'esercizio. In un primo momento allenare il giocatore su un lato e in seguito sull'altro;
  2. Lanciare sollecitando il disequilibrio di chi riceve: lanciare la palla sempre più spostatta rispetto all'asse di chi riceve in modo tale che questi sia obbligato a spostarsi sempre di più per controllarla (lavoro di equilibrio unipodale). Fino a questo punto non è stata data alcuna consegna posturale. L'attenzione del giocatore è portata sul controllo del pallone e sulla sua traiettoria.
  3. Controllo delle tensioni muscolari della gamba che riceve: Questa necessità esige la stabilità completa del bacino in cui si inseriscono questi muscoli. Attivare l'attenzione del giocatore sulla necessità di accompagnare la traiettoria discendente della palla. Particolare importanza del rilasciamento del piede che deve essere completamente "sciolto".

05 dicembre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 6

76. "Oreste non capisci una sega..." allenatore ad un proprio giocatore di 14 anni durante una partita. Allenatore circolare...circolare allenatore...per favore circolare...
77. "Stai fermo che fai più danni della grandine..." allenatore ad un proprio giocatore di 14 anni durante una partita. Allenatore stai zitto che fai più danni tu che un elefante in un negozio di cristalleria.
78. "Pennella Fede, pennella che sei uno spettacolo..." allenatore ad un proprio giocatore di 14 anni. Allenatore maestro d'arte...
79. "Si Si ride bene chi ride meno..." allenatore all'allenatore avversario che esultava dopo un gol. Caso mai ride bene chi ride di più...o non è cosi?
80. "Ragazzi ma cosa facete?" allenatore ai propri giocatori di 14 anni durante una partita. Si consiglia all'allenatore di frequentare un corso d'aggiornamento sulla lingua italiana
81. "Mi avete rotto voi 2, ci metto 2 secondi a tirarvi fuori tutti e 2 al secondo tempo" allenatore a 2 suoi giocatori di 14 anni durante una partita. Allenatore che spacca in 2 i propri e gli altrui...
82. "Di questo passo andiamo tutti nel barattolo" allenatore ai giocatori di 14 anni durante l'intervallo di una partita. Be meglio nel barattolo che nel baratro!
83. "Tienilo e non mollarlo quel cane..." allenatore ad un difensore della propria squadra di 14 anni durante l'azione difensiva in una partita. Si è dimenticato il guinzaglio...
84. "Io vi inzacchero tutti..." allenatore alla propria squadra di 15enni durante una partita. Cioè...? che voleva dire...?
85. "Tu sei uno del club della caseola" allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni leggermente appesantito, durante una partita. Allenatore dietologo o dietista o solo pesante da digerire...?
86."Perchè gliela passi così male? forse perchè esce con tua sorella?" allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni durante una partita. Allenatore "psicolabile" con turbe alla sfera affettiva...
87. "Ti do una pigna se non mi ascolti testa di ..." allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni durante una partita. Allenatore seguace del metodo "Pesta-lozzi"
88. "Ti mando un fax con su un disegno, perchè le parole te non le capisci..." allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni durante una partita. Allenatore esperto della comunicazione...
89. "Vieni qua, vieni qua, ti ho detto che ti faccio male non che ti spezzo le gambe..." allenatore ad un proprio giocatore di 15 anni durante la partita. Allenatore spirito-sadico-educatore...da ricoverare...
90. "Ne ho piene le tasce di voi che siete dei perdenti..." allenatori alla propria squadra di 15enni durante una partita. Allenatore vincente e motivatore...

04 dicembre 2006

ESERCIZI PER IL MIGLIORAMENTO DELL'EQUILIBRIO UNIPODALE

QUESTO LAVORO DEVE ESSERE REALIZZATO IN MODO SIMMETRICO. GLI ESERCIZI PROPOSTI DEVONO ESSERE ESEGUITI ALTERNATIVAMENTE SUI DUE LATI.
  1. Acquisire la posizione d'equilibrio in appoggio unilaterale. La coscia della gamba libera è orizzontale con il minimo delle tensioni muscolari. Esercitare un leggero controllo addominale. Le gambe e le braccia sono le più rilassate possibile. Far variare la flessione della gamba in appoggio, sempre mantenendo il tronco verticale. Mantenendo costantemente la gamba ad un certo grado di flessione, far variare l'inclinazione dell'insieme bacino tronco. Adottare tutte le posizioni possibili conducendo il movimento a partire dal bacino. E' a partire da questa situazione che verrà fatta l'interiorizzazione del modello posturale in appoggio unilaterale flesso. L'attenzione del giocatore deve essere portata sul mantenimento della solidarizzazione bacino-tronco grazie al controllo addominale. Nessun movimento parassita deve prodursi a livello della colonna vertebrale. Quando è raggiunto questo punto, portare l'attenzione sull'articolazione coxo-femorale.
  2. Controllo del mantenimento del bacino in orizzontale. Realizzare questo esercizio in equilibrio su un piede ed in posizione sopraelevata(ad esempio su una panca). E' la contrazione riflessa del medio gluteo della gamba d'appoggio che mantiene la stabilità orizzontale del bacino. La posizione iniziale è in appoggio unilaterale sopraelevato con l'arto leggermente flesso. Mantenendo sempre l'asse del corpo verticale, far ruotare l'insieme bacino-tronco attorno ad un asse che passa attraverso la testa del femore della gamba d'appoggio. Questo movimento deve essere eseguito molto lentamente.
  3. Potenziamento del tono degli ischio-tibiali e del medio gluteo. Utilizzazione di salti successivi che implicano nel momento dell'appoggio a terra la messa in gioco sia del trasverso dell'addome che dei muscoli pelvitrocanterici. a)Serie di saltelli con battuta pari; b) Serie di saltelli con la corda; c) Saltelli successivi sullo stesso piede. Durante la realizzazione dei suddetti balzi l'attenzione dovrà focalizzarsi sulla stabilità del bacino.

28 novembre 2006

STORIE DA BAR SPORT 2

Sono al Pierino's Bar e precisamente alla cassa per pagare il caffè appena bevuto. Il Pierino con la sua solita voce baritonale e con il solito savoi fare mi dice: "Uè professur la parlà con il pasquale?" "No non l'ho ancora visto il pasquale" rispondo io.
Il Pasquale è un assiduo frequentatore del Pierino's bar. E' sulla settantina, ciuffo alla Little Toni degli anni migliori, addome prominente alla Vito Catozzo ed è alto un metro e una buca come don Lurio. Pugliese di nascita ma milanese di adozione, parla una lingua ibrida che spazia dal milanese al foggiano all'italiano aulico. Accanito fumatore, mangia solo salsiccia di fegato, formaggio di pecora e gli immancabili maccheroni alle olive piccanti. Il fegato di Pasquale è ingrossato dalla nascita e occupa i tre quarti dell'addome e assorbe, per il proprio funzionamento i tre quarti del sangue in circolazione. Campione di tresette, non perde una partita dal lontano 86, quando Salvatore detto la fetecchia si mise daccordo con gli altri giocatori per farlo perdere. Quel giorno rimase memorabile anche per il fatto che l'imprecazione preferita dal Pasquale cioè: "SANGUE DI GIUDA" fu sentita da tutto il paese!! Segni particolari è uno Juventino sfegatato. Talmente sfegatato che ha chiamato i suoi tre figli con tre nomi di ex giocatori della juve: Il primo Giampiero(Boniperti), il secondo Roberto(Bettega) e il terzo Miscell(così lo chiama lui, Platini) il suo preferito è la sua fotocopia!
Ma veniamo al dunque della questione. In realtà io so perchè il Pasquale mi cerca. Il tutto ha inizio da quando hanno retrocesso in serie B la Juventus, penalizzato il Milan e assegnato lo scudetto 2005/2006 all'Inter. Da quel momento il Pasquale non si da pace. Dalla disperazione beve oltre 10 bianchini spruzzati col fernet e fuma tre pacchetti di sigarette al giorno e praticamente è un continuo dentro fuori dal bar, dentro per bere fuori per fumare! Da quel momento ha anche una fissazione: deve convincere il dott. pres. Massimo Moratti a rinunciare e restituire "IL SCUDETT NON VINCIU' SANGUE DI GIUDA!!"Lo vuol fare scrivendo una lettera e per scriverla vuole la mia consulenza. Io ho provato a convincerlo che sono un insegnante di educazione fisica e non di italiano ma lui mi ha risposto: "sempre proffessur siete!" la sua è una logica disarmante.
"Proffessur, proffessur" è lui che mi sta chiamando, mi ha beccato anche oggi porca miseria. "Proffessur l'ho preparata, l'ho preparata ce l'ho qui in tasca". Non ci potevo credere, l'ha scritta sul serio, ha scritto la lettera e ora pretenderà che io la corregga! "Proffessur per piacere dovete leggerla e me la dovete correggere". "Ma Pasquale è proprio necessario?" La risposta di Pasquale non lascia scampo:"CERTAMENT!" Bene leggiamola insieme e inizio a leggerla:
"Carissimo dott. illustrissimo Presidende Massimo Moratti (esagerato come sempre). Vorrei raccondarle una storia(cosa?) che mi è accaduta(da adesso non commento più). L'altro giorno stavo seduto su una panghina al parco a leggere la gazzetta dello sport e proprio li davandi a me venne a fermarsi una giovane mamma che richiamava il suo creaturo di circa 10 anni. Il creaturo arrivò correndo e teneva in mano un'automobilina che non era sua dato che la mamma lo comandò a restituirla subito. In mentre assistii(ok non intervengo) al seguente scambio di battute:"Esci subito fuori la macchininuccia e rimettila dove l'hai pigliata!" "Mamma ma non è di nessuno l'ho trovata sul bordo della fontana". "Riportala dove l'hai cogliuta". "Mamma se non la prendo io la prenderà qualcun altro". Ero propio curioso di sapere, dottore, come fosse andata a finire (a questo punto anch'io). Fui ammirato e sorpreso dalla risposta della mamma mio caro presidende che fu questa: "Non imporda chi la prenderà e di chi è la macchinuccia, TU PENZA A FARE LA COSA GIUSTA!!" E il bambino andò a posare la piccola macchinuccia sul bordo della fontana caro presidende! Caro sig Moratti la morale di questa storia è: "LEI è sicuro di aver fatto la cosa giusta nel prendersi lo scudetto 2005/2006?Io penzo di NO! Porgentole tutti i miei più caldissimi e rispettosissimi(ci risiamo con le esagerazioni) saluti le auguro di vingere non uno ma dieci scudetti perchè lei li merita tutti". Firmato:Pasquale
Rimasi a bocca aperta!!
"Proffessur,proffessur che ne dis?" La mia risposta fu spontanea ed immediata:"SANGUE DI GIUDA CHE LETTERA PASQUALE!"
Stavo per uscire dal bar con la lettera in saccoccia quando il Pasquale mi disse ad alta voce: "Professur fem minga scherz la spedisca e me raccomandi per POSTA PROLETARIA!!"
Pasquale non ci sono dubbi sei un mito da Pierino's Bar

27 novembre 2006

RUBRICA:ALLENATORE NEL PALLONE 5

61. "Sei come l'emmental pieno di buchi" allenatore ad un proprio portiere di 11 anni. Lui ne ha soltanto uno: nel cervello.
62. "Sei veloce come un gatto di marmo" istruttore ad un proprio giocatore di 11 anni che stava rincorrendo un avversario e non è riuscito a fermarlo perchè troppo veloce. Il Michelangelo degli allenatori.
63. "Mettila leggermente lunga" istruttore ad un proprio giocatore di 11 anni mentre stava calciando una punizione da centrocampo. Consiglio leggermente insignificante.
64. "Falla girare, falla girare ti ho detto di farla girare..." istruttore ad un proprio giocatore in possesso di palla. La risposta poteva essere: "come fosse una bambola?"
65. " Ma Mettila dentro, che vinciamo"(la palla) istruttore ad un suo giocatore che si è presentato davanti al portiere avversario e non ha fatto gol. Seguace di Lapalisse
66. "Toccala poco, toccala poco, toccala poco"(la palla) istruttore ad un proprio giocatore di 12 anni. Allenatore moralista e bacchettone.
67. "Esci la palla la palla che entra il massaggiatore" allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni in possesso di palla perchè un altro allievo si era infortunato perchè nessuno aveva visto l'incidente perchè...STOP! Siamo tutti degli Oronzo Canà!!
68. "Attacca il castello..." allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni. "Marcondirodirondello".
69. "A piramide a piramide" allenatore alla propria squadra di 13 anni. Allenatore gladiatore.
70. "Antonio dai trova la tua dimensione" allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni. PsicoAllenatore.
71. "Chiudi il palo Pietro, ti ho detto di chiudere il palo Pietro" allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni. Pietro dovrebbe fare un "miracolo".
72. "Tra cinque minuti entri" (mancavano tre minuti alla fine della partita) allenatore ad un proprio giocatore di 13 anni. Allenatore senza orologio o allenatore senza ...?
73. "Siete una banda di coglioni e il più coglione sono io che vi alleno" allenatore alla propria squadra di tredicenni. Offensivo ma onesto.
74. "Vivi dobbiamo stare vivi!!" allenatore alla propria squadra di tredicenni. Allenatore tragicomico.
75. " A triangolo a triangolo dobbiamo metterci a triangolo" allenatore a dei propri giocatori di tredici anni. In coro avrebbero potuto rispondere: "Il triangolo no, il trioangolo no...!"

24 novembre 2006

LE ESIGENZE POSTURALI NEL GIOCO DEL CALCIO

  • L'appoggio unilaterale: la quasi toalità dei gesti tecnici nel gioco del calcioesigono la libertà di uno degli arti inferiori che deve essere disponibile per l'utilizzazione del pallone. L'appoggio necessario per la realizzazione del gesto deve essere quindi dato dal'arto inferiore opposto, cioe in appoggio unilaterale.
  • La solidarizzazione bacino tronco deve essere assicurata in condizioni particolarmente difficili.
  • La gamba libera deve avere un tono perfettamente controllato, in modo da poter realizzare efficacemente il gesto tecnico. Nella fase iniziale di lavoro non è bene portare l'attenzione del giocatore su questo dato. La scoperta di questa difficoltà si fa durante l'evoluzione dell'allenamento.
  • Disponibilità dell'articolazione coxo-femorale. L'insieme del corpo deve ruotare attorno all'articolazione coxxo-femorale della gamba d'appoggio. La difficoltà di questo aggiustamento posturale consiste nel mantenere la solidarizzazione bacino tronco qualsiasi sia l'inclinazione dell'asse corporeo. Il rispetto di questa condizione è effettivamente fondamentale per permettere al giocatore di avere il controllo costante del tono della gamba libera, indispensabile alla precisione del gesto tecnico. Ogni rottura della solidarizzazione bacino tronco provoca reazioni riflesse incontrollabili dei mscoli poliarticolari delle cosce.

COSA FARE?

  1. Salvo casi eccezionali, la pratica globale del calcio, non permette di risolvere efficacemente questo delicato problema posturale, condizione fondamentale ed imprescindibile dei progressi del giocatore.
  2. se l'allenatore vuole avere una reale azione formativa e non lasciare tutto alla selezione naturele, bisogna che consideri questo problema psicomotorio fondamentale.
  3. questo problema posturale deve essere affrontato con un lavoro specifico sull'orizzontale in appoggio unilaterale

21 novembre 2006

GLI AMICI GIAPPONESI


GRAZIE AMICI!!

SPORT=DEPORTO=USCIRE DAL PORTO

E' DESTINO DELL'UOMO APRIRE LE VELE E ANDARE VERSO IL VENTO
CHE LO PORTERA' VERSO METE MAI RAGGIUNTE.
QUANTE VERITA' CONOSCIUTE
QUANTE VERITA' DISCONOSCIUTE
QUANTE LOTTE
QUANTE VITTORIE
MA SOPRATTUTTO QUANTE SCONFITTE DURANTE IL VIAGGIO.
EMOZIONI PROFONDE IN BALIA DELLE ONDE
PURA PASSIONE SPINGE L'AZIONE
L'UOMO PARTE SOLITARIO PER AFFERMARE SE STESSO
SI CONGIUNGE AL FRATELLO PER APPARTENERE ALL'IMPRESA DELLA VITA.
LA STORIA DELL'UOMO E' LA SOMMA DEI FRAMMENTI DEI VIAGGI FUORI DAL PORTO.

17 novembre 2006

STORIE DA BAR SPORT

RE'TTEEE!!
"Mariuccia a vo de là se no in cò a masi quaidun"(Mariuccia vado di la se no oggi ammazzo qualcuno). Chi dice queste parole è il Pierino padrone del "PIERINO'S BAR" (la fantasia e l'egocentrismo lo hanno sempre contraddistinto). Il Pierino è un personaggio "mitttico" (si con tre t) del mio paese. Ha 65 anni e ha una stazza imponente: 180 cm per 150 kg. Segni particolari: è un milanista sfegatato!! Io tutti i giorni vado al "Pierino's bar" per bermi un espresso e lo vedo li il Pierino. E' vestito sempre nello stesso modo: polo a maniche corte di color bleu, grembiulino bianco portato sopra ai jeans tenuti su da delle bretelle alla Bud Spenser. Sta seduto sullo sgabellone dietro alla cassa per tutto il giorno e da li non si muove di un centimetro. Chi fa tutto, cioè chi lavora veramente, al bancone è quella "Santa Donna" della Mariuccia la moglie del Pierino. La Mariuccia è una donna d'altri tempi, ha 60 anni e ha una vitalità incredibile. Sempre con il sorriso sulle labbra e sempre pronta ad aiutare il prossimo. Sinceramente vado in questo bar non tanto per la bontà del caffè (per favore non ditelo alla Mariuccia potrebbe rimanerci male) ma per i commenti alle partite del campionato di calcio, commenti che definirei esilaranti. Però ultimamente al bar non si può più parlare di calcio il Pierino è in crisi e "stoppa" qualsiasi discussione. L'origine della sua crisi è da far coincidere con l'inizio della crisi della sua squadra del cuore il Milan. In questi anni il Pierino ha massacrato i tifosi di tutte le squadre ma soprattutto ha sfinito gli interisti. Il Pierino, infatti, tutte le volte che vede entrare nel suo bar un interista digrigna i denti ed ingoia malamente la presenza. Per ognuno di essi (gli interisti) ha uno sfottò personale. Sentirlo è uno spasso (il mio è:" PROF. con tutti i soldi che abbiamo speso per farla studiare ci è diventato interista! l'è minga pusibil!") è un poeta!. Ma torniamo al "Pierino's bar". In questo bar tutte le partite di calcio sono seguite, in silenzio religioso, tassativamente alla radio. Chi si trova all'interno del bar durante una partita o sta zitto o viene scaraventato fuori!! Non ci sono alternative! Durante le partite solo il Pierino può permettersi commenti ad alta voce e il suo preferito è: RE'TTEEE!! che il Pierino ripete ad ogni gol che segna il Milan e al termine della partita quando il Milan vince!(se vince!) L'altro giorno sono li, come tutti i giorni alla solita ora, al bar stò sorseggiando il mio caffè e sento confabulare il gruppetto degli interisti seduti al tavolino difronte:"non se la può cavare così, dobbiamo trovare il modo di fargli pagare tutte le prese in giro subite in questi ultimi anni e questo è il momento giusto!" Chi parlava era il MARIET(Mario). "Si ma coma possiamo fare?" chiedeva il gruppo. L'idea arrivò dal Giulio(soprannominato il filosofo per i suoi silenzi "parlanti"): "e se noi passando davanti alla cassa, uno alla volta, dicessimo ad alta voce: "RE'TTEEE". Un boato accompagnò il successo dell'idea. Il commento unanime:"il filosofo è un GENIO" Concordavo la trovata era geniale. E così fecero.Erano in tre.Uscirono dal bar rientrarono uno alla volta! Io mi pregustavo la scena. Passò il Mariet davanti alla cassa e disse: Rètteee! Passò il Giulio e disse Rètteee! Passò il Togn(l'Antonio) e disse Rètteee!! Tutti ridevano, tutti applaudivano uno spettacolo incredibile! Ma non era finita! Dal fondo della salone del bar si sentì una vocina di una bimba la NICO(Nicoletta),5 anni uno splendore di bambina, tutta capelli rossi, l'amore del nonno!! La nipote del Pierino! che urlava:"RE'TTEEEE- RE'TTEEE- NONNO RE'TTEEE!!!". Il Pierino si alzò dallo sgabello, lo sgabello cadde e il silenzio piombò nel locale e si sentì la fatidica frase:
"MARIUCCIA A VO DE LA' SE NO IN CO' A MASI QUAIDUN !!!"

14 novembre 2006

RUBRICA: ALLENATORE NEL PALLONE 4

46. "Chiudilo Andrea, chiudilo e non farlo uscire." Allenatore ad un suo esordiente (11 anni, il bambino naturalmente). Allenatore tipo pastore.
47. "Trotta ragazzo trotta..." allenatore ad un esordiente. L'allenatorepensava di essere all'ippodromo.
48. "Tonio mi sembri Carla Fracci."allenatore ad un suo esordiente. Allenatore coreografo mancato;
49. "Vieni fuori testa di melangiana!" Allenatore ad un suo esordiente(12 anni). Allenatore esperto di...ortaggi..? Forse neppure di quelli!
50. "Amed insistisci, insistisci!" Allenatore ad un suo esordiente (12 anni). L'allenatore dovrebbe dare una ripassatina all'Italiano!
51. "A livello spaziale sei un disastro!" allenatore ad un suo esordiente (11 anni). Allenatore esperto di voli nello spazio;
52. "Non vi dico più niente, altrimenti mi denunciano al telefono azzurro!" Allenatore ad un suo esordiente. Ecco bravo stia zitto!!
53. "Ma finiscila, ma finiscila, ma finiscila che mi hai rotto!!" Allenatore ad un suo esordiente (12 anni). Lui ha rotto e dovrebbe finirla!
54. "Dai ragazzi tutti per tutti e uno per uno!" allenatore alla propria squadra di esordienti. Le parole sono quelle giuste ma dovrebbe riordinarle!
55. "Voi di encefalo ne avete piatto!" allenatore alla propria squadra di esordienti. Allenatore neurologo mancato per mancanza di encefalo!
56. "Non siamo venuti qui per fare mao mao micio micio!" allenatore alla propria squadra di esordienti. Ma neppure per sentire queste... dall'allenatore!
57. "Taglia il campo e vai dentro!" allenatore ad un suo esordiente (12 anni). Allenatore che taglia corto!
58. "Dobbiamo essere volenterosi, volenterosi, dai ragazzi volenterosi" allenatore alla propria squadra di esordienti. A fare che...?Ma..? Che vuoi dire?
59. "Hai piedi quadri!" allenatore ad un proprio esordiente. Allenatore esperto d'arte o semplicemente un allenatore che deve contare fino a dieci e poi stare zitto...?
60. "Sul primo palo, Anto spara sul primo palo!!" risponde il bambino (undicenne): "a mister non c'ho mica il mirino!!" Ogni commento è superfluo!

09 novembre 2006

Dall'archivio del CORRIERE DELLA SERA. 3 agosto2006 "BAGDAD: 12 BAMBINI DILANIATI DA BOMBE ANTIUOMO MENTRE SI DIVERTIVANO GIOCANDO A PALLONE"

Ho immaginato l'orrore e il terrore di un genitore di un bambino di Bagdad trucidato in un campetto di calcio. Ho scritto questo breve racconto forse per ricordare a me e a chi lo leggerà che i bambini sono le vittime delle pazzie degli adulti.
"Padre vado a giocare con i miei amici a calcio nel campo qui vicino, posso?" La domanda era una di quelle che non ammetteva un rifiuto. Mio figlio AZIZ aveva sempre voglia di giocare con quella palla che gli avevo regalato per il suo compleanno. I suoi amici lo aspettavano e lui non poteva farli aspettare, avevano voglia di GIOCARE. Come si fa a spiegare ad un bambino di 12 anni le paure di un genitore per i pericoli che questo momento storico del nostro paese sta riservando proprio a loro: i bambini, il nostro futuro. LUI aveva voglia di GIOCARE ed io non potevo parlargli di bombe, di proiettili vaganti e di schegge impazzite. NON puoi parlare di morte ad un bambino che ha voglia di giocare.Di giocare soprattutto a calcio lo sport che lui amava e che tu amavi. AZIZ era li davanti a me, mi guardava e aspettava il mio consenso. Sorridemmo entrambi e LUI capì che per me poteva andare, AZIZ mi strinse a sè e senza darmi il tempo di tenerlo stretto un attimo tra le mie braccia scappò via. AZIZ aveva voglia di giocare!
Continuai le mie faccende tranquillamente, quando tuo figlio sta giocando tu sei sempre tranquillo. Pensavo a LUI e quanto amore tra noi, pensavo al suo futuro a quanto avrebbe dato a questo PAESE LIBERO. Pensavo a cosa avrei provato a vederlo laureato in medicina, IL MIO sogno, IL SUO sogno. Stavo appunto sognando ad occhi aperti quando un boato mi svegliò di colpo. Una bomba! un'altra bomba! Questa era vicina però, troppo vicina! AZIZ dove sarà...? di corsa uscii di casa, la gente correva in tutte le direzioni gridando e piangendo...mi batteva forte il cuore e respiravo con fatica...stavo correndo verso il campo di calcio...piangevo, urlavo e pregavo:"AZIZ AZIZ ...AZIZ..." Arrivai al campo, ma al posto del campo c'era una buca e ai bordi della stessa molte persone che non avevano il coraggio di entrare in quell'inferno. Entrai lentamente, cercavo il mio AZIZ... dov'era il mio AZIZ...? Vedevo corpi di bambini trucidati ma nessuna traccia di AZIZ. Guardavo quei piccoli corpi straziati e l'angoscia aumentava...AZIZ non c'era!!
Erano 12, li raccogliemmo, li pulimmo e li caricammo sui mezzi di soccorso...piangevo e mentre abbracciavo il padre di uno delle piccole vittime sentii una voce: "PADRE, PADRE, PADRE...!" "AZIZ!!!" urlai con tutto me stesso, "AZIZ!!!" correndo verso di lui...era VIVO, era VIVO!!! LO abbracciai, lo baciai e prendendolo in braccio lo riportai a CASA!!!
Sono passati alcuni giorni da quel triste momento e tutte le notti quell'incubo mi fa visita!
La cosa che mi terrorizza di più, comunque, è il ricordo delle parole di quel padre che abbracciai:
"LAVEREMO CON IL SANGUE QUESTO DOLORE!!!"

07 novembre 2006

E' MORTO IERI A 90 ANNI IL MITICO PIETRO RAVA

CHI ERA:
  • NATO IL 21/01/1916 A CASSINE (ALESSANDRIA)
  • ESORDISCE IN SERIE A L'11/03/35 IN FIORENTINA-JUVE 1-1
  • ESORDIO IN NAZIONALE L'8/03/36 ITALIA STATI UNITI 1-0
  • HA VINTO LE OLIMPIADI DEL 36; CAMPIONE DEL MONDO NEL 38; UNO SCUDETTO NELLA STAGIONE 49/50 CON LA JUVE
  • HA GIOCATO SEMPRE NELLA JUVENTUS SALVO LA STAGIONE 45/46 ALL'ALESSANDRIA, E LA STAGIONE 50/51 NEL NOVARA
  • HA DISPUTATO IN SERIE A 363 PARTITE SEGNANDO 19 GOL
  • LE PRESENZE IN NAZIONALE SONO 30
  • HA ALLENATO IL MONZA, LA CARRARESE, IL PALERMO E LA SAMPDORIA

LA TATTICA 3

Il calcio che conosciamo nasce nei college inglesi a metà dell'ottocento e le regole variano da istituto ad istituto ed è privo di qualsiasi organizzazione collettiva. E' il calcio KICK AND RUN, calcia e corri, frutto spontaneo della libera iniziativa di ogni singolo giocatore. I giocatori sono undici perchè ogni camerata comprende dieci allievi e un precettore. Lo scopo del gioco è quello di mandare il pallone nella porta avversaria e lo si raggiunge attraverso una corsa solitaria col pallone, cercando di evitare tutti gli avversari che si pongono come ostacolo. Questa fase verrà definita DRIBBLING GAME. Il passo successivo è il PASSING GAME cioè si inizia a collaborare con i propri compagni di squadra, scambiandosi la palla per meglio finalizzare l'azione che diventa corale. Con il passing game fa il suo ingresso nel calcio la tattica. La prima disposizione in campo conosciuta prevede: il portiere, due dufensori schierati in verticale davanti a lui e gli altri otto giocatori disposti sulla stessa riga propriettati verso l'attacco. Quindi un 1-1-8. La prima correzione viene realizzata dagli scozzesi che rinforzano la difesa: due coppie di difensori e sei attaccanti, ossia un 2-2-6.Il primo incontro tra INGHILTERRA e SCOZIA (30/11/1872) finisce 0-0! Da uno dei più celebri college inglesi, CAMBRIGE, nasce la classica PIRAMIDE che è il primo schema tattico degno di questo nome. Al vertice c'è il portiere, davanti a lui due difensori, poi una linea di tre giocatori e cinque attaccanti disposti sull'intera larghezza del terreno di gioco. Il gioco del calcio, grazie ai marinai di SUA MAESTA' BRITANNICA si espande in tutta EUROPA; arriva in ITALIA e prende subito "piede". (continua)

04 novembre 2006

NELL'EDUCARE BISOGNA GUARDARSI SIA DALL'IMPAZIENZA SIA DALL'INERZIA

Per spiegare meglio questo concetto vorrei raccontare una storiella (non è mia è di Mencio moralista cinese):
Un contadino rientrando la sera a casa, dice ai suoi figli: "oggi ho lavorato molto, ho dovuto dissotterrare i semi germogliati dal mio campo". Dissotterrare i germogli di un campo, uno dopo l'altro, è evidebntemente una faticaccia; e quando i bambini si recano al campo, ovviamente vedono che tutto è ormai seccato. Ecco l'esempio di ciò che non bisogna mai fare, ci dice Mencio. Volete che qualcosa cresca, e vi mettete a dissotterrarei semi germogliati. Volete ottenere più direttamente l'effetto, in funzione dell'obiettivo che vi siete fissati, e, facendo ciò, andate incontro al fallimento, perchè lo avete forzato. Volendo affrettare la crescita, agire direttamente su di essa, mi muovo in senso contrario al processo avviato e così ho fermato, annientato, la possibilità che l'effetto si realizzasse "sponte sua". Ci sono dunque due scogli, ci dice Mencio. Primo: non lascio maturare l'effetto. Secondo: dall'altra parte quello di restare ai bordi del campo, limitandosi a osservare la crescita. Bisogna quindi, per far crescere in modo sano e rigoglioso la nostra "piantina", guardarsi sia dall'impaziaenza sia dall'inerzia.
Da questa storiella possiamo trarre queste deduzioni:
Dobbiamo assecondare il processo di crescita, cercando di evidenziare le propensioni dell'opera che stiamo realizzando e portarla a compimento. Dobbiamo fare quello che il maestro Lao Tzu riassumeva magistralmente in poche parole: "AIUTARE CIO' CHE PROCEDE DA SOLO".

02 novembre 2006

A GIOVANNI

L'APPUNTAMENTO DEL CENTRAVANTI CON IL VIGLIACCO

Il centravanti è un giovane sorridente
vive di slanci, di speranza e di momenti di gloria

Il vigliacco vive nel buio della paura e
ha la morte negli occhi

Il centravanti ha il coraggio di dire che la luce è la sua strada
e lui la percorre sulla sua auto rossa

Il vigliacco ha il cuore malato
e non gli basta il tempo di morire
lui vive con la sua paura
e con l'angoscia dell'arma mortale

Il centravanti si chiama Giovanni
lui vuol vivere il suo futuro su tappeti verdi
cantando inni alla gioia

Il vigliacco non ha nome
non ha futuro
e si rifugia in buchi come i topi e le bisce

Giovanni canta la vita con tutto se stesso
Il vigliacco suona solo rintocchi di morte

Giovanni e il vigliacco si sono incontrati in quel viale
Giovanni ha sorriso
Il vigliacco nascondendo il suo viso ha suonato la sua lugubre sinfonia

Giovanni è con noi
è dentro di noi
e ci da la forza di dire a te
VIGLIACCO
riaffiora dalla putrida melma
scopri il tuo capo
e sopporta almeno una volta il peso della nostra
GIUSTIZIA

I QUATTRO PILASTRI

I buoni team, quelli destinati al successo, hanno quattro cose in comune, a prescindere dalla loro natura e dagli scopi per cui sono stati formati:
  1. LO SCOPO
  2. I VALORI
  3. GLI OBIETTIVI
  4. LE COMPETENZE E LE ABILITA' DEI PROPRI COMPONENTI

La forza collettiva del gruppo è superiore alla prestazione del singolo. In altre parole: quando lo sforzo è coordinato e collaborativo, i risultati sono sempre di gran lunga superiore alla somma delle performance individuali.

Lo scopo comune per catalizzare i membri del gruppo;LE COMPETENZE E LE ABILITà TECNICHE IN MODO CHE CIACSUNO POSSA DARE IL PROPRIO CONTRIBUTO AL PERSEGUIMENTO DELLO SCOPO; armonia sinergica(definita anche come capacità di team) perchè tutti devono operare in modo da far rendere al massimo il proprio compagno; l'allenatore infine dovrebbe sempre riconoscere e rinforzare le cose positive che i singoli e il gruppo fanno.

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 3

31. MOLTI MODI PER DIRE UNA SOLA COSA: "CALCIA FORTE LA PALLA"
  • Tira una legnata
  • Tira una bomba
  • Tira una cannonata
  • Tira una scannazza
  • Tira una mina
  • Tira una sborda
  • Tira una lecca
  • Tira una fucilata
  • Tira una bordata
  • Tira una sifula
  • Tira una stangata
  • Tira un missile
  • Tira una sassata
  • ............................

32. "Stai lungo che arriva la palla lunga" consiglia l'allenatore al proprio pulcino. Allenatore che ama le "lungaggini"

33. "qui ragazzi non possiamo giocare alle comiche" urlava l'allenatore dopo aver subito una rete, alla propria squadra di pulcini . Allenatore capo comico

34. "vai nello spazio Willy" urlava ad un suo pulcino l'allenatore. "Con cosa?" ci chiediamo tutti...

35. "vai nel vuoto" suggeriva l'allenatore ad un proprio pulcino. Allenatore esperto di astronomia

36. "vai nel buco" suggeriva l'allenatore ad un suo pulcino. Allenatore speleologo

37. "Daniele due dormite due gol, sei un sonnifero" urlava l'allenatore ad un suo pulcino dopo aver subito un gol. Allenatore esperto della terapia del sonno

38. "Rino è gol, è gol, è gol...eh...è gol un cavolo fritto" urlava un allenatore, di pulcini, mentre seguiva un'occasione da rete propiziata da un'azione individuale da Rino e naturalmente fallita. Allenatore futuro telecronista

39. "Alberto fai la punta e non la mezzapunta" faceva rimarcare l'allenatore al proprio pulcino che giocava una partita sette contro sette. Mezzo allenatore...

40. "...è tuo, è tuo, è tuo...porca mucca era tuo..." urlava l'allenatore ad un suo pulcino dopo che questo si era fatto superare e l'avverasario aveva realizzato la rete. Allenatore veterinario linguista

41. "Siamo scoperti, andiamo a spasso, dobbiamo allargare le fasce..." frase ripetuta più volte in brevissimo tempo da l'allenatore alla propria squadra di pulcini. Sicuramente indicazione NON PERVENUTA

42. "Vai, Vai Mapi...ma se ti dico VAI...VAI" urlava con tono di voce sempre più alto l'allenatore ad un proprio pulcino. Allenatore ma VAI...e se ti dico vai VAI

43. "Luca punisci, punisci, punisci..." urlava l'allenatore ad un proprio pulcino prima di un calcio di punizione. L'allenatore discendente di Torchemada...

44. "Sei un CUCU' Anto, sei un CUCU' senza uccellino" urlava l'allenatore ad un suo pulcino dopo aver subito una rete. Allenatore GEPPETTO

45. "Stefano sei come i treni delle FF SS, sei sempre in ritardo" urlava l'allenatore ad un proprio pulcino dopo che questo si era fatto superare in dribbling. Allenatore CAPOSTAZIONE

16 ottobre 2006

primo gol di DAVIDE


Comunico al mondo che Domenica15/10/06 ho fatto il mio primo gol. L'emozione che ho provato è qualcosa che non riesco ad esprimere con le parole. Forse questa immagine raffigura in modo più preciso lo stato di pace e di estasi che era ed è presente in me! Vi voglio bene il vostro DAVIDE

10 ottobre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 2

16. "Ragazzi uno per uno" gridava l'allenatore dei pulcini mentre la propria squadra subiva un calcio d'angolo. Matematico mancato...
17. "Giochiamola di prima...giochiamola di prima..." allenatore alla propria squadra di pulcini. commento di un bambino: "mister si dice prima non di prima" ...beata innocenza...
18. "Su!Su!Su!...dobbiamo salire in fretta per metterli in fuorigioco" allenatore che comandava il fuorigioco alla propria squadra di pulcini che aveva il possesso della palla. Allenatore che vede troppa televisione !
19. "non balliamo!non balliamo! non balliamooo!" allenatore ai propri pulcini. Non c'era bisogno di urlarlo!
20. "non sai dribblare un paletto piantato nel centro del campo" allenatore ad un suo giocatore(pulcino). Grande motivatore
21. "taglia!taglia!taglia!taglia dentro!" allenatore ad un proprio giocatore(pulcino). Taglia cosa? e dentro dove?
22. "scala e riproponiti! ti ho detto scala e riproponiti!" allenatore ad un proprio pulcino. Non pervenuto!!
23. giocala2 "giocala, giocala, giocala,giocala..."l'allenatore grida al bambino (pulcino), il bambino non la gioca dribla tre avversari e fa gol! Meno male che a volte non ci ascoltano!
24. " Alberto fagli paura, fagli paura ho detto..." l'allenatore urla ad un suo pulcino mentre questo sta per contrastare un avversario. Allenatore o Regista?
25. "Mirko sei veloce come una lumaca svizzera..." allenatore ad un suo pulcino dopo un tentativo fallito di raggiungere la palla. Perchè svizzera?
26. "se tu sai giocare a calcio io sono un cuoco di sushi.." allenatore ad un suo pulcino. Se l'allenatore sapesse cucinare lo sushi forse non direbbe certe castronerie!
27. "se lo fai ancora ti tiro fuori..." allenatore ad un suo pulcino dopo che questo aveva tentato un dribbling(naturalmente fallito). Speriamo non l'abbia sentito...
28. "dai bambini oggi vinciamo lo sento..." allenatoe alla propria squadra di pulcini. Allenatore sensitivo...
29. "piero hai finito di tergiversare..." allenatore ad un suo pulcino mentre il bambino non decideva il da farsi. Allenatore intellettuale...
30. "siete una banda di storditi..." allenatore alla propria squadra di pulcini durante l'intervallo della partita. Allenatore motivatore

06 ottobre 2006

IL MIO QUADRO PREFERITO


DINAMISMO DI UN GIOCATORE DI CALCIO
Il quadro di U.BOCCIONI si trova al
MUSEUM OF MODERN ART DI NEW YORK

I BAMBINI CHE GIOCANO A PALLONE


Hai mai visto visto dei bambini giocare a pallone?

Sembrano delle farfalle che volano incrociando le ali in un danzare poetico, dove la loro anima esprime tutta la naturalezza del loro essere

Assorbono e colgono un prezioso nutrimento ad ogni movimento

E' il vento che li sostiene e li porta con sè entro il dolce rumore della vita

La loro creatività nel vivere quel momento è meravigliosa ed unica

Ma l'unico grande regalo che possiamo far loro è vederli per quello che sono e non per quello che vorremmo che fossero o che diventassero.

03 ottobre 2006

RUBRICA: ALLENATORI NEL PALLONE 1

In questa rubrica vorrei riportare le frasi, ripetute realmente da istruttori o da allenatori di calcio, in partita o in allenamento che mi sono sembrate diciamo più significative. Queste frasi ci devono far riflettere su come a volte, senza volerlo, siamo ridicoli e a volte anche penosi nello svolgere la nostra funzione di formatori ed educatori. Le avventure in panchina non hanno limiti: c'è chi urla chi lascia la panchina durante la partita per andare negli spogliatoi lasciando la squadra al suo destino. L'effetto comico è irresistibile: il livello linguistico degli allenatori spazia dall'ironico al letterario, al grottesco, delineando così una gamma di tipologie umane all'interno delle quali tutti ci riconosceremo almeno una volta. Sebbene bizzarre ed esilaranti, tutte le frasi raccolte in questa rubrica sono rigorosamente autentiche e originali. Invito i lettori a lasciare commenti o altre frasi originali sentite su un campo da calcio. Ed ora iniziamo:
  1. "Cacchione vieni avanti" urlava l'allenatore per far andare in attacco il proprio giocatore di 6 anni (categoria piccoli amici). Sensibilone, l'allenatore naturalmente
  2. "Gioca con la testa alta, non bassa ma alta, alta, alta ho detto..." allenatore a un bambino di 6 anni (categoria piccoli amici). Distinto, allenatore di classe
  3. "Dai che non sono nessuno..." urlava l'allenatore alla propria squadra categoria piccoli amici.Il primo ad avere paura è lui
  4. "Bambini facciamo cose semplici..." allenatore alla propria squadra di piccoli amici (6/7 anni) Non si capisce cosa volesse.
  5. "Quella roba è tua..." allenatore ad un bambino di 6 anni.Si sospetta che si riferisse alla palla
  6. "Ma cosa fai dormi? Dai svegliati..." urlava l'allenatore ad un bambino di 9 anni (cat. pulcini).Allenatore "sveglia"
  7. "Abbassati...alzati...allargati...stringi..."raccomandazioni ripetute più volte in una partita di pulcini(8/10 anni) dall'allenatore in panchina. Allenatore incontentabile
  8. "Hai fatto un tiro da zero a zero" allenatore ad un suo giocatore di 9 anni(pulcino).Povero bambino tirerà ancora?
  9. "Non c'è più centro campo, non c'è più centro campo" allenatore alla propria squadra di pulcini(8/10 anni). Qualcuno deve sentirsi in colpa?
  10. "Non mettiamo le palle per metterle..." allenatore ai propri giocatori cat. pulcini. Allenatore ottimizzatore
  11. "Giocala con logica..." allenatore ad un proprio giocatore di 10 anni. Cosa volesse dire è a noi ignoto
  12. "Mettila, mettila...e dopo averla messa...ma dove la metti(la palla)..." allenatore ad un bambino di 10 anni. Poteva dirlo lui...
  13. "Giocala...giocala...giocala..." allenatore ad un bambino di 10 anni che sta dribblando, il bambino non l'ha gioca e fa gol! Stare zitto no?
  14. "Prendi l'uomo...prendi l'uomo..." allenatore ad un bambino di 10 anni che era distratto durante un calcio d'angolo. L'uomo il bambino forse non l'ho trovava in campo
  15. "...guai a te se superi il centrocampo..." allenatore ad un bambino di 10 anni.Offensivista di natura...

30 settembre 2006

LA TATTICA 2

La prestazione tattica di ogni giocatore e di conseguenza di ogni squadra dipende da questi fattori:
  1. . le conoscenze tattiche
  2. . le abilità tattiche
  3. . le capacità tattiche

Le conoscenze tattiche

Esse riguardano:

  • 1. la conoscenza delle regole di gioco e la loro utilizzazione per la risoluzione dei problemi tattici
  • 2. la conoscenza dei sistemi di gioco e delle loro varianti, la padronanza del proprio sistema di gioco e delle misure più efficaci nei confronti del sistema di gioco dell'avversario.

3. la conoscenza delle regole tattiche applicate al gioco

4. la conoscenza dei rapporti reciproci fra condizione fisica, tecnica, tattica e qualità volitive

5. le conscenze teoriche dei processi percettivi, dell'analisi della situazione di gioco e delle soluzioni mentali.


29 settembre 2006

IL MIO INSEGNANTE

Ho conosciuto un uomo
Un uomo energico, vitale, dagli occhi fulgidi e pieni di luce.
Ho conosciuto un uomo.
Era circondato da bambini.Parlava loro con voce forte,timbrica,decisa.
I bambini lo ascoltavano rapiti aspettando che il tono lasciasse trasparire un'inflessione diversa, di distensione.Sapevano che presto li avrebbe fatti ridere.Avevano capito il gioco e le sue regole.
Piaceva la tensione che lui sapeva creare, faceva vibrare il loro stomaco, come le giostre che salgono verso l'alto e poi, all'improvviso, si lasciano cadere nel vuoto.Sapevano che dopo la salita arrivava una discesa inarrestabile, ma sicura e certa.
Ho conosciuto un uomo.
Amava giocare con i bambini perchè anche lui era un bambino.Possedeva la spontaneità,l'istintività,la malizia bonaria dei cuccioli,ma aveva la determinazione del capobranco.
Ho conosciuto un uomo.
Sapeva infondere passione e su questo costruì il suo mestiere.
Un mestiere spesso bistrattato,ma a cui non avrebbe mai rinunciato.
Ho conosciuto un uomo.
Un uomo semplice.
Un uomo grande.
Il mio insegnante.

VERDERAME

28 settembre 2006

Pensiero della sera

Le migliori palestre di formazione dei nostri giovani sono da sempre il campetto, la piazzetta e l'oratorio più vicini a casa. Se questi posti non ci sono più è colpa degli adulti, che non possono discolparsi attraverso l'iscrizione alla miglior scuola calcio del paese e/o regalando la play station















io 15 chili fa

PARLIAMO DI TATTICA 1

Possiamo definire tattica l'insieme delle teorie che regolano la disposizione e le funzioni dei giocatori in campo e sui moduli di gioco delle squadre. Da una attenta analisi di una partita di calcio possiamo costatare che una squadra si trova di solito in due situazioni di gioco:
  • fase di possesso palla
  • fase di non possesso palla

Queste fasi sottostanno a dei principi che costituiscono le regole fondamentali secondo le quali i giocatori, sia individualmente che collettivamente devono svolgere la loro attività durante le due fasi.

Principi tattici in attacco:

  1. mantenimento del possesso della palla
  2. adattamento alle caratteristiche dell'azione difensiva avversaria
  3. improvvisazione e sorpresa
  4. smarcamento
  5. superiorità numerica
  6. creazione degli spazi

Principi tattici in difesa:

  1. difesa della porta
  2. equilibrio difensivo
  3. temporeggiamento
  4. raddoppio
  5. marcamento
  6. takle

26 settembre 2006

IL GOAL

Molti pensano che il calcio sia uno sport stupido e ripetitivo, io invece penso che il calcio non sia solo uno sport ma anche un'esperienza di vita, una speranza di vita. Ho vissuto in carozzina una breve parte della mia vita e ho sofferto il dolore dell'inattività, vedevo i miei amici correre e giocare a calcio e l'unica cosa che potevo fare era sognare di essere li in mezzo al campo con loro. Ho sognato, ho lottato e mi sono alzato finalmente da quell'attrezzo e adesso gioco a calcio! Adesso quando entro in campo l'emozione sale alle stelle perchè so che quello che sta per succedere non è un sogno, non è un imbroglio della mente è realtà è verità!Come faccio a non amare questo sport? Come faccio a fare a meno di questo sport? L'unica cosa che mi manca è essere così bravo da poter un giorno gridare a squarciagola: GOAL

Davide RUSCA

GOAL

Il portiere caduto alla difesa
ultima vana, contro terra cela
la faccia, a non veder l'amara luce.
Il compagno in ginocchio che l'induce,
con parole e con mano, a rilevarsi,
scopre pieni di lacrime i suoi occhi.
La folla, unita ebrezza, par trabocchi
nel campo. Intorno al vincitore stanno,
al suo collo si gettano i fratelli.
Pochi momenti come questo belli,
a quanti l'odio consuma e l'amore,
è dato, sotto il cielo, di vedere.
Presso la rete inviolata il portiere,
l'altro, è rimasto. Ma non la sua anima,
con la persona vi è rimasta sola.
La sua gioia si fa una capriola,
si fa baci che manda di lontano.
Della festa, egli dice, anch'io son parte.

Umberto Saba

24 settembre 2006

Amo e Odio il calcio

Amo il calcio
amo giocarlo
amo discuterne
amo studiarlo ed insegnarlo
odio il calcio
odio l'affare del calcio
odio il pettegolezzo del calcio
odio il tifo da stadio
amo ed odio il calcio

21 settembre 2006

BRAVI RAGAZZI !!

Si sono dimenticati di noi!
Noi chi? Noi quelli del Settore Giovanile!
Noi quelli che per due cocomeri e un peperone tutti i fine settimana portano sui campi di calcio circa 600mila bambini dagli 8 ai 16 anni per farli divertire e farli crescere.
Noi quelli che ricevono impropreri dai genitori perchè sbagliamo le formazioni.
Noi quelli che vengono rimproverati dai famigliari perchè li trascurano.
Noi quelli che vengono sgridati dai "GRANDI" di:
  • non fare più la tecnica di base
  • pensare solo a vincere
  • formare dei mammoni
  • fare troppa tattica
  • e di, questa è stata l'ultima, non insegnare più a marcare ad uomo

Ma chi si è dimenticato di noi?Le persone e le istituzioni che sovraintendono e gestiscono questo sport, il nostro sport: IL GIOCO DEL CALCIO.

Ma si sono dimenticati di fare cosa? Semplice! Si sono dimenticati di ringraziarci e di dirci quanto siamo stati BRAVI nel formare dei giocatori e degli uomini che questa estate hanno vinto IL CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO!!

NON ci aspettavamo titoli a nove colonne

NON ci aspettavamo titoli nobiliari

NON ci aspettavamo medaglie

NON ci aspettavamo premi in denaro

CI ASPETTAVAMO SOLO UN BRAVI RAGAZZI!! Voi siete la nostra forza-Voi siete la Scuola Calcio che tutto il mondo ci invidia-Voi siete il nostro fiore all'occhiello-SIAMO orgogliosi di voi!!

SIGNORI CI ASPETTAVAMO SOLO UN BRAVI RAGAZZI!!!

p.s. : Posso vivere due mesi di un bel complimento (Mark Twain)

08 settembre 2006

LETTURA CONSIGLIATA


SIETE DAVVERO SPORTIVI?

Applaudite il buon gioco di entrambe le squadre. Non demolite nè istigate gli avversari. Non insultate i compagni che fanno un errore. Congratulatevi in egual misura con gli avversari e con i compagni.
DIVERTITEVI.

I GENITORI E IL CALCIO



Durante una partita di calcio, l'allenatore chiama da parte uno dei suoi giocatori, otto anni appena compiuti, e gli dice:"Davide ricordi cosa abbiamo detto dello spirito sportivo?" "si mister", risponde il bimbo. "Quindi sono sicuro che sai che quando l'rbitro fischia un fallo, non si deve discutere, lanciargli delle maledizioni, insultarlo o dargli del cornuto". Il bambino annuisce serio. "E quando ti faccio uscire, così che un altro bambino abbia la possibilità di giocare, non è corretto gridare al tuo allenatore -pezzo di idiota- vero Davide?. Il bambino annuisce di nuovo. "Bene Davide allora adesso va e spiega tutto questo a tuo padre."

07 settembre 2006

L'OBIETTIVO DELL'ALLENATORE DEL SETTORE GIOVANILE

Per far ottenere i migliori risultati ai propri allievi nel minor tempo possibile l'ALLENATORE DI SETTORE GIOVANILE dovrebbe concentrare la propria azione su i seguenti punti:
  1. far acquisire ai propri allievi un perfetto e dinamico controllo del pallone
  2. far in modo che i propri allievi possano vincere a livello difensivo il confronto con l'avversario
  3. far in modo che i propri allievi sappiano superare l'avversario da soli o con l'aiuto dei compagni di squadra
  4. fare in modo che la propria squadra crei il maggior numero possibile di occasioni da rete

04 settembre 2006

A GIACINTO FACCHETTI

"te me paret el Facchetti
te ve su e giò come lu
te se dester come lu
te ghe la riga come lu
te segnet come lu
...te paret el Facchetti...
ma ghe nera minga come lu
fort come lu
generus come lu
signur come lu
vuria ves come el FACCHETTI"
g. rusca